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Dai piloti in cabina ai test, cosa è cambiato dopo Germanwings

Roma – Un anno dopo, la rabbia ha preso il posto della disperazione e i familiari delle 150 vittime del volo Germanwings 4U 9525 vogliono sapere chi ha fallito nella verifica dello stato psichico di Andreas Lubitz. A stabilirlo sara’ il tribunale al quale si sono rivolti i familiari di 70 vittime, dopo che la magistratura francese ha accertato che il co-pilota suicida era affetto da gravi crisi depressive. Gli inquirenti francesi hanno chiesto “regole chiare” sul diritto alla riservatezza dei dati clinici dei piloti ma in realta’ le norme esistono gia’, almeno in Europa. A indicarle e’ stata una task force che ha esaminato il caso Lubitz e il comportamento delle compagnie aree in casi simili.

“Non credo si possa parlare di fenomeni ricorrenti che stavano sottotraccia” dice all’Agi l’ingegnere Alessandro Cardi, direttore della centrale di regolazione tecnica dell’Enac, “ce ne sono stati e alcuni incidenti misteriosi – come quello dell’aereo malese scomparso nell’Oceano – potrebbero avere all’origine un comportamento anomalo dei piloti. L’episodio Germanwings e’ stato scioccante per un sistema progettato per proteggersi dalle minacce che venivano dall’esterno, non al suo interno. Tutte le misure a bordo puntano a difendere da aggressioni esterne, inclusa la porta blindata della cabina di pilotaggio che si e’ rivelato il fattore determinante nel disastro”. Pochi mesi dopo l’incidente del 24 marzo 2015 le autorita’ per l’aviazione civile misero al lavoro una task force di esperti che a luglio emano’ un report con raccomandazioni convogliate in un piano d’azione emanato a ottobre 2015. “Ci sono regole che includono sia le modalita’ di condurre le operazioni che il lato umano” spiega Cardi, “da quella di non avere meno di due persone in cabina ai controlli periodici sugli equipaggi”. 

Ecco, in sintesi, le norme gia’ adottate in Europa.

1 – Se uno dei piloti lascia la cabina di comando, un altro membro dell’equipaggio deve prendere il suo posto.

2 – Il test psicologico-psichiatrico gia’ previsto ora diventa piu’ evidente e obbligatorio. L’Enac ha chiesto ai centri aeromedici di ripristinare le visite psicologiche

3 – E’ raccomandato il giusto bilanciamento tra il livello di privacy e la sicurezza pubblica. La norma rimanda molto alle legislazioni nazionali (privacy, sicurezza aerea ed esercizio della professione medica). “Enac ha chiesto l’intervento del garante dela privacy che pero’ non ci ha supportato molto sulla liberta’ di accesso ai dati” dice Cardi. “Abbiamo cheisto che i piloti firmino una sorta di liberatoria perche’ il medico della compagnia sia reso edotto delle sue condizioni e possa valutare l’idoneita’ al rilascio del certificato di volo. E’ prevista, ma non e’ ancora applicata una banca dati europea in cui far confluire tutti i dati relativi a un pilota.

4 – Migliorare il programma di sorveglianza da parte delle autorita’ sui medici esaminatori.

5 – Maggiore attenzione sull’uso di droghe e alcol. I programmi di compagnia introducono e rafforzano i controlli a campione per capire quale e’ l’incidenza e derivarne degli interventi per il recupero.

6 – Stimolare segnalazioni volontarie e anonime da parte degli equipaggi su eventuali comportamenti anomali dei loro componenti. (AGI) 

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