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Da Nord a Sud, grandi citta' in deflazione 

Roma – Inflazione ancora negativa a marzo: l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra una diminuzione su base annua pari allo 0,2% (era -0,3% a febbraio). Su base mensile aumenta dello 0,2%. I dati diffusi dall’Istat che conferma la stima preliminare dipingono un Italia in deflazione da Nord a Sud, in particolare nelle grandi citta’. La persistenza del calo tendenziale dei prezzi, spiega l’Istat, risente di un quadro di sostanziale stabilita’ degli andamenti su base annua delle diverse tipologie di prodotto, con l’eccezione dell’ulteriore flessione dei prodotti energetici e in particolare degli Energetici non Regolamentati (-11,2%, da -8,5% del mese precedente), compensata pero’ dall’inversione della tendenza dei Servizi relativi ai trasporti (+0,5%, da -0,7% di febbraio) e da altri lievi segnali di ripresa registrati dai prezzi di alcune tipologie di prodotto, che hanno contribuito, pero’, solamente a ridurre l’ampiezza della flessione dell’indice generale. In flessione anche i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona che diminuiscono dello 0,1% rispetto a febbraio e dello 0,3% su base annua (da -0,4% del mese precedente). In tutte le ripartizioni geografiche, a marzo i prezzi al consumo fanno registrare flessioni tendenziali, accentuando, in quasi tutti i casi, la dinamica negativa registrata a febbraio: nel Sud e nelle Isole il tasso tendenziale e’ pari a -0,3% (da -0,2% di febbraio), nel Nord-est e nel Centro e’ pari a -0,2% (da -0,1% del mese precedente); nel Nord-ovest la flessione su base annua registra una lieve attenuazione portandosi a -0,1% da -0,2% di febbraio. Tra le citta’ i valori peggiori si registrano a Bari e Potenza (con un flessione tendenziale dell’1%), seguite da Perugia, Cagliari e Catanzaro (-0,6%). Subito dopo seguono Roma (-0,5%) e Firenze (-0,4%). Le diminuzioni piu’ contenute si registrano per Milano, Genova e Napoli (-0,1%). In cinque delle restanti citta’ si registrano aumenti su base annua dei prezzi compresi tra +0,5% di Aosta e +0,1% di Venezia. A Bologna, infine, i prezzi sono stabili su base annua. Per i comuni con piu’ di 150.000 abitanti che non sono capoluoghi di regione, i prezzi sono in diminuzione su base annua in otto citta’ su undici (erano sette a febbraio): le diminuzioni maggiori interessano Verona (-0,9%, la variazione era nulla a febbraio), Reggio Calabria (-0,7%, da -0,5% di febbraio) e Catania (-0,5%, era -0,4% il mese precedente); tassi di crescita positivi si rilevano a Parma (+0,5%), e Livorno (+0,1%). A Reggio nell’Emilia i prezzi sono stabili su base annua. Infine in Europa l’inflazione risale a 0 in marzo dopo aver registrato un segno negativo a febbraio (interrompendo in quel caso la sequenza positiva che durava da 4 mesi). Come informa Eurostat, sia l’Eurozona che l’Ue a 28 paesi hanno avuto il mese scorso un tasso annuale di inflazione pari a zero, contro rispettivamente -0,2% e -0,1% in febbraio. (AGI) 

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