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Cronaca di un esorcismo

esorcismo-R.P.- Fare l’esorcista è un mestiere difficile, al mondo sono pochi e in Italia pochissimi.

Sono in molti, anche tra i credenti, a dubitare dell’esistenza del Maligno, ritenendo che si tratti di superstizione e il diffondere certe paure non sia buona cosa.

Ma è proprio il Vangelo che parla del demonio, che racconta del Cristo che scaccia i diavoli.

La Chiesa ufficiale sembra sottacere il dogma che Gesù si è fatto uomo, ha combattuto la sua battaglia contro Satana e l’ha vinta, quindi negare l’esistenza del Male sarebbe come ridurre il Vangelo a superstizione.

Cristo ha vinto, sostengono gli esorcisti, ma la sua vittoria deve essere riaffermata ogni giorno da ognuno di noi, il Maligno è ancora libero di agire, la sua azione non è stata completamente annullata, tutti possiamo essere tentati.

Fino al Vaticano II al termine della messa si diceva la preghiera a san Michele Arcangelo, il piccolo esorcismo composto da papa Leone XIII e si leggeva il Prologo del Vangelo di san Giovanni proprio in chiave liberatoria.

Comunque non è cosa semplice parlare di possessioni malefiche, di esorcismi, come detto, si tratta di un tema che la stessa Chiesa prende con le pinze. Ritrosia legittima, timore del sensazionalismo, dell’ignoto, del male che si manifesta diventando presenza.

Il Papa delega il suo vicario a nominare gli esorcisti ufficiali, in camera caritatis ammette di averne un  disperato bisogno, troppe persone soffrono perché possedute senza che qualcuno sia in grado di liberarle, o almeno ne sia ufficialmente incaricato.

Il potere di combattere e scacciare i demoni Cristo l’ha dato agli Apostoli e ai loro successori, i vescovi, i quali a loro volta possono delegare anche semplici sacerdoti

Assistere ad un esorcismo è esperienza sconvolgente, Satana parla attraverso il posseduto, sputa, insulta, bestemmia, lancia accuse e minacce. Affronta fisicamente il ministro di Dio, il suo nemico mortale “Prete, vattene, lasciami stare, sei troppo protetto dalla tua Signora con il manto, vattene, prete schifoso”.

E’ un contadino il posseduto, un uomo magro, giovane,  sui venticinque anni, le mani ossute, grinzose, mani che lavorano la terra. Nella stanza è presente una terza persona, il ‘traduttore’, la circostanza stupisce, ammettere un estraneo parte attiva in un esorcismo può risultare molto pericoloso, se non fatale.

Ma la presenza del traduttore è necessaria, il ragazzo, quando va in trance, parla solo tedesco, quindi la traduzione è necessaria, altrimenti l’esorcista con capirebbe quello che Satana gli comunica.

Il sacerdote indossa la stola, prende in mano il breviario e il crocefisso, accanto a sé l’acqua benedetta, a portata di mano e l’esorcismo ha inizio, con le formule di rito, in latino.

Il posseduto è immobile, assente, non parla né reagisce.

Poi, all’improvviso esplode in un urlo rabbioso, animalesco, spaventoso; diviene paonazzo e inizia a gridare in tedesco, presumibilmente invettive, ma si mantiene a distanza dall’esorcista, cauto, sembrerebbe temerlo.

Il traduttore sommessamente suggerisce “Sta dicendo prete, finiscila, stai zitto, zitto” sputa prima per terra e poi addosso al sacerdote, sembra furioso, una belva pronta all’assalto decisivo.

L’esorcista procede impassibile, è lui l’obiettivo, ma deve andare avanti, E arriva al Praecipio tibi, Comando te: la preghiera risolutiva “Esorcizzo te, immondissimo spirito…” e l’urlo del posseduto si trasforma in ululato, poi si affievolisce, il ragazzo sembra stanco, sfinito, piega la testa all’indietro, ma è un attimo, il grido torna a risuonare acutissimo e spaventoso.

Si dimena, l’aiutante dell’esorcista cerca di tenerlo fermo, anche il traduttore, benché preparato, fa un balzo all’indietro, l’esorcista fa segno a tutti di indietreggiare ancora, Satana si sta scatenando. Il sacerdote continua con le preghiere “‘Perché stai lì e resisti, mentre sai che Cristo Signore ha distrutto i tuoi disegni…”.

Ma il demone non sembra aver intenzione di lasciare il campo, non vuole cedere, il ragazzo appare sempre più spossato, le sue grida si attenuano, un po’ di bava gli esce dalla bocca, ma non cede.

L’esorcista lo incalza, deve costringere il Maligno a rivelarsi, a dire il suo nome, solo così sarà sconfitto. “Dimmi essere immondo, dimmi chi sei. In nome di Gesù Cristo, il tuo nome”.

La risposta è un soffio, raggelante “Il mio nome è Lucifero”.

Il ragazzo si accascia sulla poltrona, le braccia a penzoloni, sul suo volto si ridisegnano lineamenti normali, rilassati, pare riposi serenamente.

Ed è così, l’esorcista conferma “Sia lodato Gesù Cristo, il Male è stato scacciato”.

http://www.articolotre.com/2014/12/cronaca-di-un-esorcismo/

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