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Da Camusso a Brunetta, le bocciature del Jobs Act

(AGI) – Roma, 24 dic. – Da Susanna Camusso e Carmelo Barbagallo a Renato Brunetta, sindacati e opposizione mugugnano contro i decreti attuativi del Jobs Act. Il governo ha fatto solo un favore agli imprenditori e sta eseguendo “i compitini assegnati dalla Merkel” commenta il segretario generale della Uil, sono “emblematiche le battute del premier sugli imprenditori e sulla destra. Registriamo, infatti, che nemmeno il governo Berlusconi era riuscito ad abolire l’articolo 18, monetizzando i licenziamenti”.

Camusso: norme ingiuste e sbagliate

La Uil – afferma il suo leader – giudica “negativamente la monetizzazione dei licenziamenti collettivi, fatto che non aiutera’ il mondo del lavoro”. “La promesse di maggiori tutele per i giovani si e’ conclusa, cosi’, a favore solo dei giovani imprenditori – sottolinea – coerentemente con quanto Renzi stesso aveva sostenuto, qualche mese fa, circa l’opportunita’ che gli imprenditori Possano licenziare come e quando essi vogliono”.

Landini, “un regalo alle imprese, pronti a ogni iniziativa”

“Consigliamo al Governo, invece di continuare a svolgere i compitini assegnati dalla Merkel – conclude Barbagallo – di fare uno stage negli Usa dove si e’ puntato tutto sulla crescita, dall’industria alla cultura, e per questo motivo si sono ottenuti risultati ai quali avremmo il dovere di ambire anche noi”.

Speranza (Pd), bene l’eliminazione dell’opting out. Rispettate Camere

“Nei decreti jobsact niente opting out e niente licenziamento per scarso rendimento. Rispettato il lavoro del parlamento. #sacconibuonnatale” risponde su Twitter Roberto Speranza, leader di Area riformista e capogruppo Pd alla Camera. “Speranza fa una provocazione insieme inaccettabile e stupida. Farebbe meglio a ricordarsi che oltre alla Camera esiste anche il Senato” replica Fabrizio Cicchitto (Ncd), mentre per Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra, “il decreto legislativo che attua la delega sul jobs act rappresenta certamente un importante passo avanti che non solo non neghiamo ma rivendichiamo come frutto della nostra perseveranza e della nostra caparbieta’”. “A questo risultato – prosegue – si e’ arrivati perche’ il Nuovo Centrodestra ha sempre tenuto il punto. Continueremo a tenere il punto perche’ riteniamo che attraverso il passaggio parlamentare il provvedimento possa essere ulteriormente migliorato. Cosi’ agisce una forza realmente riformatrice che non e’ sottomessa ne’ agli alleati di governo, ne’ tantomeno a un vecchio centrodestra che in vent’anni – conclude Quagliariello – non ha mai ottenuto un risultato neanche lontanamente simile”.

Capezzone (FI), molto rumore per poco

“Jobs act: molto rumore per poco. A prima vista, scelto da Renzi compromesso deludente. Altro che rivoluzione. Si tira a campare, come governi precedenti…” scrive su Twitter Daniele Capezzone, Forza Italia, Presidente della Commissione Finanze della Camera, cui fa eco Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Valuteremo con attenzione e senso di responsabilita’ il testo, e per quanto riguarda Forza Italia ci batteremo nelle Commissioni perche’ i pareri di competenza propongano modifiche piu’ coraggiose”. “E’ pretestuoso, come ha fatto il presidente del Consiglio, evocare l’eccesso di delega quando le relative norme sono aperte ad una gamma di soluzioni molto ampia. La verita’ e’ che Renzi si limita a sfidare solo a parole la sinistra del Pd e la Cgil”. (AGI) .

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