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Cottarelli in standby. Cosa sta succedendo

La giornata politica si è aperta nell’incertezza più totale, con voci che vogliono il premier incaricato Carlo Cottarelli​ in procinto di rimettere il mandato e Di Maio e Salvini pronti a tornare a trattare con il Quirinale per un esecutivo politico che calmi dei mercati in agitazione. La situazione è in rapida e imprevedibile evoluzione. Al momento l’ex commissario alla spending review si è autocongelato in attesa di sviluppi delle nuove trattative tra i partiti per dare un governo al Paese

  • 09:00 – Cottarelli torna al Colle

Il presidente del consiglio incaricato Carlo Cottarelli sale al Quirinale per un colloquio informale con il presidente della Repubblica. Poi si dirige verso Montecitorio

  • 09:15 – No del M5s allo scioglimento delle Camere

“In Parlamento una maggioranza esiste. Non si può scogliere un Parlamento quando esiste una maggioranza. Non so cosa succederà, ma faremo in modo di attuare in Parlamento il contratto di governo”, dichiara il capogruppo al Senato di M5s Danilo Toninelli a Radio anch’io. 

  • 09:20 – La Lega non cede su Savona

“Per noi Savona è il ministro dell’Economia”, dice il leghista Gian Marco Centinaio ad Agorà su Rai Tre, “noi riteniamo che il curriculum del professor Savona sia all’altezza di stare in quella squadra di governo, ci sembra alquanto poco avveduto il fatto di continuare a ragionare solamente su un nome. Noi abbiamo presentato una squadra di governo perché secondo noi quella è la squadra migliore per portare avanti quel programma”. Anche il Carroccio condivide il no al voto anticipato dei Cinque stelle: “Noi continuiamo a dire che una maggioranza in Parlamento esiste”, ha concluso Centinaio.

  • 10:00 – Martina promuove il ‘Fronte Repubblicano’

“Il Pd sarebbe la lista fondamentale di questo nuovo schieramento che deve nascere, crescere, raccogliere nuove energie; poi le formule le vedremo. Si può ragionare su tutte le ipotesi utili di lavoro. Per me la cosa importante è lavorare a un progetto largo, di coalizione, che aiuti tutte le energie che vogliono dare una mano all’Italia a stare in partita”. Così Maurizio Martina, segretario reggente del PD a Radio anch’io commentando l’intervista di Carlo Calenda al Corriere della sera su una lista unica europeista.

  • 10:50 – Laura Castelli accusa Draghi

“La crisi finanziaria è uno sgambetto di Mario Draghi avverso al cambiamento?”. Per il Movimento 5 Stelle è piu’ di un sospetto. Lo conferma Laura Castelli, deputata in prima linea nella stesura del capitolo economico del programma M5S: “Stiamo facendo un’interrogazione al Parlamento Europeo per verificare se in questi giorni c’è stata una sospensione del quantitative easing che ha creato scompensi sui mercati italiani. È quello che ci risulta dai numeri. Magari era già previsto, ma ce lo dicano”, spiega Castelli, specificando comunque che il governatore della BCE “negli ultimi anni, in alcuni frangenti, ha tutelato il Paese”.

  • 11:00 – Salvini: al voto il prima possibile ma non a luglio

“Spero che si torni al voto il prima possibile. Sergio Mattarella ci dia la data del voto e gli italiani faranno giustizia su quello che è successo”, dichiara il leader della Lega Matteo Salvini a Pisa, “non ci faccia votare, però, a fine luglio, perché ci sono le sacrosante ferie degli italiani”. “Andremo al voto insieme a chi sostiene il nostro programma”, aggiunge Salvini. Con il M5s o con Berlusconi? Chi vivrà vedrà.

  • 11:15 – Giorgetti: io premier? Fantasie

“Un’ipotesi fantasiosa”. Così il vice segretario federale della Lega, Giancarlo Giorgetti, risponde al ‘Fatto.it’ che gli chiede della possibilità che, per sciogliere l’impasse, Sergio Mattarella gli chieda di fare il premier. Ci saranno le elezioni il 29 luglio? “Bisogna decidere una data ragionevole – risponde Giorgetti – può anche essere il 29 luglio. Però se si riuscisse a votare in una data, diciamo così, compatibile, a settembre, probabilmente anche la campagna elettorale si riesce a fare in modo più ordinato”.

  • 11:20 – Cottarelli attende sviluppi

In riferimento ad alcune ricostruzioni apparse sulla stampa, in ambienti vicini al presidente incaricato, Carlo Cottarelli, si fa osservare: “Durante l’attività del Presidente del Consiglio incaricato per la formazione del nuovo governo sono emerse nuove possibilità per la nascita di un governo politico. Questa circostanza, anche di fronte alle tensioni sui mercati, lo ha indotto – d’intesa con il Presidente della Repubblica – ad attendere gli eventuali sviluppi”.

  • 11:30 – Di Maio rilancia Conte (altrimenti si voti anche a luglio)

“Noi siamo stati responsabili e chiamiamo tutti alla responsabilità”, dichiara Di Maio all’AGI, “crediamo che il più grande errore sia stato quello di respingere il Governo del cambiamento 48 ore fa. Ora ci sono due strade: o far partire il Governo Conte con una soluzione ragionevole o si va al voto subito” osserva ancora Di Maio, di fatto replicando indirettamente a Salvini che vorrebbe votare in autunno e non a luglio.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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