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Crolla il titolo Air France, per Macron un anniversario complicato

Il titolo di Air France-Klm crolla in Borsa, conseguenza delle dimissioni dell’amministratore delegato, Jean-Marc Janaillac, che ha annunciato il suo addio dopo che i dipendenti hanno respinto la sua proposta di aumento degli stipendi. Un aumento giudicato incongruo, ed ora i mercati si vendicano. Anche perchè dopo due mesi e mezzo, la vertenza è ancora ben lontana dal trovare una soluzione.

A Parigi le azioni della compagnia aerea perdono il 13%, mentre oggi si registra il quattordicesimo giorno di sciopero dei piloti. La direzione di Air France prevede di garantire “quasi l’85%” dei voli, di cui il 99% dei voli a lungo raggio, l’80% dei voli a medio raggio da e per l’aeroporto Paris Roissy-Charles de Gaulle e l’87% dei voli breve raggio a Orly e nelle province.

Un anno fa la vittoria di Macron sulla sovranista Le Pen

Resta però l’ombra che le agitazioni sindacali gettano sul primo anniversario dell’elezione del presidente Emmanuel Macron, che uscì vincitore dal confronto diretto con la candidata di estrema destra Marine Le Pen sulla base di una piattaforma centrista e liberista.

È “una data simbolica, non è un punto di svolta del quinquennio”, ha commentato Macron in un’intervista al quotidiano ‘Le Figaro’. Parole che sembrano misurate sulla necessità di non far risaltare troppo il contrasto tra quello che era il gradimento di un anno fa e quella che è la situazione di oggi. All’Eliseo non è previsto alcun incontro ufficiale, né allocuzione o cena speciale.

Secondo un sondaggio realizzato dall’Istituto di scienze politiche di Parigi, il 55% dei francesi valuta negativamente il primo anno di presidenza Macron. Tra i suoi elettori al secondo turno, il 56% pensa invece che il suo operato è stato positivo. Come dire: di fronte alla Le Pen lo voteremmo ancora, ma non è la nostra prima scelta.     I

Le riforme a metà di un presidente assertivo

Il Macron ‘annata 2018’ si presenta comunque come “trasgressivo, provocatore, senza alcun complesso caratteristiche caratteriali che sono il suo marchio di fabbrica e si sono accentuate durante il primo anno all’Eliseo” scrive ‘Le Monde’.

Primo cavallo di battaglia di Macron sono state le riforme economiche, iscritte nel suo programma di campagna elettorale con l’obiettivo di una ripresa della crescita. 
Questa si attesta attorno al 2% è la più alta registrata negli ultimi sei anni mentre il deficit pubblico è rientrato nei parametri europei, con tanto di plauso da Bruxelles. Il tasso di disoccupazione sta diminuendo, con l’obiettivo del 7% da raggiungere entro la fine del mandato del 2022. Sul versante del lavoro sono attese numerose riforme e proposte, tra cui la legge “Patto per il piano di azione” per la crescita a la trasformazione delle imprese.

Scioperi e ancora scioperi

Ma gli scontenti non sono pochi. I dividendi della crescita economica non verranno ridistribuiti, e se l’imposta sul patrimonio è stata soppressa nel contempo aumentano la tassa sulla tutela sanitaria nazionale e i prezzi prezzi di carburante, sigarette e altri beni.

Che i lavoratori contestino l’operato di Macron è chiaro dall’ondata di proteste e dalle serrate trattative con i sindacati in corso da diverse settimane in Francia, in testa nel settore dei trasporti con scioperi quasi quotidiani di Sncf e Air France, negli ospedali e le università. Altro motivo di contestazione nelle prossime settimane sarà sicuramente la riforma delle pensioni in agenda del governo.

La sinistra manifesta

Sabato scorso in 40 mila hanno manifestato a Parigi contro il presidente francese, in una protesta indetta da alcuni esponenti di sinistra in concomitanza con l’anniversario del primo anno di Macron all’Eliseo.

In Francia la destra sovranista fa paura, ma il liberismo aiuta a crescere la sinistra di Melanchon.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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