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Cucchi: sorella e legale dal procuratore, Ilaria "sono commossa"

(AGI) – Roma, 14 set. – Sta viaggiando su binari paralleli e sembra promettere importanti sviluppi l’indagine sulla morte di Stefano Cucchi che la procura di Roma ha deciso di riaprire dopo la sentenza della corte di assise di appello che aveva assolto tre agenti della polizia penitenziaria e nove tra medici e infermieri dell’ospedale Sandro Pertini, dove il geometra 32enne mori’ il 22 ottobre del 2009, a sei giorni dall’arresto per droga. Ilaria Cucchi, sorella della vittima, e l’avvocato di famiglia Fabio Anselmo hanno preso atto, dopo un colloquio di quasi un’ora con il procuratore Giuseppe Pignatone e il pm Giovanni Musaro’, che “la nuova inchiesta e’ in una fase molto avanzata” e che punta a fare luce non solo sull’autore (o sugli autori) del pestaggio cui Cucchi fu sottoposto la notte dell’arresto quando fu portato in una caserma dei carabinieri, con relative e successive coperture, ma anche “sugli aspetti medico-legali” legati alla causa della morte. “Sono emozionata, sono molto, molto commossa”, ha detto ai giornalisti Ilaria Cucchi, trattenendo a stento le lacrime. La sorella di Stefano avrebbe voglia di gridare al mondo molto di piu’ ma e’ letteralmente stoppata dal suo legale: “Allora posso dire che ho molta fiducia nel procuratore”. Abbottonatissimo anche l’avvocato Anselmo: “Cercate di capirmi, lasciamo lavorare i magistrati. Dico solo che sono molto soddisfatto, sono contento di quello che sta emergendo. Per quello che ci riguarda – ha aggiunto – abbiamo fornito un contributo importante sul piano medico legale. Ieri abbiamo consegnato una perizia e oggi abbiamo messo a disposizione di chi indaga l’audio di una telefonata registrata tra un giornalista e il tecnico radiologo, ausiliario dei periti del processo di primo grado. In ogni caso, se dovesse rimanere in piedi la pista del carabiniere indagato per falsa testimonianza, immagino che non possa essere l’unico e che a cascata altre persone potrebbero essere coinvolte in questa vicenda”. Tornando al radiologo, il legale ha spiegato che questo medico, contattato nei giorni scorsi da Altreconomia, ha ammesso che la vertebra L3 di Cucchi non era valutabile perche’ era stato gia’ sezionato l’osso e non era intera la vertebra. Eppure il referto della ‘superperizia’ disposta dalla corte d’assise escludeva esiti di fratture della L3. La famiglia Cucchi, che domani consegnera’ in procura altra documentazione medica, ha invece acquisito e consegnato da tempo una consulenza firmata da Carlo Masciocchi, presidente della Societa’ Italiana di Radiologia Medica, nonche’ direttore dell’Unita’ Operativa di Radiologia dell’Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila. Masciocchi, che ha certificato “lesioni fratturative” “del tutto evidenti” alla terza vertebra lombare e alla quarta sacrale (S4) di Cucchi, tra loro “assolutamente contestuali”, ha di fatto smentito gli esperti della procura e quelli dell’Universita’ Statale di Milano scelti dalla corte d’assise, sostenendo che quella di L3 e’ una frattura “recente”. “Ho la forte sensazione – ha detto Masciocchi nel tentare di comprendere la svista dei colleghi – che sia stato esaminato un tratto di colonna che include solo meta’ soma di L3 fino alla limitante somatica superiore di L5. In altri termini penso che sia stato tagliato il soma di L3 includendo solo la porzione piu’ distale e quindi la sola limitante somatica inferiore”. .
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