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Creato il primo embrione artificiale dalle cellule staminali di un topo

Un passo avanti per gli studi sulla fecondazione, ma anche verso la vita creata in laboratorio. È stato ottenuto il primo embrione artificiale. È di topo e si è formato a partire da cellule staminali che si sono assemblate dando origine a una struttura tridimensionale simile a un embrione naturale. Il risultato è descritto su Science dal gruppo dall’università britannica di Cambridge guidato da Sarah Harrison. L’embrione aiuterà a comprendere l’origine di molte malattie legate alle fasi iniziali dello sviluppo e a ridurre i test condotti sugli animali.

L’esperimento dell’embrione artificiale permette, in linea di principio, lo sviluppo di un individuo fuori dall’utero, anche se questa è solo possibilità teorica e applicabile solo in alcuni settori, come la zootecnia. L’esperimento, condotto da Magdalena Zernicka-Goetz, ha utilizzato sia le cellule staminali embrionali che danno origine agli organi sia quelle che formano le strutture esterne all’embrione, come la placenta.

«Sia le cellule embrionali che quelle extraembrionali iniziano a comunicare tra loro e si organizzano in una struttura che sembra e si comporta come un embrione», spiega Magdalena Zernicka-Goetz del Dipartimento di Fisiologia, Sviluppo e Neuroscienze. «Ha regioni anatomicamente corrette che si sviluppano nel posto giusto e al momento giusto».

I tentativi di far sviluppare un embrione in laboratorio finora erano falliti perchè si erano utilizzate solo le cellule staminali destinate a formare l’organismo, ma non quelle del tessuto che lo nutre (trofoblasto) e dal quale ha origine la placenta. «È un risultato molto importante che, per la prima volta, indica che in linea teorica è possibile che un embrione possa svilupparsi fuori dall’utero», ha rilevato il direttore del Laboratorio di Biologia dello sviluppo dell’università di Pavia, Carlo Alberto Redi. Tuttavia questa al momento è solo una prova di principio.

Nonostante l’embrione artificiale sia simile a un embrione naturale, per i ricercatori è improbabile che possa svilupparsi per dare origine a un feto sano. Perchè questo possa avvenire bisogna utilizzare anche le cellule staminali che permettono la formazione del sacco vitellino, la cui rete di vasi sanguigni è indispensabile per nutrire l’embrione.

http://www.lastampa.it/2017/03/02/scienza/creato-il-primo-embrione-artificiale-dalle-cellule-staminali-di-un-topo-Cm1btpGJw2cvAN3TvjCsgP/pagina.html

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