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Costi politica, alla Camera la proposta taglia-stipendi di M5S

di Serenella Ronda

Roma – Approda nel pomeriggio in Aula alla Camera la proposta di legge, a prima firma della pentastellata Roberta Lombardi, sul dimezzamento degli stipendi dei parlamentari. Un testo licenziato dalla Commissione senza mandato al relatore e senza esame degli emendamenti, destinato quindi a non avere vita facile. Come dimostra anche l’acceso scontro che lo accompagna sin dalla scorsa settimana. Il tema del taglio dei costi della politica si intreccia a quelli della riforma costituzionale, con i 5 Stelle che rivendicano la propria iniziativa e accusano il Pd di voler “salvare la casta”, e i Dem che replicano segnalando che la richiesta di voto sul testo Lombardi prima del risultato del referendum e del relativo taglio dei costi delle indennità dei senatori, è una mossa “demagogica”. 

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Facile dunque aspettarsi un duro scontro a Montecitorio, con la presenza dello stesso Beppe Grillo (confermata dal leader M5s) che ha mobilitato i militanti invitandoli oggi a essere presenti nelle tribune riservate al pubblico e dando appuntamento per domani, la giornata clou, a un sit davanti a Montecitorio. Quello di oggi sarà un dibattito movimentato, con i 5 Stelle iscritti in massa a parlare. E nel vivo si entrerà domani, poiché oggi alla Camera si svolgerà solo la discussione generale sulla proposta di legge targata 5 Stelle. Domani, invece, la maggioranza farà la sua mossa, chiedendo il rinvio del testo in Commissione, visto che la proposta di legge è approdata in Aula senza mandato al relatore e, soprattutto, senza votazione sugli emendamenti. E visto anche, viene sottolineato, che quella 5 Stelle non è l’unica proposta presentata e dopo le divisioni in Commissione non esiste al momento un testo unificato di tutte le proposte di legge (sono almeno 5 quelle depositate). La maggioranza si attende anche che la battaglia dei pentastellati venga sposata da altre forze delle opposizioni.

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M5S, RISPARMI PER 87 MILIONI
“Con l’approvazione della nostra proposta di legge si farebbero risparmiare circa 87 milioni di euro ai cittadini. E questa cifra, comprensiva del dimezzamento delle indennità e della riduzione delle spese, che avranno l’obbligo della rendicontazione, supera di 30 milioni di euro il risparmio stimato della riforma Boschi”. Lo affermano in una nota i deputati M5s della commissione Affari Costituzionali in attesa dell’approdo nell’Ala della Camera del loro ddl.
“Domani, con l’ok ad una semplice legge ordinaria e senza stravolgere la Costituzione in senso autoritario, si porterebbe a casa un risultato eccezionale per il Paese. Il parlamentari hanno una grande occasione: facciano come noi e dimostrino che hanno a cuore gli interessi degli italiani e non solo i loro, tagliandosi gli stipendi”, aggiungono. “E’ certo che, se dovessero bocciare la nostra proposta – concludono – e rimandare il testo in commissione, o fare altri giochi di palazzo, verrebbe confermato il loro grande inganno nei confronti del Paese e, cioè, che la riforma costituzionale è stata dettata al Governo dai gruppi d’investimento esteri che vogliono solo spolpare l’Italia, a danno dei diritti dei cittadini”. (AGI)

 

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