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Cosa sappiamo e cosa ancora no dell'attentato di Barcellona, 24 ore dopo 

Due attentati terroristici. Uno a Barcellona, uno a Cambrils. 14 le vittime ufficiali, 130 i feriti da almeno 32 nazionalità. Due italiani coinvolti: si tratta di Bruno Gullotta, 35 anni e Luca Russo, 25. 

Cosa sappiamo  

L’attentato di Barcellona: 

Alle 17.05 di giovedì 17 agosto (qui la nostra diretta) un furgone si è scagliato sulla folla di un’area pedonale di Barcellona, chiamata Las Ramblas, una via costellata di locali e popolata di turisti. Il furgone ha proseguito a zig zag per circa settecento metri lasciando a terra i corpi straziati di centinaia di persone. 13 sono morte, oltre 100 i feriti. Ha proseguito fino ad un mosaico di Joan Mirò quando gli uomini a bordo lo hanno abbandonato. 

L’attentato di Cambrils: 

Otto ore dopo l’attacco di Barcellona, alle 2 di notte circa, la polizia catalana ha fermato e ucciso cinque sospetti nella città di Cambrils, 100 chilometri a sud della capitale catalana. Gli uomini erano a bordo di un’Audi A3. Indossavano cinture esplosive, non è ancora certo della loro autenticità. 

Per le autorità l’uccisione di questi terroristi avrebbe impedito che il secondo attacco. Nell’azione terroristica oltre agli uomini del commando è morto un civile e sei sono rimasti feriti. Il bilancio dei morti quindi è salito a 14. 

Chi ha rivendicato l’attacco

L’Isis poche ore dopo i fatti di Barcellona ha rivendicato l’attacco. Le autorità però non hanno finora ufficializzato il coinvolgimento dell’organizzazione terroristica. La polizia ha arrestato giovedì due uomini. Nessuno dei due però era alla guida del furgone di Barcellona. Uno è un uomo nato nel terroritorio spagnolo del Marocco, Melilla.

L’arresto di due persone, il giallo dei fratelli Oukabir

E’ stato arrestato a Alcanar, dove la notte precedente all’attentato si sarebbe verificata un’esplosione di una palazzina che il giorno dopo gli inquirenti hanno collegato agli attentati di Barcellona: il sospetto è che lì si stessero preparando degli esplosivi. Un tentativo fallito. Il secondo uomo è Driss Oukabir, marsigliese di origine marocchina, che abita a Ripoll, cittadina a nord di Barcellona, subito a ridosso del confine francese. L’uomo ha detto di non essere coinvolto nell’attentato, si è rivolto alla polizia dopo che questa ha diffuso una sua foto perché con i suoi documenti è stato noleggiato il furgone. Ma Driss sostiene che i suoi documenti gli sono stati rubati. La polizia starebbe ancora cercando l’autista del furgone. I sospetti sono ricaduti sul fratello più giovane di Driss, Moussa, 17 anni, che al momento non è rintracciabile. 

Le vittime accertate

Le vittime dell’attentato verrebbero da almeno 34 nazioni, scrive il New York Times. 26 francesi, 11 di questi in gravi condizioni, secondo il ministro degli esteri francesi. Due gli italiani, e almeno un ferito. 

Cosa ancora non sappiamo 

  • L’identità dell’autista del furgone non è certa. Moussa Oukabir al momento è solo sospettato.
     
  • Al momento i nomi e le nazionalità delle vittime non è ancora del tutto chiarita. Sappiamo degli italiani. 
     
  • Il coinvolgimento dello Stato Islamico è un’ipotesi, concreta, ma non si sa se il piano è stato condotto dall’Isis o se l’organizzazione terroristica abbia solo ispirato il commando. 
 
 
 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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