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Da Grillo ai Verdi, 'euro-transfuga' Marco Affronte spiega sua scelta

Bruxelles – Lasciare il Movimento 5 Stelle dopo 7 anni non è stato facile per l’eurodeputato ambientalista Marco Affronte, da tre settimane passato al gruppo dei Verdi: “è stato anche più duro di quanto mi aspettassi”, ha ammesso. E non solo per gli insulti in rete, per le accuse di “tradimento” da parte degli altri militanti, per l’ipotesi di una multa da 250 mila euro per i transfughi, ma anche, come ha scritto lo stesso Affronte nel “primo e ultimo” commento sull’argomento pubblicato sul suo blog, “perché il Movimento 5 Stelle è profondamente cambiato in questi ultimi anni, e a me nessuno ha chiesto se andasse bene questa mutazione”.  Affronte ha deciso di non lasciare il suo seggio al Parlamento europeo perché, ha spiegato nello stesso blog, votato da oltre 18 mila persone nel 2014, “non ha le stesse competenze, la stessa esperienza, le stesse conoscenze della persona che prenderebbe il suo posto”.

A condizione di non parlare di questo difficilissimo passaggio, Affronte, riminese cinquantunenne, due figli, ha rilasciato all’Agi la sua prima intervista come unico europarlamentare italiano del gruppo dei Verdi, il sesto dell’Assemblea di Strasburgo con 51 appartenenti.

Come è stato accolto nel gruppo dei Verdi?

“Molto bene. Mi sono sempre visto come un tecnico e non come un politico. Sono un naturalista, la mia formazione è quella di un biologo marino. Sto ancora facendo incontri di conoscenza dei dossier e dei colleghi. Al di là degli specifici temi ambientali, che sono i miei, anche sulle altre tematiche, i diritti dell’uomo, l’attenzione al sociale, la gestione dell’immigrazione mi ci trovo molto. Ai Verdi fa piacere avere anche un rappresentante italiano dopo due anni e mezzo di assenza, anche perché ogni delegazione nazionale porta opportunità in più secondo le regole del Parlamento”.

E’ in contatto con i Verdi italiani?

“Penso di poter fare da sponda in Europa per le loro battaglie, come anche in precedenza: ma non sto ancora pensando a un ruolo in Italia, dove il partito verde ha bisogno di essere risvegliato. Non ne ho mai fatto parte, neanche prima di entrare nel Movimento 5 Stelle. Se le battaglie degli ambientalisti italiani sono quelle a cui tengo, le possiamo portare avanti insieme, al di là del partito verde. Per esempio, quando ero ancora nel gruppo Efdd (quello degli euroscettici dell’Ukip di cui fa parte il Movimento 5 Stelle a Strasburgo, ndr), abbiamo fatto insieme quella sull’aeroporto di Firenze. Sono quindi sempre disponibile a spalleggiare e a contribuire sul fronte europeo a battaglie ambientaliste italiane”.

I temi ambientali sono quelli su cui l’Europa riesce ancora ad essere incisiva e su cui il populismo fa più fatica a trovare appigli. Lei ha fatto parte di un movimento in cui convivono posizioni ambientaliste ed antieuropeiste-populiste. Qual è il suo atteggiamento nei confronti dell’Europa?

“Ho un vantaggio: non sono mai stato contro l’Europa. Anche se non mi piace come è costruita, se c’è molto da rivedere e se esistono due livelli senza contatto fra loro, molte direttive ambientali senza l’Europa non sarebbero possibili, gli stati non le applicherebbero e gli interessi nazionali prevarrebbero. Su temi come l’ambiente o la sicurezza alimentare è importante star dentro all’Europa, che ci sia una direzione comune e che gli obiettivi siano ampiamente condivisi.Diversa è la situazione sugli aspetti economici e finanziari, che hanno portato a un’Europa strana, a due velocità, con il Sud in difficoltà. Non ho mai approfondito la questione euro sì euro no, non ho posizione, accolgo entrambi i punti, ma penso che uscire dall’Europa sarebbe un passo indietro. Piuttosto, va ricostruita, rivista, servono politiche più forti su vari aspetti come l’immigrazione”.

Dal punto di vista pratico, su quali dossier continuerà a lavorare al Parlamento nella seconda parte della legislatura, come appartenente al gruppo dei Verdi?

“Faccio parte di due commissioni: manterrò i miei dossier in quella sulla Pesca, materia su cui i Verdi non hanno un vero e proprio esperto, mentre alla Commissione Ambiente sono ovviamente presenti in forze, anche su tutti i dossier in cui ero correlatore per conto del gruppo Efdd. In questa commissione dovrò ricominciare da zero, ma conto di seguire alcuni aspetti di nuovi dossier. Continuerò soprattutto a seguire i temi che mi stanno più a cuore a partire dalla protezione di mari e oceani: su questo nel gruppo Verde c’è spazio perchè non hanno qualcuno che lo segue specificamente. Nelle prossime settimane è in programma un’iniziativa legislativa per ridurre la plastica nel mare e in aprile in una riunione dei ministri del Mediterraneo a Malta si parlerà anche di questo. E poi continuerò ad occuparmi di cambiamento climatico, dopo aver partecipato alla Cop 21 e alla Cop 22, assieme ai miei nuovi colleghi, e di biodiversità”.

Come segue le procedure Ue di infrazione all’Italia in tema ambientale, soprattutto sui rifiuti?

“Ogni sei mesi la Commissione ci aggiorna sulla lista delle discariche bonificate e di quelle che ancora non lo sono. è capitato che ci fossero delle differenze: per esempio quella vicino a Bologna, che le autorità locali consideravano in regola ma non era ancora nella lista. Per ogni discarica da bonificare, l’Italia paga multe salatissime ogni giorno. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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