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Cos’è la Lega delle Leghe che Salvini vuol lanciare prima delle europee

Una “Lega d’Europa” che riunisca tutte le “Leghe” del Vecchio continente, i “movimenti liberi e sovrani”. Dopo aver sfidato il suo stesso partito lanciandolo oltre i confini del Nord Italia, l’obiettivo di Matteo Salvini è superare il livello nazionale e, in vista delle europee di fine maggio, battezzare una confederazione delle formazioni europee. “Non governeremo per cinque anni, si rassegnino i compagni, ma per trent’anni”, chiarisce il segretario leghista, che conclude il comizio, con in mano il rosario, facendo giurare il popolo del ‘sacro prato’ per la “liberazione dei Paesi europei”.

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“Sono contento e soddisfatto del lavoro del governo Lega-M5s. Contano i fatti. Se vogliono farci litigare non ci riusciranno”, sostiene Salvini. “Le Europee dell’anno prossimo saranno un referendum fra l’Europa delle èlite, delle banche, della finanza, dell’immigrazione e del precariato, e l’Europa dei popoli e del lavoro. ll progetto consiste nel fare una alleanza internazionale dei populisti, che per me è un complimento. Penso che saremo maggioranza”.

“Non è la Lega che è cambiata, è il mondo che è cambiato. Abbiamo capito che da soli non andavamo da nessuna parte. Per vincere occorreva unire l’Italia, come occorrerà unire l’Europa. E io penso a una Lega delle Leghe d’Europa che mette insieme tutti i movimenti liberi e sovrani, che vogliono difendere la propria gente e i propri confini”.

Sui porti chiusi

Salvini arriva a Pontida e fa un tour tra i gazebo di tutte le Regioni, presenti sul pratone. È il primo raduno della storia senza Umberto Bossi e Roberto Maroni: il primo – dicono – è bloccato a Gemonio dal mal di schiena, il secondo in linea è assente, malgrado l’annunciata partecipazione sui social, nei giorni scorsi, in linea con il “profilo defilato” inaugurato con la rinuncia a candidarsi al secondo mandato in Regione Lombardia. Il ‘capitano’ leghista, che comunque ringrazia Bossi e Maroni, indossa bermuda e t-shirt dei Giovani Lega, blu col suo volto stampato al centro sopra la frase “La pacchia è stra-finita”, pronunciata contro quello che, a suo dire, è il ‘laissez faire’ dell’accoglienza. Poi indosserà la camicia bianca per pronunciare il discorso dal palco di circa un’ora.

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Mai la Lega, da un mese al governo con il Movimento 5Stelle, era stata così forte, con i sondaggi che danno il partito oltre al 30 per cento. Salvini nega qualsiasi frizione seria con il Movimento 5 stelle e derubrica a “opinioni personali” le prese di posizioni del presidente della Camera Roberto Fico a favore dell’apertura dei porti alle navi delle Ong e del sottosegretario alle pari opportunità Vincenzo Spadafora sul riconoscimento dei diritti delle coppie Lgtb da cui “non si torna indietro”.

“Io rispetto le opinioni di tutti, poi ci sono un governo e un ministro che fa. I porti sono e resteranno chiusi”, sostiene Salvini. “Con i ministri che hanno la delega, Toninelli e Di Maio, siamo in perfetta sintonia – insiste – poi ognuno è libero di esprimere le sue opinioni ma i porti italiani sono chiusi ai trafficanti di esseri umani”. “I porti per chi traffica esseri umani sono e resteranno chiusi. Oggi c’è una terza nave che prenderà la via di un altro Paese e ce ne saranno anche una quarta una quinta e così via”, aggiunge.

Sull’accoglienza

I risultati del Consiglio Ue sui migranti, per l’Italia sono “un primo passo”, perché “finalmente si è discusso delle proposte italiane: siamo a metà opera, si sono accorti che possiamo dire dei no, e se c’è bisogno li diciamo”, aggiunge Salvini, che tiene a precisare che “l’accoglienza è volontaria per gli altri e quindi anche per noi”.

“Il mio obiettivo è che l’Europa protegga la frontiera esterna con Frontex. L’obiettivo non è mal comune e mezzo gaudio ridistribuendo i migranti”.

“Se si aprono o chiudono i porti, lo decide il ministro dell’Interno”.

“Applicando il catechismo di Santa romana chiesa, le porte d’Italia saranno spalancate per donne e bambini che fuggono dalla guerra, che arriveranno in aereo e non in gommone, ma per tutti gli altri no. Dobbiamo spendere veramente in Africa”.

“Ringrazio la guardia costiera della Libia che nel silenzio dei media ha soccorso più di mille disperati che stavano rischiando di annegare e li hanno riportati in Libia”.

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Salvini dal palco di Pontida definisce poi “sciacalli” quelli che imputano i recenti morti nel Mediterraneo alla linea del governo italiano sull’immigrazione. Salvini affronta anche questioni interne, di partito. “Ho l’ambizione di fare bene e a lungo il ministro dell’Interno. La mia vita è a disposizione di 60 milioni di italiani e di 8mila sindaci senza distinzione di colore politico. Sono il ministro di tutti e cercherò di dare una mano a tutti. Ma nessuno può togliermi dal cuore l’orgoglio e la passione di essere il segretario di questa meravigliosa lega. E conto di fare a lungo anche segretario della Lega”. Nel suo lungo discorso, tra vari citati, oltre al fu ideologo della Lega, Gianfranco Miglio, anche la filosofa Simone Weil riguardo al problema dello “sradicamento”, e, come esempio dell’anti-mafia, il ‘giudice ragazzino’ Rosario Livatino. E Walt Disney: “Come diceva Disney, se puoi sognarlo puoi anche farlo”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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