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Cutillo, Azerbaigian hub Eurasia e opportunità per l'Italia

dall’inviato Titti Giammetta

Baku – L’Azerbaigian è un paese chiave per l’Italia e per l’Ue. Hub economico per tutta l’Eurasia, alternativa energetica per l’Europa, opportunità per le imprese italiane. Una nazione “a luci e ombre” che va considerata “nella sua complessità e senza pregiudizi” in cui “sono più le cose positive che quelle negative” che possono venire da una più stretta collaborazione. A parlare è l’ambasciatore italiano a Baku, Gianpaolo Cutillo. Agi lo ha incontrato a margine dell’appuntamento del Nawc, il Congresso mondiale delle agenzie di stampa, che si è concluso nella capitale caucasica, a poche settimane dalla visita del ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni nella regione. 2016

Anno di crisi per l’interscambio, ma segnali di ripresa

“Il 2016 è un anno di forte contrazione per l’interscambio Italia-Azerbaigian per via del calo dei prezzi del petrolio. Le importazioni si sono ridotte. Allo stesso tempo sono diminuite le esportazioni per via della svalutazione. Una crisi che si è avvertita molto forte in tutto il primo semestre 2016. Vedremo i dati finali ma si registra una riduzione del 30-40% del nostro export”. “Si tratta di una fase transitoria, temporanea – ha comunque assicurato l’ambasciatore -. I segnali di ripresa cominciano a esserci e ci sono dei programmi di diversificazione dell’economia da parte del governo azero piuttosto ambiziosi e concreti di cui potranno beneficiare anche le nostre imprese”.

Focus su energia, ma anche infrastrutture, agricoltura e trasporti

E’ stata proprio l’energia il tema principale della visita del ministro degli Esteri a Baku. “Gentiloni è venuto qui ad annunciare – ha spiegato Cutillo – che le questioni ambientali relative alla costruzione della parte italiana del corridoio meridionale del gas, il Tap (Trans Atlantica Pipeline), sono risolte e che presto inizieranno i lavori che porteranno alla realizzazione dell’ultima tratta che arriverà in Puglia nei tempi previsti” ovvero la fine del 2018 o inizio 2019, ha ricordato . “I lavori in Puglia stanno per iniziare e il governo è fermo nel rispettare i tempi di realizzazione” ha detto il diplomatico. Ma se il dossier Tap è il cuore dei rapporti Italia-Azerbaigian non è comunque l’unico. “Per le imprese italiane c’è l’opportunità del settore della petrolchimica. Petrolio e gas non verranno solo esportati ma trasformati sul luogo per la produzione, ad esempio, delle materie plastiche e chimiche. Già sono stati firmati contratti importanti”.

Tra le nuove frontiere di collaborazione c’è anche l’agricoltura, “settore importante considerata anche la posizione geografica del Paese che confina con il mercato russo e dell’Asia centrale. Qui hanno bisogno di tecnologie e di meccanizzazione, settori in cui le imprese italiane possono effettivamente esserci”. Oltre a questi i settori della logistica, infrastrutture, trasporti. “L’Azerbaigian è sul passaggio dei cosiddetti corridoi, est-ovest, nord-sud e questo comporta una serie di investimenti sulla logistica. Ad esempio la realizzazione di un porto sul Mar Caspio, le ferrovie, le infrastrutture stradali.

Il porto di Baku, moltiplicazione del traffico sul Mar Caspio

Qui si concentra l’attenzione di molte imprese italiane, ha spiegato Cutillo: “Il porto di Baku per noi è molto importante perché potrà diventare, insieme ai porti del Turkmenistan e del Kazakistan che si stanno per realizzare, elemento di moltiplicazione del traffico sul Mar Caspio. Tutto questo prevede la costruzione di infrastrutture, la gestione di questo traffico. Tutto lavoro per imprese italiane che possono contribuire al progetto e radicarsi qui in vista della creazione di un potenziale hub regionale rivolto al sud della regione (Iran), all’Asia centrale e alla Russia. L’azienda friulana Dba, che si occupa di ingegneristica e software, ha già firmato un contratto per costruire uno dei terminal. Da qui si può creare una catena virtuosa per cui da un opportunità se ne apre un’altra”. Cutillo ha ricordato che “solo per il porto di Baku si parla di investimenti di diverse centinaia di milioni di euro”. Ma il progetto più importante resta il corridoio meridionale del gas. Solo per la tratta iniziale, Azerbaigian e Georgia, si sono registrati contratti per 4 miliardi di euro. E tutto il lavoro che si è mosso per il Tap, il tratto che arrivera’ fino in Puglia, aumentera’ ancora di piu’ il valore di questi investimenti”.

Agricoltura: il Made in Italy punta su trattori e vino

“Sul fronte agricolo l’azienda Cma si è ben collocata nella vendita di trattori – ha spiegato il diplomatico -. Ma ci sono tanti altri settori che si possono sviluppare qui, ad esempio la produzione di vini. Nella regione sono i vini georgiani ad avere più tradizione ma comunque si stanno apprezzando anche i vini azeri. Qui c’è già una mano italiana, l’etichetta Savalan, viene fatta grazie a una collaborazione con una cantina friulana che ha mandato qui personale. Ci sono anche esperti toscani che lavorano qui. Il governo inoltre negli ultimi tempi ha fatto una serie di espropri di terreni al fine di aumentare la produzione agricola. Quindi il ruolo dell’ Italia è important e nella fornitura di macchinari ma anche delle tecnologie. Su tutto questo Azerbaigian puo’ essere un hub per esportare nell’area, Russia e Pakistan per esempio. Ma il realtà il Paese può rappresentare un trampolino di lancio per tutta l’Eurasia”.

Luci e ombre: critiche su diritti umani, ma il Paese è un esempio di multiculturalismo

“Bisogna dare una valutazione complessiva su questo paese. Bisogna guardare auna storia di secoli di dominazioni, persiana, ottomana, poi zarista, 80 anni di dipendenza dall’Urss, la guerra con l’Armenia” ha risposto l’ambasciatore alle critiche sulla inadeguatezza dell’Azarbaigian in tema di diritti umani e di libertà di stampa. “L’Azerbaigian parte in ritardo e svantaggiato. E’ pero necessario guardare il Paese da tutti i punti di vista: “Se infatti si guarda il livello di tutela di libertà religiosa, questo è altissimo: la visita del Papa Francesco, la forte presenza di una comunità ebraica, l’armonia tra sciiti e sunniti. Poi c’è la condizione della donna, molto positiva rispetto agli standard regionali. Non bisogna registrare sole le ombre”.Non è un caso che proprio a Baku si è svolto il Congresso delle agenzie di stampa mondiali: “Sulla libertà di stampa il Paese è consapevole che c’è un’attenzione internazionale . Ci sono state visite di inviati delle Nazioni Unite, l’Azerbaigian è membro del Consiglio d Europa e c’è un dialogo continuo con l’Unione europea. Se si affronta questo tema con un dialogo costruttivo la possibilità di avanzamento è concreta, se invece ci si confronta con il pregiudizio di chi attacca il paese senza considerarne la complessità e le difficoltà reali, con l’approccio polemico basato sul pregiudizio, allora non si costruisce nulla”.

Intesa diplomatica Italia-Azerbaigian: sostegno per partenariato con l’Europa

I rapporti politici tra Italia e Azerbaigian? “C’è un’ottima intesa diplomatica – ha risposto Cutillo -. Il Paese ci ha appoggiato al Consiglio di sicurezza dell’Onu e ci ha sostenuto per la candidatura alla presidenza dell’Osce nel 2018. C’è molta sintonia. Anche a livello politico Baku ha una grande attenzione verso il nostro governo”. Ma la partita tutta giocare per la nazione caucasica è quella europea. “Siamo in una fase importante: la Commissione Ue ha ricevuto mandato dall’Azerbaigian per rinnovare il quadro giuridico di cooperazione. Sul tavolo c’è un vecchio accordo di partneriato del 1996 che ora va rivisto. Baku ha escluso di essere interessato a accordo di associazione, standard come è invece stato realizzato con la Georgia. Chiede un formato piu’ specifico, un accordo di partenariato strategico in cui si individuano alcuni pilastri di collaborazione, sicuramente l’energia, ma anche l’educazione, i trasporti, la sicurezza. L’Italia in questo è pronta a sostenere il Paese”. “Se si crea un accordo quadro di riferimento che specifica gli ambiti naturalmente si puo’ creare una collaborazione ancora più stretta”. Per l’Ue comunque la partita dei diritti umani sarà molto importante. “I valori non sono negoziabili. Ma su questo punto c’è un monitoraggio costante tra Europa e Azerbaigian”. “Se si dialoga con spirito costruttivo si arriva a dei risultati positivi. Ma sarà importante evitare il pregiudizio e i giudizi sommari”. 

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