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D'Alema sfida Renzi, congresso subito oppure nel Pd “liberi tutti”

Massimo D’Alema scende in campo e lancia la sua sfida a Matteo Renzi. Dal palco del centro congressi Frentani dove si svolge l’assemblea nazionale dei comitati del No al referendum costituzionale di area del centrosinistra, Massimo D’Alema lancia un nuovo movimento nato “dal grande risultato del No al referendum” che, a detta dell’ex segretario, è frutto della partecipazione di cittadini “che non votavano più e sono tornati a farlo in occasione di questo e fra costoro non pochi sono elettori si sinistra”. Secondo D’Alema “se prevale l’idea di precipitare verso le elezioni senza un programma di governo” con l’unico “obiettivo di normalizzare il partito”, allora ci sarebbe una sola via perseguibile: “una scelta di questo tipo renderebbe ciascuno libero”. 

D’Alema: non voglio creare un  partito ma aprire un dibattito

 

 

Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev – Agi

Che deve fare il centrosinistra in questa situazione? Precipitare verso elezioni? Con quale programma? Con quale sistema di potenziali alleanze? – si chiede D’Alema -. Vedo che il presidente del Pd ha detto entro dieci giorni o fate la legge che vogliamo noi o si vota subito. Con quale programma? Con quale idea di governo? Io sono sconcertato”. Poi aggiunge: “Quando vedo chi dice che si può andare a votare perché la Consulta conferma l’impianto dell’Italicum… come dice il poeta: non so se il riso o la pietà prevale”, scherza D’Alema che poi invoca un cambiamento nel Pd: “Non si cambia politica se non si cambia leadership”. Il congresso del Pd, aggiunge, è “evidentemente necessario per il bilancio di questi anni” e per individuare la strada che possa portare “credibilmente il Pd a volgere il ruolo che oggi non è in grado di svolgere”.

D’Alema vuole un nuovo centrosinistra sul modello dell’Ulivo

Bisogna “guardare al futuro e organizzare un mondo del centrosinistra abbastanza disperso che si riconosce in diverse forze politiche ma che in molta parte è formato da cittadini che non aderiscono più” al partito di Renzi, spiega D’Alema. E’ necessario un Pd che sia “una forza intorno alla quale si possa riunire un centrosinistra largo”, sottolinea l’ex premier. Si vada dunque alle elezioni “con una lista che sia oltre il Pd ma non con il listone già fallito di Pisapia-Alfano”. Una sorta di nuovo Ulivo dunque. “Io ho detto centrosinistra largo – precisa in un secondo-. Non ho detto la parola Ulivo perché penso deve essere pronunciata insieme ad altri. Ma credo che il riferimento fosse evidente”. Poi aggiunge: “quel il marchio non è nelle mie disponibilità” 

Serve nuova legge elettorale che porti a governabilità

“Bisogna mettere mano con serietà alla legge elettorale per arrivare a una legge che possa portare a un ragionevole equilibrio fra rappresentanza e governabilità e non precipitare il Paese nella ingovernabilità”, spiega Massimo D’Alema dal palco centro congressi Frentani. “Altrimenti l’unica forma di governo è un inciucione dai confini inimmaginabili. Pd e Forza Italia non faranno maggioranza, neppure con l’accordo che probabilmente hanno garantiscono un governo – aggiunge -. Il rischio è un governo M5S-Lega”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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