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Da Raineri a Muraro, bufera senza fine su Raggi

Roma – Non c’è pace per il sindaco di Roma, che mentre si sforza di ricomporre la giunta e riempire le caselle che si sono svuotate nelle municipalizzate deve fare i conti con il fuoco di sbarramento che parte dalle opposizioni. Virginia Raggi ha ammesso di non aver informato Beppe Grillo ne’ Luigi Di Maio dell’indagine a carico di Paola Muraro, ma solo alcuni parlamentari, Stefano Vignaroli e Paola Taverna; un europarlamentare e un consigliere regionale”. Raggi ha spiegato anche che e’ stato il deputato M5S Vignaroli a presentarle Paola Muraro: “e dopo aver incontrato tantissimi esperti l’ho nominata, perche’ oltre ad avere la nostra stessa visione del problema rifiuti aveva una conoscenza della vicenda romana e aveva combattuto battaglie nostre come quella della legalita’”. Poi ha concluso:” Vignaroli e’ il maggior conoscitore della situazione dei rifiuti e mi sono avvalsa del suo aiuto per iniziare a studiare e capire una materia cosi’ delicata”. Intanto Carla Raineri, magistrato di Corte d’Appello, ex capo di gabinetto della Raggi tirata in ballo dal sindaco di fronte alla commissione Ecomafia, punta il dito contro i grillini. “La verita’ e’ che ero ‘scomoda’, avvertita come un corpo estraneo, come un nemico da abbattere” ha detto in un’intervista a Repubblica, Raggi ha detto che fu un colloquio con Raineri a rassicurarla sul fatto che il reato contestato all’assessora Muraro era “generico”. “Da magistrato – replica Raineri – non comprendo il senso dell’espressione ‘reato generico’. Muraro venne da me a chiedere un parere sulla sua situazione. Mi disse che aveva saputo di essere indagata e che voleva valutare l’opportunita’ di andare a parlare con il pm per caldeggiare l’archiviazione. Io la sconsigliai. Ricordo di averle detto subito: ‘A Milano queste cose non si fanno’. Quindi aggiunsi che si trattava di una mossa controproducente. Se dopo averla ascoltata il pm non avesse archiviato, questo avrebbe aggravato la sua posizione. Al colloquio era presente la sindaca”.

Nel corso di un’altra intervista, rilasciata al Corriere della Sera, Raineri spiega di essersi dimessa “perche’ non vi erano le condizioni per svolgere il ruolo per il quale” era stata autorizzata dal Csm. “Raggi – prosegue – aveva concepito una segreteria particolare che era in realta’ il ‘vero Gabinetto’ del sindaco, a capo della quale ha posto Salvatore Romeo che era in realta’ il ‘vero capo di Gabinetto’. Ed ha conferito a questo soggetto, ex funzionario di VII livello, una specifica delega alle partecipate, attribuendogli di fatto il ruolo di ‘assessore ombra’ di Minenna”. E Raffaele Marra aveva la qualifica di vice capo di Gabinetto “ma in quei 45 giorni non ho avuto mai il piacere di condividere con lui alcuna decisione: riferiva direttamente alla sindaco. Anche come ufficio mi sono trovata fisicamente collocata fra Romeo e Marra: e questa puo’ dirsi la metafora della mia situazione in Campidoglio”. Raineri rivela, inoltre, di non aver messo il visto sulla delibera di nomina di Romeo, “contrariamente a quanto dice Frongia”. Il magistrato afferma ancora che “in un duro confronto il 25 agosto” disse alla Raggi che se ne sarebbe andata “se le cose non fossero cambiate”. E il sindaco ha ritenuto “dopo 40 giorni dalla mia nomina di investire Cantone senza comunicarmelo, ponendo un finto quesito che suggeriva gia’ una risposta. Mi convoca con urgenza alle 23 del 31 agosto alla presenza degli inseparabili Romeo e Marra. E’ del tutto evidente che e’ stata deliberatamente ordita una trama per minare la mia legittimazione. Ho quindi rassegnato dimissioni irrevocabili dopo il surreale colloquio con Raggi alle 11 di sera del 31 agosto”. E su Cantone aggiunge: “devo dire che il presidente dell’Anac ha agito con sorprendente rapidita’”. Raineri annuncia, infine, che non impugnera’ il parere, pur essendo convinta della sua “erroneita’”. (AGI)

Da parte sua anche il magistrato Raffaele De Dominicis, voluto dalla Raggi al Bilancio, replica ai retroscena che circondano la sua nomina e definisce “strumentale” e “grottesca” la polemica sul ruolo avuto dall’avvocato Sammarco. E per questo “vado avanti avanti con il sindaco Raggi” dice e aggiuneg di non aver mai incontrato il legale “ne’ di considerare disdicevole se abbia doverosamente prestato il proprio ministero difensivo in favore dell’onorevole Previti”. (AGI)

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