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Dagli immobili alla cultura, la passione di Doha per l'Italia

Roma – Un portafoglio di quasi 150 miliardi e una grande passione per il Made in Italy. Il fondo sovrano del Qatar, la Qatar Investment Autority (Qia),e’ uno dei piu’ grandi fondi di investimento del mondo e braccio operativo di un paese che da anni guarda al nostro paese con grande interesse, soprattutto nei settori del lusso, della moda di alta gamma e dell’immobiliare. Proprio l’immobiliare e’ il settore dove e’ stata portata a termine una delle piu’ importanti operazioni degli ultimi anni degli emiri nel nostro paese: un anno e mezzo fa, nel febbraio del 2015, il fondo sovrano dell’emirato ha comprato l’intera area milanese di Porta Nuova, la zona dove sorgono molti dei nuovi grattacieli della citta’ (dalla torre che ospita Unicredit al cosiddetto ‘Bosco verticale’) e che ha cambiato lo skyline del capoluogo lombardo. Il fondo, che controllava il 40% ha acquisito il controllo totale di Porta Nuova, per una cifra che non e’ mai stata rivelata. Sempre a Milano, in precedenza, capitali qatarini avevano rilevato lo storico hotel Gallia, tempio del calciomercato per anni. E la passione per gli hotel di lusso ha portato negli anni gli emiri a investire cifre importanti per complessi alberghieri in Costa Smeralda, per il Four Season di Firenze, e il St Regis di Roma. Proprio nella capitale e’ stata condotta dal Qatar l’ultima grande operazione in ordine di tempo, con l’acquisto dell’hotel Excelsior di via Veneto, acquisito dal gruppo internazionale Katara Hospitality che ha messo sul piatto 222 milioni di euro per l’acquisizione di uno dei simboli della Dolce Vita.

La passione e l’interesse degli emiri per il nostro paese era gia’ stata suggellata dalla storica acquisizione nel 2012 della maison Valentino da parte della finanziaria Mayhoola per 700 milioni di euro, cui segui’ l’acquisto della casa di abbigliamento per uomo Pal Zileri. Proprio nel 2012, l’allora presidente del Consiglio, Mario Monti, guido’ una missione governativa a Dubai che porto’ alla fondazione di IQ, una joint venture paritetica tra il Fondo strategico italiano, controllato da cassa Depositi e la Qatar holding (Qh). La joint venture ricevette in dote un capitale di 300 milioni di euro destinato a salire a due miliardi. Anche se ad oggi l’investimento piu’ rilevante e’ stato di 155 milioni di euro investiti nella societa’ che esporta la carne del gruppo emiliano Cremonini. L’interscambio tra l’Italia e il paese del golfo intanto e’ tornato a crescere dopo qualche anno di stallo: secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico, nei primi 9 mesi dell’anno scorso il volume degli scambi ha toccato quota 1.785 miliardi, aumentando del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E se Doha guarda al nostro paese, anche le imprese italiane puntano al mercato qatarino per i loro investimenti: in vista dei mondiali di calcio del 2022, Salini Impregilo ha vinto una gara per la costruzione di uno stadio. (AGI) 

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