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Davide Trentini: che nessuno sia più costretto a morire lontano da casa

“È davvero triste che a distanza di neanche due mesi dal caso di Dj Fabo si debba di nuovo assistere al dramma di un uomo che per vedere rispettate le proprie volontà è costretto ad andare oltre frontiera. Che razza di Paese è questo che non ha pietà per le sofferenze delle persone e non ha rispetto per le loro decisioni?”.

Stefano Incani, segretario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, non usa mezzi termini di fronte alla vicenda di Davide Trentini, morto ieri in una clinica in Svizzera.

“Mi preme poi sottolineare – prosegue Incani – come Mina Welby abbia deciso di accompagnare Davide ‘da cristiana’: a dimostrazione che la fede non necessariamente deve essere brandita come una clava per impedire le libertà altrui“.

“Ci auguriamo che, nonostante lo slittamento di questi giorni, i parlamentari occupati nella discussione del ddl sulle dichiarazioni anticipate di trattamento si mettano una mano sulla coscienza. Di più: ci auguriamo che si mettano nei panni di Davide, di Fabo e di tutti coloro che in questi anni hanno fatto della loro vita e della loro morte una battaglia di civiltà e facciano muovere il Paese almeno di un passo sulle questioni riguardanti il fine vita”.

Comunicato stampa

 

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