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Da ministro, Theresa May tagliò i poliziotti del 20%. Bel guaio

“Nessuno è più responsabile di Theresa May” per la serie di attentati jihadisti (tre in tre mesi) che ha colpito la Gran Bretagna, accusa lo sfidante laburista Jeremy Corbyn, che, a tre giorni dal voto, ha ridotto a un punto percentuale lo svantaggio nei confronti della premier conservatrice. E i numeri del ministero degli Interni, ovvero il dicastero retto da May dal maggio 2010 al luglio 2016, gli danno ragione.  

Un formidabile assist per Corbyn

Durante i sei anni trascorsi all’Home Office, l’attuale primo ministro effettuò tagli alla sicurezza draconiani: il numero dei poliziotti in servizio in Inghilterra e Galles scese di 46.700 unità, un calo del 19,5%. Il numero di poliziotti autorizzati a portare un’arma, nello stesso periodo, era sceso da 6.909 a 5.639 unità. Dati che in questi giorni hanno causato una bufera politica intorno a May e fornito un formidabile assist elettorale a Corbyn, che, nel suo programma, ha promesso l’assunzione di 10 mila nuovi poliziotti e di migliaia di guardie carcerarie. “Non avremmo mai dovuto tagliare sul numero degli agenti di polizia”, tuona Corbyn. E non sono solo i laburisti ad attaccare la premier. Sulla stessa linea Tim Farron, leader dei liberaldemocratici (“May chiede fiducia sulla sicurezza ma ha ridotto il numero dei poliziotti effettivi”). 

‘Fuoco amico’ a un anno dalla Brexit

Parole pesantissime giungono anche da un ex funzionario ‘tory’: Steve Hiltonche aveva lavorato a Downing Street come direttore della strategia di David Cameron. Qua la faccenda assume il tono della vendetta politica, ad un anno esatto dalla vittoria del Leave al referendum sulla Brexit.

 

Theresa May responsible for security failures of London Bridge, Manchester, Westminster Bridge. Should be resigning not seeking re-election pic.twitter.com/2o0odey2BQ

— steve hilton (@SteveHiltonx) 5 giugno 2017

May non si arrende e continua a offrire di sè stessa l’immagine di una leader forte, la più adatta a gestire l’emergenza terrorismo. “Abbiamo bisogno di una leadership forte e salda per guidare la Gran Bretagna, oggi più che mai. Ed è quello che offro al Paese”, ha dichiarato in un discorso a Whitehall, la sede degli uffici del governo. Fermezza con i jihadisti, fermezza con Bruxelles: “La leadership è la capacità di fare quello che è difficile e non fingere che le sfide non esistano”. Il tema della sicurezza in campagna elettorale tende a favorire i partiti conservatori, percepiti come i tutori della legge e dell’ordine. Questa volta, però, potrebbe non andare così.
 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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