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Dai notai un regolamento per la gestione dei beni comuni

Roma – Valorizzazione dei beni comuni, gestione partecipata delle aree, degli spazi pubblici e degli edifici in stato di abbandono che producono ingenti costi per la collettivita’ e situazioni di degrado: di questo e della possibilita’ delle comunita’ locali di recuperarli e gestirli trasformandoli in beni comuni si e’ parlato oggi al congresso nazionale di Federnotai. In questo modo tutta la cittadinanza puo’ tornare a godere di spazi che saranno destinati a finalita’ di interesse generale.Affinche’ questi beni possano continuare a vivere e’ necessario un progetto per una gestione economicamente sostenibile e rispettosa delle caratteristiche di questi “beni di comunita’”, ossia in grado di produrre sviluppo economico.Percorrendo l’Italia da nord a sud sono tante le esperienze di manutenzione civica dei beni comuni, dalla scuola all’immigrazione, dai beni culturali agli spazi verdi. Energie presenti nel paese che attendono di essere liberate e messe a disposizione dell’interesse generale.

Labsus e’ un laboratorio per l’attuazione del principio di sussidiarieta’, dove cittadini attivi elaborano idee e creano progetti prorprio per la gestione e valorizzazione degli spazi comuni. E’ stato presentato infatti il regolamento adottato per la gestione dei beni comuni per potenziare il welfare urbano favorendo un modello di amministrazione condivisa attraverso diverse forme di cittadinanza attiva. In base al principio di sussidiarieta’, il soggetto pubblico puo’ scegliere di affidare ai soggetti privati l’amministrazione dei beni comuni, purche’ questa sia destinata alla realizzazione di finalita’ di interesse generale. La condivisione nella gestione si articola in piu’ fasi: l’individuazione del bene; la analisi del bene; la progettazione di un nuovo utilizzo; la decisione circa l’utilizzo; la realizzazione dei progetti di gestione. L’intervento del notaio viene richiesto dai soggetti pubblici e privati coinvolti, per attivita’ di indagine nell’analisi della condizione giuridica dell’immobile; di consulenza nella progettazione della destinazione successiva; di disciplina dei nuovi rapporti giuridici che si instaurano in relazione al bene comune recuperato.

Il notaio svolge una funzione pienamente appropriata per la buona riuscita del progetto di recupero e di amministrazione condivisa per le sue caratteristiche di necessaria terzieta’ e indipendenza e per il fatto di incarnare lui stesso il principio di sussidiarieta’.Si e’ parlato anche di gestione partecipata dei beni confiscati alla criminalita’ con Veronica Dini, Presidente dell’associazione “PROgRES Professionisti per la valorizzazione dei beni comuni” e sono state presentate le esperienze di Bologna e Siena sulla gestione e valorizzazione dei beni comuni. Sono intervenuti Ugo Mattei, Professore di Diritto Internazionale Comparato, Hastings College of the Law, California University; Gregorio Arena, Presidente dell’associazione “Labsus” , Rodolfo Lewanski, Professore di Democrazia Partecipativa e Analisi delle Politiche Pubbliche, Universita’ di Bologna; Fulvio Mancuso, Vicesindaco del Comune di Siena. (AGI) 

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