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Da Tsipras a Renzi, chi c'è nel fronte anti-austerity

Roma – Il fronte anti-austerity potrebbe contare presto su un nuovo, inatteso alleato: la Commissione europea, che nelle raccomandazioni di domani, secondo le indiscrezioni raccolte da Repubblica, è pronta a bocciare la politica economica della Germania di Angela Merkel. Ma da chi è composto il variegato fronte che si oppone all’austerità e perchè l’austerity preoccupa tanto i governi?

QUANDO NASCE IL FRONTE ANTI-AUSTERITY

A settembre sei capi di governo si sono incontrati ad Atene per firmare un documento che chiede all’Unione europea una linea di maggiore flessibilità, crescita e investimenti. 

DA CHI E’ COMPOSTO

Detto anche ‘Club Med’ per il fatto che tutti i Paesi appartenenti si affacciano sul Mediterraneo, è composto da Grecia, Italia, Francia, Portogallo, Malta e Cipro. L’ingresso della Francia guidata da Francois Hollande lo ha rafforzato tanto quanto l’uscita di scena di David Cameron e la prospettiva della Brexit (l’abbandono dell’Ue da parte della Gran Bretagna) hanno indebolito il fronte rigorista. 

LE ALLEANZE

Al tavolo di Atene, il premier greco Alexis Tsipras e il presidente francese si sono abbracciati calorosamente, segnando la nascita della nuova, inedita alleanza. Il capogruppo del Ppe, che raccoglie i partiti popolari europei, Manfred Weber, ha definito “irresponsabili” il premier italiano Matteo Renzi e Hollande dicendo che “si lasciano manipolare da Tsipras”.

GLI ATTACCHI DAL FRONTE DEL RIGORE

A guidare l’offensiva contro l’alleanza per la flessibilità è Wolfgang Schauble, ministro delle finanze tedesco che ironizza: “Dai vertici dei socialisti non esce mai niente di intelligente”.

LA PROSSIMA PUNTATA A ROMA 

L’Italia punta tutto sull’appuntamento di marzo, quando verranno celebrati i sessanta anni dei trattati di Roma. Sarà in quella occasione che Matteo Renzi potrà verificare se l’Europa, come ha ripetuto anche oggi, saprà “tirare fuori la parte migliore di sè. Ovvero cultura ed educazione, perchè in questa fase l’Europa non può essere solo tecnicismi e austerità, deve essere l’Europa del sociale, degli ideali, della bellezza. Dobbiamo restituire valore alla costruzione ideale e culturale europea a partire dall’eroe greco che, mi piace pensare, sia l’uomo europeo di domani quello che unisce ‘kalos kai agathos’, il bello e il buono, dove bello non e’ estetica ma etica”. 

COSA E’ L’AUSTERITY E PERCHE’ FA PAURA

L’austerità è un regime economico-politico di risparmio nelle spese statali e di limitazione dei consumi privati, imposto dal governo per superare una crisi economica. Riprende la parola inglese usata per indicare il regime di austerità di vita nel secondo dopoguerra in Gran Bretagna, per sostenere la produzione nazionale e le esportazioni e a comprimere le importazioni. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale molti economisti keynesiani predissero scenari apocalittici per l’economia se i governi avessero ridotto le spese ed eliminato il controllo dei prezzi. Dal 1944 al 1948 il governo federale americano tagliò la spesa di più del 60% abbassando contemporaneamente l’imposizione fiscale e passando da un deficit di più de 20% del PIL a un surplus del 4%. Il risultato fu una crescita economica spettacolare. (AGI)

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