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Dagli accordi di Parigi alla Corea del Nord. Cosa ha detto Trump a Pensacola

“La nostra rivoluzione non è finita l’8 novembre (del 2016). È stato solo l’inizio…il futuro ci appartiene”. Così Donald Trump ha concluso il suo comizio in Florida, a Pensacola, a soli 30 chilometri dal confine con l’Alabama, dove si gioca l’importante partita per il seggio al Senato lasciato libero da Jeff Sessions diventato ministro di Giustizia. Trump ha usato il palco della Florida per sostenere la candidatura del repubblicano Roy Moore, controverso candidato dell’ultradestra accusato di aver molestato delle minorenni quando aveva 30 anni. Accuse sulla cui credibilità il presidente degli Stati Uniti ha espresso dubbi. Durante il discorso, il miliardario ha rivendicato i successi della sua amministrazione, dalla ‘imminente’ riforma fiscale con tagli alle tasse piu grandi “della storia” fino alla lotta contro i clandestini e i terroristi. “Migliaia” di persone sospettate “al momento sono sotto sorveglianza”, ha detto. 

Un appello all’unità

Trump ha accusato l’opposizione democratica di “opporsi alla volontà del popolo americano” ma poi ha concluso il suo intervento con un appello all’unità.”Se siamo della città o della campagna, se siamo neri, olivastri o bianchi, sanguiniamo tutti dello stesso sangue. Facciamo tutti il saluto alla stessa grande bandiera americana. Siamo la nazione che ha scavato il canale di Panama, che ha vinto due guerre mondiali, che ha portato l’uomo sulla luna e messo in ginocchio il terrorismo”, ha detto l’inquilino della Casa Bianca davanti ad una platea adorante. “Fino a quando avremo il coraggio delle nostre convinzioni, non ci sarà obiettivo fuori dalla nostra portata… La più grande avventura è davanti a noi. Siamo americani e non dobbiamo smettere di sognare”. 

“Potremmo rientrare nell’accordo sul clima”

La notizia è però l’apertura a un rientro degli Stati Uniti nell’accordo di Parigi per combattere il cambiamento climatico. “Potrei rientrare nell’accordo ad un prezzo migliore”, ha precisato Trump. “Voglio aria più pulita, voglio acqua chiara e acqua pulita. Voglio cose che loro non avranno e non voglio pagare le cifre di cui parlano”, ha insistito. Trump ha dunque sottolineato come il carbone stia tornando alla ribalta negli Usa. Le rinnovabili? Ha detto che “gli piacciono i mulini a vento” ma che “servono gli idrocarburi perché quando il vento non soffia è un problema”.

“Daremo una possibilità a Pyongyang”

Contro la Corea del Nord “abbiamo imposto le più forti sanzioni di sempre approvate dal Consiglio di sicurezza dell’Onu e ne abbiamo in piedi molte altre” ma “non so se queste sanzioni funzioneranno”, ha proseguito Trump. A Kim “daremo una possibilità. Vedremo. Chissà. Posso dirvi solo una cosa: siete in buone mani”. 

Sulla questione di Gerusalemme, il presidente ha infine invitato alla calma e alla moderazione, auspicando che le voci a favore della tolleranza prevalgano sui fomentatori d’odio. “Il presidente rimane impegnato per il raggiungimento di una pace duratura tra israeliani e palestinesi”, ha affermato il vice portavoce della Casa Bianca, Raj Shah, parlando con i giornalisti sull’Air Force One diretto in Florida, dopo le violenze scoppiate in Medio Oriente in seguito alla decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme capitale d’Israele, “pensiamo che la decisione di riconoscere la realtà, di riconoscere Gerusalemme capitale d’Israele sia la decisione giusta”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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