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Davigo in pole per Anm, contro 'brrr' di Renzi

Roma – Quella battuta di Renzi sulla magistratura non è proprio piaciuta a Piercamillo Davigo, che ha deciso di puntare alla presidenza dell’Anm proprio dopo il ‘brrr che paura’ che “non mi e’ piaciuto per niente”. Nel suo intervento al nuovo direttivo dell’Associazione magistrati, Davugo ha fatto riferimento alla frase rivolta dal premier ai magistrati l’anno scorso. Il direttivo dell’Anm oggi per la prima volta è riunito per nominare la nuova giunta del sindacato delle toghe. Sul nome di Davigo presidente, al momento si registra una convergenza dei gruppi, ma il voto si terra’ soltanto piu’ tardi. Davigo, consigliere in Cassazione e leader del gruppo ‘Autonomia e Indipendenza’, nel suo discorso durante la riunione ha rilevato che “anche altre cose non mi sono piaciute: e’ possibile che un datore di lavoro decida di ridurre le ferie ai dipendenti senza consultarli e far credere che il disastro in cui versa la giustizia dipenda dalle ferie dei magistrati? E’ una bugia, i magistrati italiani sono quelli che lavorano di piu’ in Europa, bisogna dirlo con fermezza, difendere la nostra credibilita’. Abbiamo i migliori investigatori del mondo, si e’ visto nella vicenda Abu Omar – ha sottolineato Davigo – un’altra pagina gloriosa per la magistratura italiana”.

“Non ho un carisma particolare, ma un’esperienza che spero di trasmettere anche ad altri per comunicare bene” ha aggiunto il leader del gruppo ‘Autonomia e indipendenza’ “Sono convinto della necessita’ di un accordo tra tutti e credo nella rotazione degli incarichi”, ha aggiunto Davigo. “L’unita’ si crea con la condivisione delle idee. Non esistono governi amici ne’ governi nemici, esistono governi con i quali non si puo’ fare a mano di dialogare, ferma restando la pretesa del rispetto della nostra dignita’. Non si tratta di corporativismo – ha aggiunto Davigo – credo che sia possibile con la nostra unita’ trovare la fermezza per pretendere il rispetto della nostra dignita’ e per tutelare la giurisdizione. Inevitabilmente ci sara’ una dialettica ma tutto puo’ essere recuperato con pazienza e dialogo”. Citando un giudice inglese, inoltre, Davigo ha rilevato che “e’ giusto che ci sia tensione tra potere politico e giudiziario”. (AGI) 

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