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Cosa succede nel resto del mondo

Alla Turchia il record di migranti

Ricorre oggi la giornata mondiale dei migranti e la Turchia detiene il record del numero di persone ospitate sul proprio suolo. Secondo le ultime stime sarebbero infatti 4,5 milioni i migranti  attualmente in Turchia, 3,3 milioni dei quali profughi siriani, di cui solo 227 mila nei 21 campi profughi del Paese. Un impegno che la Turchia intende portare avanti, come confermato da un tweet del ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu.


 

“Abbiamo il dovere di proteggere e garantire i diritti di tutti i migranti, nessuno escluso”, ha twittato il capo della diplomazia turca. Secondo le Nazioni Unite inoltre, quella in corso sarebbe la più grande migrazione di massa della storia. Un flusso di esseri umani per cui la Turchia rappresenta un crocevia, considerando anche che,secondo il ministero degli Interni di Ankara 2017 sono stati arrestati 2407 trafficanti di esseri umani.

Giuseppe di Donna da Istanbul, Turchia

 

Arabia Saudita: la villa più costosa al mondo di Mohamed bin Salman

Il misterioso acquirente di una lussuosa villa in Francia da 275 milioni di euro è il principe della Corona dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman, secondo quanto rivelato dal New York Times. La villa, considerata la più costosa al mondo, contiene un cinema e una cantina per i vini ed è circondata da un fossato in cui nuotano storioni. Quando la villa era stata venduta nel 2015 l’identità dell’acquirente non era nota, ma il quotidiano Usa ha rivelato che la compravendita è riconducibile a un’azienda d’investimenti gestita dalla fondazione del principe ereditario. Il principe 32 enne, anche ministro della Difesa, sta guidando una campagna anticorruzione in Arabia Saudita che ha portato all’arresto di oltre 200 persone, tra cui alcune delle figure più in vista del regno.

Il principe Miteb bin Abdullah, figlio del precedente sovrano dell’Arabia Saudita ed ex ministro della Guardia nazionale, due settimane fa è stato rilasciato a fronte di un pagamento di oltre 1 miliardo di dollari, secondo quanto riportato dai media internazionali.

Lo stesso New York Times aveva riportato che il principe saudita era stato l’acquirente del Salvator Mundi, l’opera di Leonardo Da Vinci nota per essere stata venduta alla cifra record di 450 milioni di dollari.
 

In Turchia apre un centro per bambini siriani con sindrome down 

Un centro di riabilitazione e cura per bambini siriani con traumi psichici e sindrome di down è stato inaugurato nella provincia di Urfa, nel sud est della Turchia, non lontano dal confine siriano. Il centro si prende cura sia di bambini che hanno riportato traumi nel passaggio in Turchia, con il bagaglio di esperienze negative legate alla guerra, sia di bambini con la sindrome di down abituati a ricevere cure in Siria prima che il conflitto rendesse impossibile la prosecuzione delle terapie.

Obiettivo del centro, attualmente frequentato da 40 bambini, è quello di migliorare coordinazione ed equilibrio dei piccoli pazienti, monitorarne i progressi e cercare di far sviluppare al meglio le capacità e le abilità di questi ultimi, proponendo loro una serie di attività attraverso cui potersi esprimere liberamente. 

Giuseppe di Donna da Istanbul, Turchia

 

In Iran la Peugeot inizia la produzione di vetture

La produzione di una versione dotata di portabagagli della Peugeot 207i è iniziata in suolo iraniano nella fabbrica della joint venture irano-francese formata dall’iraniana Iran Khodro Co. (IKCO) e dalla Peugeot-Citroen (PSA). L’inaugurazione della linea di produzione della vettura, che rispetto alla precedente 207i, (giunta nel mercato iraniano nel 2011), e’ piu’ lunga per via dell’aggiunta del portabagagli nella parte anteriore, ed e’ avvenuta in presenza del presidente del parlamento Ali Larijani, particolare che rappresenta l’importanza del progetto per le autorità della Repubblica Islamica. L’altra berlina la cui produzione è iniziata presso la IKCO, sempre nello stesso giorno, è la Dena Plus, una vettura della società persiana. 

La IKCO, maggiore compagnia automobilistica in Iran, ha prodotto 20,000 Peugeot 207i nel 2011, prima che l’intensificazione delle sanzioni occidentali fermasse la produzione. Il successore della 207, è la Peugeot 2008 che viene già assemblata in Iran dal 2 maggio, sempre dalla IKCO, e che in base agli accordi esistenti tra Teheran e Parigi, dovrebbe essere prodotta prossimamente in territorio persiano. Il gruppo PSA ha firmato con l’Iran un contratto di produzione di 700 milioni di euro di valore. L’obbiettivo dell’intesa e’ il mercato iraniano in primis e poi il mercato di 400 milioni di persone del Medioriente.

In Iran la Peugeot è alleata tradizionale della IKCO mentre la sua rivale e connazionale, la Renault, è partner dell’altra grande società automobilistica iraniana, la SAIPA. Quest’ultima ha informato questa settimana di aver esportato 230,000 vetture (1.2 miliardi di dollari) negli ultimi anni. Il responsabile per gli affari internazionali della SAIPA, Mohsen Dastkhosh, ha spiegato che a breve verrà finalizzato con i partner francesi della Renault un nuovo accordo per la produzione di 350 mila vettura all’anno in territorio iraniano. 

La produzione di vetture in Iran toccherà 1.6 milioni di unità nel 2017, in netto aumento rispetto ai dati degli anni precedenti (1.35 milioni nel 2016 e 750 mila nel 2014). Attualmente il settore automobilistico costituisce il 10% del PIL dell’Iran.

Davood Abbasi da Teheran, Iran

 

Siria: Croce rossa, Ghouta orientale a un “punto critico”

La Croce Rossa internazionale ha dichiarato che la situazione nell’area di Ghouta orientale, alla periferia est di Damasco ha raggiunto un “punto critico”. Nell’ultimo mese secondo l’organizzazione la vita nei quartieri a est di Damasco sta diventando “impossibile”, con decine di civili feriti o uccisi nelle ultime settimane.

“Chi è affetto da malattie croniche e le persone ferite gravemente hanno difficoltà ad accedere a cure”, ha dichiarato il direttore per il Medio oriente dell’ente internazionale. Le 400.000 persone che si trovano nell’area devono fare i conti con carenze di scorte alimentari “preoccupanti” e forti aumenti dei prezzi. L’Organizzazione mondiale della sanità aveva chiesto due settimane fa che almeno 480 persone tra malati e feriti sono in attesa di essere evacuati per ragioni mediche dalla zona, dichiarando che i tassi di malnutrizione nell’area assediata dai ribelli sono ora “i più alti visti finora in Siria dall’inizio della crisi”. L’area di Ghouta orientale è sotto assedio dalle forze governative dal 2013.
 

Ankara addestra poliziotti siriani per sicurezza Jarabulus

La Turchia ha addestrato 120 poliziotti siriani che da domani entreranno entreranno in servizio nella regione di Jarabulus, nel nord della Siria. A darne l’annuncio il comando generale delle forze armate di Ankara, che per tre mesi ha condotto un programma di addestramento per i siriani che hanno già avuto esperienza nelle forze armate e che ora sono pronti a tornare nell’area del Paese liberata lo scorso anno dall’operazione Scudo dell’Eufrate. 

Tra agosto 2016 e marzo 2017 l’esercito turco ha sottratto all’Isis un territorio di 2000 metri quadrati, pagando l’operazione con la morte di 77 militari. I poliziotti che entreranno in servizio raggiungono altri 580 colleghi, entrati in servizio un mese e mezzo fa, anch’essi dopo aver terminato con successo l’addestramento da parte delle forze turche. In base a quanto dichiarato dal premier turco Binali Yildirim circa 75 mila siriani hanno fatto ritorno nell’area liberata dall’esercito di Ankara, dove la Turchia si sta occupando di implementare la sicurezza e ha fatto riaprire anche gli uffici postali.

Giuseppe di Donna da Istanbul, Turchia

 

Turchia: liberata giornalista turco-tedesca Mesale Tolu

È stata liberata dopo otto mesi di detenzione, la giornalista turco-tedesca Mesale Tolu, traduttrice per la redazione esteri dell’agenzia di stampa Etha, in carcere da maggio con l’accusa di far parte di un’organizzazione terroristica di estrema sinistra (Mlkp). La decisione è stata presa da una corte di Istanbul, dinanzi la quale la giornalista è comparsa insieme agli altri sei detenuti perché imputati nello stesso processo. Alla fine dell’udienza cinque di questi sono stati rilasciati, dopo che altri otto imputati erano stati liberati lo scorso ottobre. 

Mesale Tolu ha sempre rigettato con forza l’accusa di far parte di un’organizzazione terroristica, basata sulla presunta partecipazione della Tolu a manifestazioni di stampo brigatista e funerali di membri del Mlkp. La giornalista, che aveva lavorato come corrispondente per l’agenzia di Etha, è stata detenuta presso la prigione femminile di Bakirkoy dove è stato portato anche anche il figlio di tre anni della donna. Scende così a 9 il numero di cittadini tedeschi detenuti in Turchia per motivi che Berlino ritiene puramente “politici”. Tra questi figura il corrispondente del quotidiano Die Welt, Deniz Yucel in carcere da gennaio.

Giuseppe di Donna da Istanbul, Turchia

 

Ghana, una app contro le morti da parto

Si chiama “Safe delivery”, parto sicuro, è una app per smartphone realizzata in Danimarca e ora pronta ad essere aggiornata nella sua versione pensata per il Ghana. Lanciata giovedì ad Accra dall’UNFPA, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione e dalla Fondazione danese per la maternità, servirà alle ostetriche locali per guidarle nei casi di emergenze e nelle fasi di cura neonatale. Sviluppata 4 anni fa, la Safe delivery App “è nata con lo scopo di ridurre la mortalità dei neonati e quella delle madri nei paesi in via di sviluppo”, ha spiegato Ann Frellsen, direttore della fondazione danese in occasione del lancio ad Accra di questo supporto tecnologico, pensato esplicitamente per le gestanti e per il personale infermieristico e medico interessato. Malgrado il Ghana abbia fatto degli enormi passi avanti le statistiche raccontano ancora storie “inaccettabili”, secondo Erika Goldson, rappresentante locale dell’UNFPA. 

“Sono 319 le morti ogni 100.000 bambini nati vivi e di oltre 800.000 madri che partoriscono ogni anno, 2.500 muoiono dando al mondo i loro figli” ha spiegato la Goldson riferendo le ultime statistiche del Ghana sulla mortalità neonatale.

Francesca Spinola da Accra, Ghana

 

In Somalia un architetto somalo-italiano propone un monumento

Un architetto somalo nato in Italia ha proposto di realizzare il primo monumento commemorativo dall’inizio della guerra civile nel 1991, dedicato alle vittime dell’attentato del 14 ottobre scorso a Mogadiscio, il peggiore della storia della Somalia. Il progetto, chiamato “14 ott.” prevede un ampio spazio aperto, con sagome rettangolari a rappresentare ogni vittima dell’attentato. I nomi delle 512 vittime sarebbero scritti su due muri, mentre una terza parete conterrebbe la descrizione dell’attentato. 

Omar Degan è specializzato nella ricostruzione di comunità colpite da disastri e conflitti. In un’intervista al sito Quartz Africa il 27enne ha raccontato di come possa essere importante un monumento simile per ricordare la tragedia, nonostante eventi del genere siano ricorrenti. Negli ultimi due anni in Somalia più di 4.500 civili sono stati uccisi o feriti, secondo quanto riportato dalle Nazioni Unite. Secondo il giovane architetto, il memoriale “obbliga i visitatori a camminare e in qualche modo sentire il dolore”. Il progetto al momento è al vaglio delle autorità locali.

Il 14 ottobre 2017 un camion è esploso vicino a un’autocisterna che trasportava carburante, di fronte a un albergo affollato. In quella zona della capitale somala hanno sede molti uffici governativi e ristoranti. L’attacco è stato attribuito al gruppo jihadista al Shabaab, che però non lo ha rivendicato. Due settimane fa un comitato istituito dal governo ha rivisto il bilancio del drammatico attentato, portando il numero delle vittime a 512 persone da 358.

Per approfondire:

Quartz: Somalia’s first post-civil war memorial could be erected to the victims of its deadliest ever attack

 

In Nigeria negata a una ragazza musulmana che si rifiuta di rimuovere il copricapo l’abilitazione alla pratica forense

In Nigeria a una laureata di legge non ha ricevuto l’abilitazione per diventare avvocato per essersi rifiutata di rimuovere il hijab che le copriva il capo, scatenando un’ondata di indignazione sui social. Martedì scorso Amasa Firdaus non è stata ammessa alla cerimonia per i nuovi avvocati perché intendeva indossare la rituale parrucca sopra il velo islamico. Secondo l’università la sua scelta è una violazione delle regole stabilite per il vestiario. Firdaus, laureata all’università di Ilorin e alla Nigerian Law School di Abuja, potrà essere abilitata alla professione solamente nella cerimonia dell’anno prossimo.

Il caso è diventato virale sui social network, dove molti utenti hanno espresso sostegno alla ragazza e indignazione per una tradizione definita “arcaica e ripugnante”. Alcuni hanno raccontato  come il caso sia esemplificativo della discriminazione generalizzata contro i musulmani nella professione legale.

Il presidente della Nigeria Bar Association, che rappresenta gli avvocati in Nigeria, ha espresso solidarietà via Twitter alla neolaureata, aggiungendo che l’associazione avrebbe affrontato il caso.  Amasa Firdaus ha dichiarato che il rifiuto da parte dell’università di ammetterla alla cerimonia rappresenta una violazione al diritto alla libertà di religione, garantita dalla costituzione.

“Non esiste nulla del genere” ha dichiarato Firdaus al quotidiano Premium Times, rispondendo una domanda in cui le veniva chiesto se era a conoscenza di regole contro l’utilizzo di hijab alla cerimonia. “Quando lo chiedi anche a loro, ti rispondono che è una convenzione; che si fa così e così deve rimanere”. Ha anche dichiarato che era consapevole delle conseguenze della sua decisione e di essersi rifiutata di rimuovere il velo per dare ad altre musulmane la possibilità di rivendicare i propri diritti costituzionali.

 

Libia: il figlio di Gheddafi si candiderà alle elezioni del 2018
 

Il figlio dell’ex dittatore libico Muhammar Gheddafi ha intenzione di candidarsi alle elezioni in Libia nel 2018. Lo ha dichiarato un portavoce della famiglia al mensile egiziano Egypt Today. “Saif al Islam prenderà parte alle prossime elezioni presidenziali che potrebbero disputarsi a metà 2018” ha dichiarato Basem al-Hashimi al-Soul. Secondo il portavoce della famiglia Gheddafi, Saif al Islam nei prossimi giorni annuncerà il programma elettorale che già ha preparato, che include alcune richieste che intende rivolgere alle Nazioni Unite per traghettare la Libia verso la stabilità.

“Saif al Islam intende imporre maggiore sicurezza e stabilità in accordo con geografia libica e in coordinazione con le altre fazioni libiche” ha aggiunto. Saif al Islam era considerato una figura modernizzatrice all’interno del regime guidato dal padre ma su di lui pesano le accuse di aver ordinato misure drastiche contro gli oppositori durante le insurrezionidel 2011.

Laureatosi alla London School of Economics, è stato liberato lo scorso giugno dalla milizia di Zintan dopo sei anni di detenzione, grazie a un’amnistia passata nel 2016 dal governo di Tripoli. Secondo quanto riferito dal quotidiano britannico Guardian, nelle ultime settimane avrebbe riferito a un suo contatto statunitense di essere al lavoro per costituire un gruppo armato che ha già il controllo della città costiera di Sabrata e che vorrebbe combattere nei dintorni di Tripoli.
 

Egitto: riaperta la biblioteca del monastero Santa Cecilia

In Egitto è stata riaperta al pubblico la biblioteca del monastero di Santa Caterina, contenente migliaia di manoscritti antichi. La collezione del monastero è seconda solamente alla biblioteca vaticana per quantità di manoscritti e codici antichi, secondo quanto dichiarato dall’arcivescovo del monastero.

La biblioteca è stata riaperta dopo tre anni di ristrutturazione che hanno riguardato l’ala orientale, con una cerimonia che ha visto anche la partecipazione esponenti politici locali e internazionali. Nel corso della riapertura è stato presentato il mosaico della Trasfigurazione di Cristo, che copre un’area di 46 metri quadri all’interno della basilica del monastero. L’opera risale al VI secolo ed era stata voluta, assieme alla basilica, dall’imperatore bizantino Giustiniano. Nel corso dei lavori sono stati ritrovati anche alcuni testi di Ippocrate, il padre della medicina. Secondo quanto dichiarato dalle autorità, i lavori di restauro sono tutt’ora in corso.
Il monastero di Santa Caterina si trova nei pressi del monte Sinai ed è considerato un luogo sacro da cristiani, ebrei e musulmani. Dal 2002 il luogo è considerato patrimonio dell’umanità ed è uno dei più antichi monastero ancora esistenti. dall’UNESCO. La biblioteca contiene circa 4.500 volumi antichi manoscritti di testi prevalentemente cristiani risalenti fino al quarto secolo dopo Cristo. Al suo interno è stato ritrovato il Codex Sinaiticus, considerata una delle due copie più affidabili del Nuovo Testamento e risalente al IV secolo.

 

Nigeria: file per la benzina a Lagos, Abuja e altre città

In Nigeria sono tornate le code di fronte ai rifornitori di carburante, dopo che uno dei principali sindacati nel settore petrolifero ha lanciato uno sciopero. Il Petroleum and Natural Gas Senior Staff Association of Nigeria, noto anche con la sua sigla Pengassan, ha proclamato uno sciopero dalla durata ancora indefinita, a iniziare da lunedì 18 dicembre. Lo sciopero è stato proclamato dopo lo stallo nelle trattative con la Neconde Energy Services. Il sindacato accusa le aziende locali di pratiche scorrette nei confronti dei lavoratori, dopo il licenziamento di alcuni suoi membri. Dopo l’annuncio della mobilitazione si sono formate code di automobili presso stazioni di rifornimento a Abuja, Lagos e altre città nigeriane. Code di questo genere non sono insolite in Nigeria, dove il governo impone un tetto al prezzo del carburante. Il governo nigeriano si è attivato per far riprendere le trattative tra l’azienda e i lavoratori e tranquillizzare gli autisti acquistando carburante sui mercati internazionali.

Per la Nigeria le esportazioni di petrolio rappresentano circa due terzi degli introiti statali e la principale fonte di valuta estera. Uno sciopero del sindacato lo scorso anno contro la compagnia  statunitense ExxonMobil aveva avuto effetti sulla produzione petrolifera nazionale.

Il ministro del Lavoro e dell’Occupazione, Chris Ngige ha chiesto ai leader sindacali di mettere fine allo sciopero per favorire le trattative del governo con la società.
 

Algeria: scontri tra tifosi di calcio, un morto e 3 feriti gravi

In Algeria è morta una persona in seguito a scontri tra tifosi di squadre rivale nella parte orientale del paese, secondo quanto dichiarato da un dirigente della federazione calcistica.
Gli scontri sono avvenuti durante un derby tra Ain el Kebira e Ain Touila, due squadre amatoriali del campionato della provincia di Setif. Durante la partita i sostenitori delle due squadre si sono lanciati oggetti sugli spalti per poi invadere il campo dopo la sospensione della partita da parte dell’arbitro e poi scontrarsi fuori dallo stadio. Durante gli scontri sono state anche ferite gravemente due persone. Secondo i media locali, un tifoso di 25 anni è morto per essere stato accoltellato al cuore. In nordafrica la violenza negli stadi è un problema frequente. Nel 2014 un giocatore camerunese, Albert Ebossé, era stato ucciso da un oggetto lanciato dai suoi stessi sostenitori.

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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