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Dalla Costa Azzurra alla Liguria, boom di pendolari del burkini

Alassio – E’ la Liguria la nuova Costa Azzurra per le bagnanti musulmane: dopo che una dozzina di comuni del celebre litorale francese, tra cui Nizza e Cannes, hanno vietato il burkini, la Riviera di Ponente ligure sta registrando un boom di presenze di donne con costume ‘integrale’. Da Ferragosto viene segnalato un vero e proprio pendolarismo automobilistico di famiglie arabe dal sud-est della Francia per consentire alle donne di fare il bagno senza violare le proprie tradizioni religiose.  

Burkini si diffonde anche tra le donne non musulmane

Tanti i bagni in burkini ad Alassio, dove per tre settimane questa estate ha soggiornato al Grand Hotel una principessa della famiglia reale saudita sposata con un figlio del defunto re Abdullah che è stato anche governatore della regione della Mecca. Molte bagnanti musulmane hanno voluto vedere le spiagge dove era stata la principessa saudita. Del resto i sindaci liguri, molti dei quali leghisti, hanno deciso di non imporre ordinanze di divieto per il burkini al mare, un po’ per tolleranza e per evitare tensioni e un po’ forse anche con un occhio al turismo islamico che annovera anche molte famiglie benestanti.

Lo stesso ministro dell’Interno, Angelino Alfano, del resto, aveva invitato alla cautela prendendo le distanze dai divieti di burkini in Francia: “Niente provocazioni”, ha auspicato, “su questioni che non investono l’ordine pubblico, realizzate come atto ideologico e che possono apparire come provocazioni che possono attirare reazioni violente”. “Finora l’Italia è stata un Paese sicuro”, ha osservato Alfano, “anche perché la comunità nazionale non ha mai avuto comportamenti che hanno fatto pensare ad una crisi di rigetto per i musulmani”. (AGI)  

 

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