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Da Renzi all'Airc, il cordoglio di politici e medici

Roma – Dal premier Matteo Renzi al sindaco di Milano Giuseppe Sala, il cordoglio della politica e della comunità scientifica per la morte dell’oncologo Umberto Veronesi.

Un grande italiano” così Renzi ha scelto di ricordare su Twitter Veronesi, scomparso a 90 anni (ne avrebbe compiuti 91 il 29) nella sua casa di campagna.

 

Ricordo Umberto Veronesi, un grande italiano

— Matteo Renzi (@matteorenzi) 8 novembre 2016

 

Tweet anche dalla presidente della Camera, Laura Boldrini: “Anche grazie a lui non parliamo più di male incurabile”.

 

Anche grazie a lui non parliamo più di male incurabile. Umberto #Veronesi ha saputo dare a tanti #uomini e #donne nuove speranze di vita

— laura boldrini (@lauraboldrini) 8 novembre 2016

 

Sceglie lo stesso social network anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “Addio a Umberto Veronesi, grande scienziato uomo di valore, che ha insegnato alle donne come vincere e difendersi dal cancro. Un abbraccio affettuoso ai suoi cari”.

 

Addio a #UmbertoVeronesi. Grande scienziato, uomo di valore, ha insegnato alle donne come vincere e difendersi dal cancro.

— Beatrice Lorenzin (@BeaLorenzin) 8 novembre 2016

“Una vita dedicata alla lotta contro i tumori, un grande medico ed un uomo libero. Ci mancheranno la scienza e le riflessioni di Veronesi” scrive semore su Twitter il presidente del Senato, Pietro Grasso.

Per Giuseppe Sala, “Umberto Veronesi è stato da milanese vero, uno dei protagonisti della storia di Milano. Egli ha unito alla sue qualità di medico e di scienziato di fama mondiale una forte e decisa passione civica e politica”. “Milano e l’Italia piangono in lui la figura di un vero laico – aggiunge il sindaco – capace di costruire istituzioni che hanno alleviato il percorso della malattia di migliaia di persone. A tutti continuare la sua strada nel dialogo e nel rispetto delle idee di tutti”.

 “La morte di Umberto Veronesi rappresenta una grande perdita per l’oncologia italiana” ha commentato all’AGI Carmine Pinto, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom). “Veronesi è stato uno dei fondatori dell’oncologia nel nostro paese. E’ stato promotore – ha detto – di numerosi progetti di ricerca e di raccolte fondi che hanno permesso di organizzare e fare ricerca oncologica in Italia”. Secondo Pinto, il suo lavoro ha di fatto rivoluzionato il trattamento del cancro al seno e ha permesso di migliorare significativamente la qualità della vita delle donne colpite da questa neoplasia. “Importantissimo è stato l’impatto della sua ricerca per la cura del tumore della mammella. A Veronesi – ha sottolineato il presidente dell’Aiom – si deve l’introduzione, nel nostro paese, della chirurgia conservativa. Il suo lavoro ha influenzato intere generazioni e continuerà a farlo in futuro”.

Umberto Veronesi “faceva parte di una generazione di medici che hanno fatto la storia della medicina in Italia e che sono cresciuti all’interno dell’Istituto Tumori di Milano, il primo luogo di cura che ha approcciato la malattia oncologica con l’occhio della modernità”. E’ così che Pier Giuseppe Torrani, presidente AIRC e FIRC, ricorda l’oncologo scomparso questa sera a Milano. “Tutti i malati oncologici, e AIRC in particolare, devono molto alla sua lungimiranza di medico e scienziato e alla sua instancabile tenacia nel perseguire l’obiettivo di terapie più umane, efficaci e accessibili a tutti”, ha aggiunto. 

“Fin dalle prime campagne di informazione e di raccolte fondi – si legge in una nota dell’AIRC – Veronesi è stato il portavoce di AIRC sui media e presso le istituzioni. Fu sua l’idea di riunire la borghesia industriale milanese, i suoi amici personali e i suoi contatti di figura pubblica intorno a una causa che interessava tutti: AIRC è nata cosi’, con l’appoggio affettivo e fattivo della parte piu’ produttiva di Milano”.

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