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Da Istanbul a Medina, oltre 400 morti in Ramadan di sangue

Riad – Quello appena concluso e’ il Ramadan piu’ sanguinoso degli ultimi anni, con oltre 400 morti in attacchi di matrice jihadista in tutto il mondo e un mese di sangue che da domenica ha messo nel mirino soprattutto l’Arabia Saudita. In gran parte dei casi e’ stato l’Isis, ormai in rotta in Iraq e Siria, ad armare o a ispirare i terroristi. L’ultimo attentato e’ stato quello nei pressi della moschea al Nabi (o del Profeta) di Medina, il secondo luogo piu’ santo dell’Islam, che lunedi’ ha causato la morte di quattro soldati e due pellegrini alla vigilia del Piccolo Eid, la festa della rottura del digiuno a fine Ramadan. Il kamikaze di Medina e’ stato identificato come un 18enne estremista sunnita super ricercato che aveva tentato di entrare nella affollatissima moschea dalla porta orientale e, non riuscendovi, si e’ fatto esplodere vicino al posto di blocco delle forze di guardia. In Arabia Saudita ci sono stati anche un kamikaze fattosi saltare in aria vicino al consolato Usa a Gedda (due guardie ferite) e l’attacco con quattro morti a una moschea di Qatif, in una regione a maggioranza sciita. Ma prima c’erano stati i due poliziotti uccisi il 13 giugno a Parigi, le stragi nel locale gay di Orlando, in Florida (49 morti),in un hotel di Mogadiscio (35 morti),all’aeroporto di Istanbul (45 morti),nel ristorante di Dacca (uccisi 20 ostaggi) e in un centro commerciale di Baghdad (180 morti). E poi decine di altri attacchi in Yemen, in Turchia, in Siria, in Iraq e in altri Paesi, in una mattanza jihadista che spesso non distingue piu’ fra occidentali, sciiti e sunniti. (AGI) 

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