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Dallas, non è stato terrorismo

Varsavia. – Barack Obama interrompe il viaggio in Europa per tornare negli Stati Uniti e andare a Dallas, teatro della sparatoria in cui cinque poliziotti sono stati uccisi da un cecchino di colore. Il presidente americano, che ieri era a Varsavia per un vertice della Nato, oggi e’ in Spagna. A Madrid vede il capo del governo, Mariano Rajoy, e poi andra’ ala base militare di Cadice, ma dovra’ rinunciare a visitare Siviglia. Il viaggio spagnolo sarebbe dovuto durare due giorni, ma Obama ha accettato l’invito a recarsi a Dallas fatto dal sindaco di quella citta’, Mike Rawlings, e domani rientrera’ dal breve soggiorno europeo.

Intanto proseguono le indagini sulla strage. Il bilancio e’ di cinque agenti uccisi e otto feriti, di cui due civili. Gli agenti uccisi sono: Brent Thompson (43 anni, sposato da poco),Patrick Zamarripa (padre di due figli),Michael Krol (il cui sogno e’ sempre stato quello di essere un poliziotto),Lorne Ahrens e Michael Smith. 
Il killer, il 25enne nero Micah Xavier Johnson, era un riservista dell’esercito che aveva prestato servizio in Afghanistan dal novembre 2013 a luglio 2014. Johnson, che si era asseragliato in un garage, e’ stato ucciso da un robot della polizia carico di esplosivo. Il suo obiettivo era uccidere bianchi, in particolare poliziotti bianchi, e non faceva parte di alcun gruppo terroristico. La strage di Dallas e’ avvenuta il giorno successivo al doppio omicidio da parte della polizia di due neri, in entrambi i casi ripresi in video. 
Il capo della polizia di Dallas, David Brown, ha commentato: “Bisogna fermare questa spaccatura tra la nostra polizia e i nostri cittadini”. Obama ha nuovamente sottolineato la facilita’ con cui negli Stati Uniti si puo’ avere qualsiasi arma.
C’e’ incertezza sulla sorte delle altre tre persone arrestate ieri. Non e’ chiaro se siano state rilasciate o no. Le loro identita’ non sono note, perche’ le indagini sono ancora in corso.
 

Nel corso della perquisizione in casa di Johnson sono stati trovati materiali per la realizzazione di bombe, fucili, cartucce e un giornale di tattiche militari. Il Segretario di Stato alla Sicurezza interna, Jeh Johnson, ha confermato inoltre l’indiscrezione secondo cui sarebbe stato il solo Johnson a sparare ai poliziotti durante una manifestazione pacifica. Il cecchino viveva a Mesquite, nell’area metropolitana di Dallas. Obama ha definito l’attacco “odioso, premeditato e ignobile” e ha promesso giustizia per questa “tremenda tragedia”: “L’intera citta’ e’ nel dolore”. Ma ha aggiunto che “la violenza contro le forze dell’ordine non puo’ mai essere giustificata”; e ha ribadito il suo appoggio a quelli che sono nei corpi di polizia perche’ “hanno un compito “difficile” e “la stragrande maggioranza fa un buon lavoro”. Il presidente ha sottolineato che una volta che saranno chiariti i fatti si dovra’ riaprire il dibattito sul facile accesso alle armi, che “rendono piu’ letali questi attacchi” (in Texas dall’inizio dell’anno una legge consente di portare le armi in pubblico). Mentre Loretta Lynch, responsabile del Dipartimento di giustizia americano, ha sottolineato che “la risposta non deve essere la violenza ma l’azione, calma e determinata”. “Dobbiamo continuare a lavorare per costruire la fiducia tra le forze di polizia e le comunita’. Bisogna respingere gli impulsi e i rancori. Dobbiamo ricordarci di essere tutti americani”, ha aggiunto. (AGI) 

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