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Dal passeggero defenestrato alla puntura di scorpione, il periodo nero della United

I guai per la United Airlines non sono finiti: non bastava l’ondata di biasimo mondiale che l’ha colpita dopo la vicenda del passeggero in overbooking trascinato di peso fuori dall’aereo. Ora si è venuto a sapere che, lo stesso giorno, uno scorpione avrebbe punto un passeggero a bordo di un aereo della compagnia in volo da Houston a Calgary.

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Lo scorpione caduto dalla cappelliera in testa al passeggero

Secondo il raccondo di Linda Bell, ripreso dai principali media americani, l’animale velenoso è caduto sulla testa del marito Richard dalla cappelliera sopra di loro, mentre si apprestavano a mangiare al loro posto in business: “Mio marito ha sentito qualcosa sui capelli, l’ha preso ed è caduto sul tavolino. Mentre lo prendeva lo ha punto”. Dopo averlo lanciato a terra, un assistente di volo lo ha prontamente rinchiuso sotto una tazza e poi l’ha gettato nel water.

I due coniugi si sono messi a cercare freneticamente informazioni su internet sugli scorpioni e il loro veleno. Nonostante la mancanza di sintomi, ha riferito il Guardian, un’infermiera che si trovava sul volo ha somministrato a Richard un antidolorifico e, una volta atterrati, l’uomo è stato assistito dal personale paramedico dell’aeroporto. Funzionari hanno anche cercato di individuare l’animale, in modo da accertarsi che fosse uno scorpione o altro, ma era già stato scaricato via. 

Nessuna denuncia, ma un risarcimento

L’uomo ha dichiarato di non voler denunciare la United per quanto accaduto, ma di aspettarsi una qualche forma di risarcimento. La stessa moglie ha poi fatto sapere che mercoledì, tre giorni dopo l’incidente, la compagnia si è scusata e li ha indennizzati, senza specificare come.

La United Airlins vive un momento difficile, dopo essere stata duramente colpita dall’ondata di polemiche dopo il video in cui si vede un 69enne letteralmente buttato fuori dall’aereo perché in overbooking. Le azioni della società hanno subito un contraccolpo in borsa nei giorni successivi, e questo ha spinto l’amministratore delegato della società, Oscar Munoz, a scusarsi. 

Il precedente: le polemiche per il divieto di leggins a bordo

Solo il mese scorso, la società aveva vissuto un altro momento di attenzione mediatica non richiesta, quando si era venuto a sapere che aveva vietato a due ragazze di salire a bordo di un suo volo da Denver a Minneapolis percheé indossavano dei leggins.

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Di fronte alle polemiche, la United Airlines si era difesa sostenendo che le giovani avevano dei biglietti che impongono un “dress code”, cioè regole d’abbigliamento che vietano ciabatte da spiaggia, qualsiasi vestito troppo attillato, pantalocini troppo corti, magliette con scritte o immagini offensive.

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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