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Da Genova a Palermo una sfida-test per il Movimento di Grillo

Ci sono la difficile Genova e l’ostica Palermo, ma c’è anche Parma, reduce dal primo esperimento di una giunta grillina alla guida di un capoluogo di peso. Un esperimento che non può dirsi riuscito, vista come è finita tra il sindaco federico Pizzarotti e i vertici del Movimento Cinque Stelle.

Ci sono città importanti in ballo nel nuovo test che M5S si trova ad affrontare. Un test che può dare un’idea degli orientamenti degli elettori in vista delle politiche prossime venture, ma che soprattutto può segnare il destino di grandi agglomerati urbani e di un moVimento che i sondaggi vogliono ‘inchiodato’ al 30% del favore degli elettori.  

Parma e il caso Piazzarotti

Tra le città nelle quali si sceglie il primo cittadino domenica 11 giugno, c’è per l’appunto Parma: si tratta del primo comune conquistato dai 5 Stelle nel 2012, da Pizzarotti poi fuoriuscito eccellente dal moVimento per i contrasti con Beppe Grillo. Ora Pizzarotti, da indipendente e forte dei risultati ottenuti in questi anni da sindaco, è visto come il favorito, destinato a vincere di nuovo, sconfiggendo gli altri, 5 Stelle in primis.

A Genova la ‘spina’ Cassimatis

Ma si vota anche a Genova dove il caso di Marika Cassimatis, ‘sconfessata’ da Grillo dopo aver vinto le Comunarie M5S a marzo, ha lasciato un’ombra sulla candidatura di Luca Pirondini, il candidato vicino ai vertici pentastellati e ripescato per correre alle elezioni. Nel caso di Parma, M5S sa di non avere possibilita’ di vittoria. Mentre a Genova, citta’ simbolo per Grillo, i 5 Stelle sperano ancora in una rimonta.

A Palermo battaglia per spodestare ‘re’ Orlando

E poi c’è la Sicilia, isola dove i 5 Stelle registrano il record dei Comuni da loro amministrati anche se per questa tornata – Palermo e Trapani in testa – non sembrano esserci molte chance. Ad oggi i 5 Stelle amministrano 37 comuni – Roma e Torino in testa – e la roccaforte e’ sicuramente la Sicilia dove sono presenti in 7 realtà territoriali. Anche se in questa tornata, la sfida non è semplice: si corre a Palermo, dove il sindaco uscente Leoluca Orlando è dato in pole position e potrebbe già superare il 40% necessario per vincere al primo turno (la percentuale prevista nella legge elettorale siciliana è 40% e non 50%) e se anche arrivasse al ballottaggio sarebbe con l’ex Pd Fabrizio Ferrandelli sostenuto, tra gli altri, dall’Udc di Cesa con la ‘regia’ di Cuffaro.

A Palermo M5S paga anche lo scotto di fortissime divisioni che hanno portato coloro che sono vicini all’ex M5S, Riccardo Nuti, ad andare contro il candidato pentastellato Ugo Forello contro il quale, i ‘nutiani’ hanno anche presentato un esposto.

Anche a Trapani, secondo i rumors, il candidato M5S Marcello Maltese appare fuori gioco. Ma Grillo punta ugualmente molto sulla Sicilia, anche in vista delle elezioni regionali del 5 novembre: ultimi comizi tra Trapani e Palermo, quindi, per il leader M5S; e anche i ‘big’, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, nei giorni di campagna elettorale sono andati più di una volta per comizi.

Tra le sfide siciliane, comunque, spiccano anche quella di Paternò, citta’ natale di Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia) e quella di Sciacca, nell’agrigentino, ‘feudo’ di Angelino Alfano.

Ma nei 1.005 Comuni d’Italia nei quali si vota domenica, le situazioni sono molto diverse e per lo più legate alle differenti realtà locali, dove contano le liste e anche il radicamento sul territorio. In quest’ottica, i 5 Stelle guardano con ottimismo e speranza ai due comuni veneti dove i 5 Stelle hanno già amministrato, cioè Mira e Sarego.

L’obiettivo dichiarato, comunque, è quello di entrare nei consigli comunali specie dove ancora non c’è alcun rappresentante dei 5 Stelle: come Trapani e Palermo in Sicilia, ma anche L’Aquila in Abruzzo o Taranto in Puglia. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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