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Da Auschwitz a Tel Aviv, scandalo per il fornitore di maschere antigas

Gerusalemme – Per decenni in Israele le forze dell’ordine, il ministero della Difesa, le guardie carcerarie cosi’ come i pompieri hanno utilizzato maschere antigas fornite da due ditte tedesche che durante la Seconda Guerra Mondiale lavoravano per i nazisti ad Auschwitz. Al centro dello scandalo, si legge sullo Yedioth Ahronoth, ci sono due aziende, la Draeger, fondata a Lubecca nel 1889, e l’Auer, che e’ stata acquistata nel 1958 dall’americana Msa, ma ha mantenuto operativa la fabbrica a Berlino. Entrambe allora procuravano ai soldati nazisti maschere e filtri antigas utilizzati nei campi di battaglia cosi’ come nei luoghi di sterminio.

A rivelare il loro oscuro passato e’ stato lo Yad Vashem, il Museo dell’Olocausto, sulla base di un libro del francese Jean-Claude Pressac che ha fatto uno studio approfondito sulle camere a gas ad Auschwitz, sul loro funzionamento e attrezzature. Tra questi, fondamentali le maschere antigas GM38 della Draeger e i filtri della fabbrica Auergeselischaft (Auer) di Berlino. Fattori, questi, che non hanno impedito alle autorita’ israeliane, nel secondo dopoguerra, di rifornirsi dalle medesime ditte e continuare a farlo per decenni. Anzi, le due aziende sono state cruciali nel 1967, per l’approviggionamento delle attrezzature alla vigilia della Guerra dei Sei Giorni, e durante la prima guerra del Golfo, dopo l’invasione irachena del Kuwait nel 1991, quando i missili scud di Saddam Hussein cadevano su Tel Aviv. La Draeger ha fatto sapere che fin dalla sua creazione nel 1889, ha sviluppato “equipaggiamenti, sistemi e servizi che proteggono, sostengono e salvano vite umane”.

“Dopo l’arrivo del partito nazista al potere nel 1933 – ha precisato – l’azienda ricevette un numero crescente di ordini dal ministero della Difesa tedesco per sviluppare quelle che definirono maschere antigas per civili”. Da parte sua, l’americana Msa ha sottolineato di aver acquistato l’Auer solo nel 1958, “molto dopo” i fatti incriminati. In Israele, invece, i pompieri si sono giustificati, puntando l’attenzione su “la qualita’ dei prodotti, tra i migliori al mondo”, mentre il ministero della Difesa ha riferito di non sapere nulla del loro passato, sottolineando esclusivamente che le due aziende sono “fornitori ufficiali”. (AGI)

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