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Così Virginia Raggi vuole portare la democrazia diretta in Campidoglio

Referendum propositivo, abrogativo e consultivo senza quorum, bilancio partecipativo, petizioni popolari elettroniche e consultazioni online. Questi i cardini della proposta di modifica dello statuto del Campidoglio presentata oggi dal Movimento 5 Stelle. “Passeremo dalla città di Mafia Capitale a Roma Capitale della democrazia diretta e della trasparenza”, scrive Virginia Raggi sul blog di Beppe Grillo, “si tratta di una rivoluzione culturale”.

“Grazie Gianroberto, il dado è tratto”

“Devono essere i cittadini e le comunità locali a governare le città attraverso internet, utilizzando l’intelligenza collettiva. Il web sta rivoluzionando i rapporti esistenti tra cittadini ed istituzioni rendendo attuabile la democrazia diretta, così come applicata ad Atene e nell’antica Grecia“, prosegue la sindaca di Roma, “con l’avvio di questo percorso istituzionale finalizzato a modificare la carta fondamentale della capitale siamo di fronte ad un tipping point per la democrazia diretta a Roma. Non appena saranno approvate in Assemblea Capitolina le proposte del MoVimento 5 Stelle di modifica dello Statuto di Roma passeremo all’adozione dei rispettivi regolamenti attuativi di questi nuovi strumenti. Grazie Gianroberto, il dado è tratto”. 

Questi i punti principali delle proposte pentastellate.

  • Le petizioni popolari elettroniche “Il Parlamento Italiano in quasi 70 anni di storia dell’attuale Costituzione non ha mai approvato una legge attuativa dell’articolo 50 della Costituzione, che disciplina le petizioni popolari”, sottolinea Virginia Raggi, “all’estero, invece, questo istituto di partecipazione è utilizzato in varie forme. Il Parlamento del Regno Unito ha dato la possibilità ai cittadini inglesi di presentare petizioni popolari attraverso internet, raccogliere online ulteriori adesioni, ed illustrarle direttamente all’interno della Camera dei Comuni britannica. Il Movimento 5 Stelle avvia questo percorso in meno di un anno di governo”.
  • Il referendum propositivo, abrogativo e consultivo. “Così i cittadini romani avranno la possibilità di sottoporre una proposta al voto popolare e l’amministrazione sarà tenuta a metterla in pratica”, scrive la sindaca, “abbiamo anche previsto la possibilità di sperimentare il voto elettronico – e-voting – in cabina elettorale per i referendum locali”.
  • Il bilancio partecipativo. “Non è l’economia a dover governare i processi democratici ma è la democrazia che deve governare i processi d’integrazione economica”, è il grido di battaglia pentastellato. “Verrà inserito il bilancio partecipativo, già diffuso in alcuni Comuni italiani tra cui Mira e Ragusa, governati dal M5S. Roma Capitale coinvolgerà i cittadini nella costruzione del bilancio sia a livello comunale che a livello municipale promuovendo la possibilità di destinare una quota alla decisione diretta dei cittadini”, prosegue Raggi, “sal 1996 il Bilancio Partecipativo è stato riconosciuto dall’Onu come una delle migliori pratiche di governance urbana nel mondo. Il controllo diffuso del denaro dei cittadini è stato sperimentato per la prima volta a Porto Alegre nel 1989 ed è stato adottato anche da Parigi con un sito Internet dedicato alla consultazione della cittadinanza su proposte e progetti da finanziare con il 5 per cento del bilancio”.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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