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Cospirazionismo in salsa cattolica: le lobby gay

Diritti e Rovesci

In cerca di nemici, a caccia di complotti. Dopo i satanisti, gli evoluzionisti, le orde pluto giudaico massoniche e i comunisti, una nuova minaccia per la Chiesa: il potere gay.


venerdì 1 agosto 2014 09:58


Cospirazionismo in salsa cattolica: le lobby gay

Peccato che nel caso dell’insegnante di Trento nessuno abbia tirato fuori la storia della “lobby gay”. Non è ironia: speravo davvero che qualcuno dell’orbita cattolica cominciasse a stracciarsi le vesti e gridare all’oscuro complotto, giusto per conoscere le relative argomentazioni di fronte ad un caso che dimostra quanto sia potente invece l’influenza della religione nell’Italia laica (anche se solo per la Costituzione). Ma si vede che la tentazione di giocare con gli assi nascosti nelle maniche è troppo forte. La storia della lobby, resa nota al mondo da papa Francesco per indicare un gruppo di vescovi omosessuali che ostacolano le riforme nella Chiesa, è diventata un modo per indicare ogni mezzo di contrasto alla discriminazione ecclesiastica verso il “sessualmente diverso”. Un feticcio nefasto contro cui scagliarsi con tutte le forze, come le fantomatiche trame giudaiche ai tempi di Hitler o la demonizzazione del nemico durante la Guerra fredda. Ogni volta che si affronta il fatidico argomento, basta pronunciare le due parole d’ordine ed ecco che la schiera di paladini della famiglia tradizionale si riempie.

Si tratta dell’Armata CoCa, che non è una holding di imprenditori impegnati nel settore delle bibite gassate e neanche un cartello della mafia colombiana. CoCa sta per “Cospirazionisti Cattolici”, un caso che dovrebbe essere studiato da sociologi e psichiatri, i primi per l’analisi e la descrizione del fenomeno, i secondi per la diagnosi e la cura. I CoCa sono alla perenne ricerca di nemici della dottrina di fede. In passato lottavano contro gli evoluzionisti, gli adoratori del demonio e i comunisti (categorie umane che buona parte delle volte si trovavano a coincidere), oggi hanno trovato nella lobby gay una nuova ed entusiasmante sfida. Peccato però che la terribile minaccia sia del tutto artificiale: il peggio è che gli opinion leader dell’area fondamentalista cristiana ne sono consapevoli. Il vero problema consiste nel fatto che i loro discorsi infuocati influenzano chiunque dia loro ascolto. La conseguenza è che l’esistenza della lobby gay viene accolta come una verità assoluta e non importa se i già citati opinionisti siano del tutto in malafede.

Infatti la storiella viene tirata fuori quando fa comodo, specialmente in ambito politico. Scalfarotto a causa della sua legge, l’Unar per colpa degli opuscoli educativi contro l’omofobia e i sostenitori della laicità statale sono complici e fanno parte della congiura mondiale. Chissà chi è il grande burattinaio dietro tutto ciò. I vertici dei movimenti lgbt? Leader mondiali segretamente omosessuali? La famigerata cricca vaticana? Si attendono risposte. Ma chissà per quale motivo, non si fa mai riferimento all’onnipotenza del Movimento arcobaleno quando un’insegnante viene licenziata perché lesbica, o peggio mentre in Uganda l’ergastolo per i gay ha il beneplacito della Chiesa e la Russia chiude gli occhi di fronte alle violenze omofobe di Occupy Pedophilia. Probabilmente in tutti questi casi la lobby era troppo impegnata a tramare contro il papa per accorgersene.

Oppure semplicemente i tempi stanno per cambiare. L’Italia si sta finalmente svegliando dal clericalismo che l’ha governata da sempre, complice l’infelice posizione geografica della curia papale. Il pensiero comincia a distaccarsi dall’autorità religiosa che ha regnato sovrana grazie all’ignoranza e alle elargizioni, per aprire una strada in direzione di una società libera. Non serviranno a nulla le campagne della stampa cattolica e gli slogan della Manif pour tous: proprio loro che parlano di legge naturale, dovrebbero sapere che per natura il progresso vince sempre. Prima o poi capiranno che l’amore non è una lobby.

Samuel Boscarello

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