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Crolli, vandalismo, sporcizia: come sta la scuola italiana?

In Italia le scuole che si trovano in una zona sismica sono più delle metà (54%), ma solo sul 27% degli istituti è stata verificata la vulnerabilità sismica, che è invece obbligatoria dal 2013.  Inoltre, solo un quarto ha l’agibilità statica e poco meno della metà il collaudo. Ben pochi gli edifici su cui sono stati effettuati interventi di miglioramento e adeguamento sismico: la media nazionale è rispettivamente del 12% e del 7%. Indietro, rispetto le altre regioni, il Lazio (3%) e la Campania (6% di scuole migliorate sismicamente e 4% adeguate). Degli edifici costruiti di recente, solo per l’8% è stata rispettata la normativa antisismica. Sono questi alcuni dei principali risultati del XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole, presentato giovedì a Roma da Cittadinanzattiva.

L’analisi ha lo scopo di fare il punto sulla sicurezza, qualità ed accessibilità delle scuole italiane, e lo ha fatto attraverso il monitoraggio civico su 75 edifici scolastici di 10 regioni (Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) e tramite la lettura di informazioni e fonti ufficiali. A questi si aggiungono i dati ricavati, per la prima volta, tramite l’istanza di accesso civico inviata da Cittadinanzattiva in 2821 Comuni e Province, relativi a 4401 edifici scolastici di 18 regioni. Un lavoro finalizzato ad ottenere un quadro più aggiornato rispetto alla sicurezza strutturale e sismica degli istituti scolastici e dare informazioni dettagliate sulle certificazioni e gli investimenti degli Enti locali. 

Leggi qui l’inchiesta di datajournalism di Agi: Scuole sicure: verifica sulla mappa cosa è stato fatto nell’edificio dove studia tuo figlio

Le verifiche nelle regioni
 

Le più virtuose

  • Umbria (59%)
  • Abruzzo (51%)
  • Molise (50%)
  • Liguria (49%)

I fanalini di coda

  • Sicilia (0)
  • Campania (4%)
  • Calabria (8%)
  • Emilia Romagna (8%)
  • Puglia (11%).

Per approfondire: Edilizia scolastica: il ‘piano Fedeli’ in 14 punti

Crolli in 156 scuole dal 2013
 

Ferite 24 persone

Negli ultimi quattro anni 156 edifici scolastici hanno subito dei crolli: 44 tra il 2016 e il 2017; 31 durante l’anno scolastico 2015-16; 45 nel 2014-15 e 36 nel 2013-14. Il rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza nelle scuole rileva che i crolli degli ultimi anni hanno causato 24 feriti tra studenti e personale, oltre che danni alle cose e alle strutture. In alcuni casi si è trattato – sempre in base all’indagine condotta dall’organizzazione – di eventi annunciati e prevedibili, in altri totalmente inaspettati e non prevedibili. A crollare sono stati solai, tetti, controsoffitti, intonaci e termosifoni. Gli episodi riguardano sia gli istituti comprensivi che le scuole superiori, e sono avvenuti nei piccoli centri come nei grandi.

Distacco degli intonaci

Tra i problemi più comuni in fatto di sicurezza negli edifici scolastici c’è quello del distacco degli intonaci. Avviene in un quarto di aule (26%), bagni (27%), palestre e corridoi (28%). Segni di fatiscenza, come muffe ed infiltrazioni, sono stati riscontrati nel 37% delle palestre, nel 30% delle aule, nel 28% dei corridoi, nel 24% dei bagni. Una scuola su quattro (23%) presenta uno stato di manutenzione del tutto inadeguato e solo il 3% è in ottimo stato.

“Molto è stato fatto dal 2015 ad oggi sull’edilizia scolastica da parte del governo, ma non si può ancora parlare di un’inversione di tendenza”, afferma Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva.

Le palestre 

Nessuna buona notizia per gli ambienti dedicati allo sport negli edifici scolastici italiani: le palestre mancano nel 28% delle scuole monitorate da Cittadinanzattiva. Il 37% delle palestre – dice la relazione – presenta muffe, infiltrazioni o altri segni di fatiscenza; più di una su quattro (28%) ha distacchi di intonaco. Scarseggia anche la pulizia: polvere (29%), sporcizia (25%) e cattivi odori (21%) caratterizzano circa una palestra su quattro.

Le mense e i bagni

Le mense sembrano essere in condizioni migliori, sebbene nel 44% siano prive di porte antipanico e nel 37% presentino impianti elettrici obsoleti. Il cortile c’è nell’88% delle scuole monitorate, ma quasi in un caso su tre (30%) è usato come parcheggio da personale e famiglie; in un caso su quattro, invece, presenta ingombri o rifiuti (23%) o aree verdi degradate (24%). Metà dei bagni (47%) è privo di carta igienica; nel 64% manca il sapone e nel 77% qualsiasi tipo di asciugamano. Pavimenti irregolari nel 22% dei servizi igienici, finestre e porte rotte rispettivamente nel 7% e nel 10%, segni di sporcizia nel 16% dei casi. E infine, una scuola su cinque (19%) purtroppo risulta priva di bagni per disabili.

Impianti elettrici e porte di sicurezza

La sicurezza delle scuole dipende anche dagli impianti elettrici. In Italia sono completamente a norma in meno di un’aula su quattro. La percentuale scende al 15% nelle palestre e al 9% nelle mense. Dal Rapporto di Cittadinanzattiva emerge anche che nel 18% delle scuole a più piani non sono presenti scale di sicurezza. Mancano, inoltre, le uscite di sicurezza sui corridoi nel 19% degli istituti. Altrettanto assenti le porte antipanico, non obbligatorie ma preziose soprattutto per gli ambienti comuni. Mancano nell’82% dei bagni, nel 73% delle aule, nel 66% delle biblioteche, nel 44% delle mense e nel 27% delle palestre. Solo una scuola su tre presenta vetrate conformi a quanto prevede la legge.

Segnaletica e vigilanza

Per quanto riguarda la prevenzione e la segnaletica il rapporto evidenzia che ci sono ancora cancelli aperti in una scuola su due e che i cartelli per il divieto di fumo sono assenti in una su dieci. Più positivi, invece, i dati che riguardano il sistema di vigilanza all’ingresso: c’è nel 71% delle scuole ed è svolto per lo più da personale scolastico (81%). Sono in aumento anche i sistemi di videosorveglianza (presenti in quasi una scuola su tre). Le uscite di emergenza sono segnalate correttamente nel 90% degli edifici, anche se nell’8% sono state trovate chiuse o ingombre di materiali; il Piano di emergenza è presente nel 97% (i dati Miur parlano del 71%), il Documento di valutazione dei rischi nel 91% (in linea con il 90% indicato dai dati Miur).

Bullismo e vandalismo

Durante lo scorso anno scolastico, il 19% degli istituti ha registrato episodi di bullismo. E sono aumentati gli episodi di vandalismo nelle scuole, a subirli il 28% degli istituti, per lo più a causa di soggetti esterni. 

Il dato sembra in aumento rispetto agli anni precedenti e bisogna tener conto – viene sottolineato nel Rapporto di Cittadinanzattiva – che ad essere censiti sono solo gli episodi noti al Responsabile Prevenzione e Protezione, o al Dirigente, e probabilmente non sono considerati gli altri casi ritenuti di minore gravità.

Scarsa attenzione per i disabili

Nelle scuole italiane c’è ancora scarsa attenzione per i ragazzi con disabilità: nel 65% delle aule degli istituti che ospitano studenti disabili non c’è spazio sufficiente per la carrozzina. Inoltre nel 55% di esse mancano le attrezzature didattiche e tecnologiche che possano facilitare la partecipazione effettiva alle lezioni per studenti con disabilità. Solo in poche scuole – monitorate dal Rapporto – sono stati rinvenuti computer, tablet, lavagne multimediali, software specifici, attrezzi per attività psicomotorie, altri ausili e appositi arredi. Non va tanto meglio per quanto riguarda le barriere architettoniche, presenti ancora nell’8% delle scuole monitorate da Cittadinanzattiva. Le maggiori difficoltà si riscontrano nei laboratori (24%), seguono le palestre con il 19%, le aule computer con il 9% e le biblioteche con il 7%. Secondo i dati del Miur del 2015, il 71% delle scuole si è dotato di accorgimenti per il superamento delle barriere mentre il 29% ne è ancora privo. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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