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Da Milano a Palermo, studenti in piazza contro la Buona Scuola – Foto

Roma – Al via l’autunno caldo della scuola con la giornata nazionale di protesta degli studenti contro la Buona Scuola del governo Renzi. Sit-in, cortei e manifestazioni sono previsti nelle principali città italiane, da Milano a Napoli, da Bologna a Roma fino a Palermo.

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GLI STUDENTI ROMANI: “CI PRENDIAMO IL PRESENTE”

Nella Capitale l’appuntamento era alle 9 in piazzale Ostiense, dove si sono riuniti già centinaia di giovani aderenti alla Rete degli studenti medi e all’Udu (Unione degli universitari). In molti cantano Bella Ciao e Bandiera rossa, qualche pugno chiuso alzato. “Non chiediamo il futuro ci prendiamo il presente” si legge su uno striscione rosso che apre il corteo diretto verso il ministero della Pubblica istruzione. Molte le bandiere rosse e le magliette con l’immagine di Che Guevara. “Siamo tutti antifascisti” gridano molti studenti che si apprestano a dare il via al corteo. Il corteo tarda a formarsi a causa del temporale che si sta abbattendo su Roma. “Stiamo valutando come procedere, al momento non sappiamo ancora se faremo un sit-in sotto il Miur”, spiega il coordinatore nazionale della Rete Giammarco Manfreda. “Ci arrivano notizie che le piazze in Sicilia si sta riempiendo, anche perché in quella regione ci sono particolari tensioni legate all’avvio dell’anno scolastico. Sta andando bene anche in Toscana, a Firenze e a Livorno”. Tra le ragioni della protesta degli studenti c’èla richiesta dell’accesso a un’istruzione gratuita e di qualità per tutti, il no all’alternanza scuola-lavoro e il no alla figura del preside manager.

Comincia l’autunno caldo della scuola, studenti in piazza

MILANO, “BASTA, ORA DECIDIAMO NOI”

E’ partito alle 10 da largo Cairoli, nel centro di Milano, il corteo degli studenti che scioperano “contro l’abbandono scolastico e l’incertezza per il proprio futuro “. Gli studenti attraverseranno il centro della citta’ per arrivare alle fine al parco Ravizza, dove – spiegano gli organizzatori – si terra’ un pranzo, momenti di socialita’ e alcuni interventi. Alla testa del corteo, composto da almeno un migliaio di ragazzi, diversi striscioni: “ora basta, decidiamo noi”, recita uno ; “contro la scuola di classe di Ue e Confindustria, sferriamo il contrattacco” si legge su un altro ; “7 ottobre: tutte e tutti in piazza, no legge 107 no riforma Boschi “; “per una buona scuola , contro la buona scuola “. “Contro le politiche del governo Renzi”, “andate tutti a casa”. Secondo un responsabile del Cas (Collettivo autonomo studentesco) “siamo in 4.000” a manifestare per le strade di Milano. Alla testa del corteo da un furgone parte musica rap a tutto volume. Alcuni ragazzi, quando il corteo e’ giunto all’altezza di via Mazzini, hanno attaccato alcuni volantini su una vetrina della filiale di Banca Etruria con su scritto :”le banche italiane finanziano l’industria militare e investono in armi atomiche, ribellati ora!”.

TRAFFICO IN TILT A BOLOGNA

L’autunno caldo della scuola a Bologna ‘debutta’ con due cortei nel centro città per protestare contro le politiche del governo sull’istruzione. E il traffico è già in tilt.  Gli studenti del Cas (collettivo autonomo studentesco) contro le politiche, oltre un centinaio, al grido “blocchiamo tutto”, sono partiti da piazza XX Settembre per dirigersi in via Irnerio paralizzando un tratto dei viali di circonvallazione tra via Zamboni e via San Vitale. Tra i numerosi cori contro il premier ed il governo gli studenti dei collettivi si stanno dirigendo verso il centro cittadino in direzione Due Torri. Intanto è partito da piazza San Francesco l’altro corteo promosso, come in altre città italiane, dagli studenti medi con l’adesione di Udu (Unione degli universitari). “La generazione ingovernabile torna nelle strade. Cacciamo il governo Renzi”: è lo striscione in testa al corteo organizzato Cas che vede in strada oltre un centinaio di manifestanti. In evidenza, in un cartello, il “No” alla riforma costituzionale in vista del referendum del prossimo 4 dicembre. All’iniziativa hanno aderito diversi licei ed istituti bolognesi: Copernico, Fermi, Laura Bassi, Minghetti e Galvani. Dopo il presidio il corteo percorrerà le vie del centro per confluire in piazza Maggiore, nel cuore di Bologna. Intanto i manifestanti, arrivati in via delle Moline, nel centro città, hanno “sanzionato il provveditorato” con palloncini di vernice rossa perchè “simbolo – hanno gridato in coro – del governo Renzi”.

NAPOLI, CORI DA STADI CONTRO RENZI

Musica ad alto volume, cori da stadio e slogan contro il premier Matteo Renzi a Napoli. Il corteo dei collettivi studenteschi e degli studenti che si riconoscono nella Rete del Sapere a Napoli è partito da piazza Mancini e percorrerà circa 5 chilometri per arrivare a piazza Municipio. Sono circa 200 i ragazzi che hanno deciso di protestare “contro la politica scolastica del Governo”. Sebastiano del collettivo ‘Link’, visibile perchètutti indossano dei cartellini rossi al petto, spiega le ragioni della manifestazione: “è una scuola che non ci appartiene più e che non ha futuro, li’ dove il futuro dovrebbe crescere. Non vogliamo una scuola-azienda, ma una scuola-opportunità“. “In un mondo che non ci vuole più, cantero’ di più, cantero’ di più”, urlano a squarciagola i ragazzi. In testa, uno striscione rosso con una scritta emblematica: “stiamo diritti, student revolution. Decidiamo noi”.

IN 5000 A PALERMO, STUDENTI CITANO BORSELLINO

Oltre 5000 studenti a Palermo stamane cingono d’assedio la città. Folate colorate e fragorose investono il centro. Piazza Calstelnuovo, Piazza Verdi, all’ombra del Teatro Massimo, via Roma. “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola“. Gridano le parole di Paolo Borsellino gli studenti Partiti dal Teatro Massimo. “Distruggiamo il Partito democratico che vuole distruggerci” e “Mandiamo Renzi a casa”, altri ribadiscono. Il centro storico è in tilt e, tra carro, musica megafonaggi cori e striscioni (su quello di testa si legge un chiaro e deciso “Cacciamo Renzi!”), gli studenti parlano arrabbiati di un governo che si è solo preoccupato di fare riforme che danneggiano il mondo della formazione. Gli studenti scendono in piazza, spiegano gli organizzatori, “per urlare il loro essere contro ogni forma di sfruttamento, contro l’alternanza scuola-lavoro, contro i presidi manager, contro l’aziendalizzazione e la privatizzazione delle scuole, contro lo smantellamento di esse“. “L’ultimo attacco che abbiamo subito noi studenti – dice Simona Pezzella, studentessa del Regina Margherita – è la riforma della Buona Scuola. Nella scuola-azienda di Renzi si creano soggetti volutamente abituati alla precarietà, al disciplinamento e al lavoro gratuito. è questo quello che fa l’alternanza scuola-lavoro, toglie spazio ad un vero apprendimento e vede gli studenti deliberatamente sfruttati e non retribuiti”. “Da diversi anni – afferma Marco Guerrieri, studente del coordinamento – lottiamo contro il governo Renzi e le sue politiche di sfruttamento che gravano sempre di più sulle nostre spalle e quelle delle nostre famiglie. Anche quest’anno dobbiamo rilanciare la lotta e far capire che noi, la generazione ingovernabile, non siamo disposti a subire questi continui attacchi!”

Accanto gli striscioni esposti dai ragazzi: “Se lo Stato non cambierà le cose, noi cambieremo lo stato delle cose” e “Questo governo lo vogliamo cacciare, da anni siamo arrabbiati con Renzi e quest’anno c’è la faremo”. Come in una tattica studiata attorno a un tavolino di guerra, hanno tagliato strade e viali perché tutti sappiano e vedano: “Noi ci siamo”, urlano ai palermitani sbigottiti, divisi tra l’insofferenza e la condivisione. Studenti delle scuole superiori che si prendono la città nella loro prima protesta quest’anno per ribadire il No alla ‘Buona scuolà del Governo Renzi. Licei e istituti tecnici, ci sono un po’ tutti: Regina Margherita, Vittorio Emanuele II, Umberto I, Ferrara, Benedetto Croce, Volta , Rutelli, Cannizzaro, Duca degli Abruzzi, Ragusa, Vittorio III , Galilei, Almeyda e Meli… Come tumultuosi fiumi in piena partiti da ogni parte, hanno scelto di confluire nel medesimo agitatissimo mare per marciare compatti. Slogan urlati contro il premier:  “Caro figlio il governo ti vuole ignorante”, “Renzi a casa a calci”, “Ci volete servi, ci avrete ribelli”. Alcuni hanno acceso fumogeni. La polizia, presente con uomini e mezzi, vigila. Le “Generazioni degli ingovernabili”, cosi’ si definiscono gli studenti negli striscioni, divisi in due cortei: il primo da via piazza Castelnuovo e diretto alla presidenza della Regione. L’altro da piazza Verdi verso Confindustria.

A BARI SI PROTESTA CON LA MASCHERA DA SCIMMIA

Diverse centinaia di studenti, medi ed universitari, nonostante qualche scroscio di pioggia, stanno attraversando le vie di Bari per chiedere più diritti e più democrazia, molti indossano una maschera da scimmia dietro uno striscione che annuncia “l’evoluzione sta partendo”, e lasciano in alcuni punti del percorso qualche banana. La prima manifestazione dell’anno scolastico rivendica soprattutto una città più a dimensione di studente, specie per quanto riguarda i trasporti. Un furgone con grandi altoparlanti garantisce una sorta di colonna sonora del corteo mentre il primo striscione della colorata manifestazione recita “ora basta decidiamo noi”. Tra gli slogan del corteo c’è “libera la scuola, libera la mente, occupare ripetutamente”.(AGI) 

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