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Croazia, vincono i conservatori ma senza maggioranza

Zagabria – In Croazia i nazionalconservatori dell’Hdz hanno vinto le elezioni ma avranno bisogno di formare una coalizione per governare. Il blocco nazionalista guidato da Andrei Plenkovic ha ottrenuto 61 sui 151 seggi nel Sabor, il Parlamento croato, i socialdemocratici postcomunisti guidati da Zoran Milanovic solo 54. L’ago della bilancia sarà la terza forza, i liberalpopulisti di Most (“il ponte”) di Bozo Petrov, che ha ottenuto 13 seggi.

Dal membro più giovane dell’Ue arriva comunque un messaggio chiaro: la moderazione “cristiano-democratica” di Plenkovic ha pagato mentre il tentativo di Milanovic di rincorerre i rivali sulla retorica anti-Serbia si è rivelato un autogol. Ora il pericolo è un ritorno all’ingovernabilità che ha già agffondato il precedente esecutivo a guida Hdz, durato appena cinque mesi. Un’ingovernabilità che renderebbe più difficile realizzare le riforme e le privatizzazioni richieste da Bruxelles.

 
Sullo sfondo c’è anche il problema delle tensioni con la Serbia: Zagabria è accusata da Belgrado di boicottare con ogni mezzo i suoi negoziati per l’adesione all’Ue. La Croazia replica chiedendo alla Serbia di rinunciare a processare sul suo territorio presunti criminali di guerra croati nei conflitti degli anni ’90, anziché consegnarli alla Corte internazionale dell’Aja. Nelle tensioni bilaterali rientra la spy story dell’agente della Vsoa, l’intelligence militare croata, arrestato in Serbia con l’accusa di aver trasmesso segreti vitali per la sicurezza nazionale serba. 
 
La Croazia e’ andata al voto anticipato in una fase di grossa incertezza politica ed economica nel Paese. Il governo di coalizione guidato dai conservatori dell’Hdz è caduto a giugno, in seguito a uno scandalo su un conflitto di interessi. Il socialdemocratico Milanovic, che aveva guidato il governo dal 2011 al 2015, ha puntato sull’affidabilità della propria coalizione di centrosinistra, che intorno al suo Partito socialdemocratico (Sdp) raccoglie altre tre formazioni liberali e centriste, pur non rinunciando a cavalcare la polemica nazionalista con la Serbia. Alla fine ha pagato la moderazione del suo rivale Plenkovic, eletto due mesi fa alla guida dell’Unione democratica croata (Hdz, conservatori) puntando su una linea più moderata ed europeista, in stile cristiano-democratico, in discontinuità con il suo predecessore dimessosi a giugno.(AGI)
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