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Crisi: Gentiloni, in Europa fatichiamo a uscire da stagnazione

(AGI) – Roma, 21 set. – “La crisi economico-finanziaria del 2008 ha trasmesso a tutti un profondo senso di vulnerabilita’ e, soprattutto in Europa, ha lasciato in eredita’ una stagnazione da cui ancora fatichiamo ad uscire”. Lo afferma il ministero degli Esteri, Paolo Gentiloni, nel suo messaggio all’incontro “Verso un’economia piu’ umana e giusta”, organizzato dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede e dal Pontificio Consiglio per la Cultura.
Gentiloni prosegue: “Il buon funzionamento della variabile economica e’ essenziale per garantire la sostenibilita’ dell’ordine internazionale liberale e per ridurre conflittualita’ e squilibri. Da questo punto di vista, le crescenti diseguaglianze di reddito tra diverse aree del mondo e all’interno delle economia dei Paesi occidentali sono diventate una spia molto rilevante da monitorare. Si tratta di un fenomeno che non solo rischia di trasformare le nostre societa’ in oligarchie, ma che attenta all’efficienza stessa del sistema capitalista, tradendo la sua promessa di riuscire ad estendere progresso e benessere a fasce sempre piu’ ampia della popolazione. Abbiamo costruito un patto sociale del progresso sull’idea di una ‘grande onda che solleva tutte le barche’ ma adesso ci troviamo a navigare nel mare tempestoso delle disuguaglianze. Per Gentiloni “le dsparita’ economiche e sociali sono certamente anche una delle cause principali dei movimenti migratori nel Mediterraneo. Ecco perche’ l’Italia ha proposto il ‘Migration Compact’, la cui filosofia e’ quella di realizzare un vero partenariato tra Europa e Africa, nella convinzione che investire nella pace e nello sviluppo del continente significhi investire anche nella nostra sicurezza e prosperita’. La ricerca di modelli di sviluppo economico che sia sostenibili e condivisi dai Paesi interessati e’ stata anche al centro della prima ‘Conferenza ministeriale Italia-Africa’ che si e’ svolta a Roma nel maggio scorso. In conclusione, assicuro l’impegno dell’Italia, che dal 1*gennaio siedera’ nel Consiglio di Sicurezza e assumera’ la presidenza del G7, a mantenere alta l’attenzione sui temi dello sviluppo e della lotta alle disuguaglianze economiche e sociali”.
Gentiloni rimarca: “Il disordine che caratterizza l’attuale scenario internazionale richiede infatti uno sforzo supplementare per cogliere le interconnessioni tra le tante sfide che abbiamo di fronte, come sottolineato anche da Papa Francesco nell’Enciclica ‘Laudato si”. Questo documento propone una riflessione alta per ridefinire i limiti dell’agire umano, in modo che l’opera dell’uomo non continui a danneggiare irresponsabilmente l’ambiente naturale e sociale, caricandone i costi sui soggetti piu’ deboli o periferici o sulle generazioni future”. (AGI)
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