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“È da borghesi stare dalla parte dell'immigrazione incontrollata”

“Non considerare i disagi dati dall’immigrazione senza alcun controllo è un atteggiamento profondamente ‘borghese’. E infatti gli sponsor di questa nuova tratta di schiavi abitano per lo più i quartieri alti delle città. Lorsignori si scandalizzano facilmente, amano il politicamente corretto, si riempiono la bocca di parole quali ‘tolleranza’, ‘apertura’, ‘sopportazione’ ma poi, quando si trovano il problema in casa – come avvenne a Capalbio qualche tempo fa – diventano intolleranti e ipocriti”.

Così Alessandro Di Battista, su Facebook, si inserisce nell’attuale dibattito sull’immigrazione. “Tuttavia – prosegue l’esponente del Movimento 5 stelle – trovo fuorviante incentrare tutto il dibattito politico esclusivamente sul tema dell’immigrazione. Questo sta facendo tirare un sospiro di sollievo a un mucchio di persone. Parlo dei colletti bianchi che delinquono, dei politici corrotti, di banchieri senza scrupoli, dei ras delle cliniche private, di criminali vari. Costoro gongolano nel vedere tutta questa attenzione concentrata su un solo tema. Costoro gioiscono nel constatare in Italia l’esistenza di una guerra tra poveri che non fa altro che alimentare il loro potere”.

“Trovo sacrosanto fare la voce grossa affinché l’Europa si assuma le proprie responsabilità allo stesso tempo la voce grossa va fatta contro i responsabili degli squilibri sociali nel nostro Paese: e non sono gli immigrati. L’ho sempre detto: il futuro degli africani è l’Africa”, sostiene.

“Il problema è che i soggetti che succhiano le risorse africane rendendo impossibile lo sviluppo autonomo del continente continuano farlo. Anche loro vanno fermati oltre ai trafficanti di morte. Come? Intervenendo sulle cause che spingono le persone ad abbandonare la loro casa. Io pretendo il rispetto dell’art. 11 della Costituzione; pretendo che si smetta una volta per tutte di vendere armi ai paesi in conflitto; pretendo norme piu’ dure per colpire la corruzione internazionale (multinazionali, anche italiane, che ungono le classi dirigenti africane per accaparrarsi risorse che appartengono ai popoli). Pretendo un piano di aiuti europeo per l’Africa senza precedenti. E pretendo controlli su questi aiuti perché spesso la cooperazione allo sviluppo si trasforma in ‘sviluppo della cooperazione'”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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