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Così Apple aiuterà il fondo di Malala per l’istruzione di 100 mila ragazze

Nel 2012 i talebani hanno tentato di assassinarla su uno scuolabus con un colpo di pistola alla testa, Malala Yousafzai aveva appena 15 anni. Era finita nel mirino degli integralisti per la sua attività a difesa dell’istruzione delle ragazze.

Pakistana, blogger per la BBC, ma soprattutto premio Nobel per la pace nel 2014 (la più giovane), Malala è viva per miracolo. Ma non ha smesso di farsi sentire. Anche a Palazzo di Vetro, dove nel 2013 lanciò un appello all’istruzione delle bambine e dei bambini di tutto il mondo. Anche con il suo Malala Fund.

E oggi ha annunciato a Beirut un accordo con Apple, grazie al quale riceverà finanziamenti e risorse per sostenere la formazione di 100 mila ragazze in Afghanistan, Pakistan, Libano, Turchia e Nigeria. Centomila è l’obiettivo iniziale. In seguito all’accordo, il ceo della società di Cupertino, Tim Cook, entrerà a far parte del consiglio direttivo del Fondo. 

Il Malala Fund

Il fondo di Malala è nato nel 2013, è attivo in Pakistan, Afghanistan, India, Nigeria e nei paesi dove ci sono rifugiati siriani, come il Libano e la Giordania. Fra i progetti, la rete Gulmakai, network che sostiene gli attivisti impegnati nell’accesso all’istruzione. 

130 milioni senza istruzione

Con il sostegno di Apple, il Fondo prevede di raddoppiare il numero di sovvenzioni concesse dalla sua rete Gulmakai, di estendere i programmi di finanziamento in India e America Latina e le opportunità di istruzione secondaria. Secondo le stime sono 130 milioni le ragazze nel mondo che non hanno accesso a un’istruzione di qualità. L’impegno di Apple si concretizzerà anche nell’apporto di know-how in termini di tecnologia, programmi di studio e ricerca sui cambiamenti delle politiche di genere.

“Il mio sogno è che ogni ragazza scelga il proprio futuro – ha detto Malala Yousafzai – attraverso le loro innovazioni e la filantropia, Apple ha contribuito ad educare e responsabilizzare le persone in tutto il mondo. Sono grata – ha aggiunto – che Apple conosca il valore dell’investimento nelle ragazze e si unisca al Fondo Malala nella lotta per garantire che tutte le ragazze possano imparare e guidare senza paura”.

Per Tim Cook “Malala è un coraggioso difensore dell’uguaglianza. È una delle figure più stimolanti del nostro tempo e siamo onorati di aiutarla a estendere l’importante lavoro che sta facendo per dare potere alle ragazze di tutto il mondo. Riteniamo – ha detto ancora – che l’istruzione sia una grande forza di equalizzazione e condividiamo l’impegno del Fondo Malala per dare ad ogni ragazza l’opportunità di andare a scuola”.

Dall’Inghilterra a Beirut

Cook e Malala si erano incontrati tre prima dell’annuncio dell’accordo, mentre Cook era in viaggio d’affari in Inghilterra: Malala studia alla Oxford University. “Abbiamo iniziato a parlare e ci siamo trovati allineati sui valori che condividevamo” ha detto Cook a ABC News. “Non mi vedo come una celebrità, un cantante o una star – ha sottolineato Malala sempre ad ABC News – sono solo un’attivista per l’educazione delle ragazze. L’istruzione è un diritto umano fondamentale e tutte le ragazze dovrebbero avere questo diritto”.

La valle della Bekaa

A pochi chilometri da Beirut, circa 30, e vicina al confine siriano, il Malala Fund ha aperto nel 2015 una scuola per rifugiate siriane fra i 14 e i 18 anni.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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