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De Luca choc, "la Bindi da ucciderla…"

Roma – “Quello che fece la Bindi è stata una cosa infame, da ucciderla. Ci abbiamo rimesso l’1,5%, il 2% di voti. Atti di delinquenza politica. E non c’entra niente la moralità, era tutto un attacco al governo Renzi”. Lo ha detto nell’intervista rilasciata a “Matrix” (in onda ieri in seconda serata su Canale 5) Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, riferendosi alla presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, che lo aveva inserito nella lista dei cosiddetti “candidati impresentabili” poco prima delle elezioni amministrative del 2015, per una condanna in primo grado. Vicenda (quella legata al Sea Park, il parco marino mai realizzato a Salerno) che poi si concluse con l’assoluzione “perché il fatto non sussiste”.

GRILLO? UN MILIONARIO CHE FA IL MONACO TRAPPISTA
“Dobbiamo dire – ha proseguito De Luca nell’intervista – che noi ne abbiamo già non di politicamente scorretti, ma solo di scorretti e basta. Io quando vedo Salvini, secondo me porta pure male… Non l’ho mai visto fare un sorriso, un grugnito”. E su Grillo: da lui “mi aspetto tutto. Anche che salisse sul carro di Trump. Ho un rapporto di odio e amore con lui: condivido il suo attacco a un sistema mediatico informativo fatto di imbecillità e falsità e, in qualche caso, di un uso violento della disinformazione. Sicuramente da lui non mi aspetto la coerenza – ha proseguito – se hai la villa a Genova, la villa a Marina di Bibbona, ti fai le ferie sulla Costa Smeralda, vai a Malindi con la panza al sole e poi torni e fai il monaco trappista…non ci devi rompere le scatole. Aveva proposto di non dare più di 3.000 euro a ogni parlamentare e poi apprendo che Luigino Di Maio si mette in tasca 13.000 euro al mese netti e certifica spese elettorali in due anni per 110.000 euro per iniziative sul territorio…ma cosa ha fatto? Niente…Le cene, i pranzi, i manifesti…quello che fanno tutti quanti”. Nei confronti dei Pentastellati De Luca parla di “battaglia di verità” perché, spiega, “ritengo che ci sia una contraddizione di fondo che deve esplodere. Nell’elettorato grillino c’è un elettorato progressista che vota per il disgusto nei confronti del Pd. Queste forze, molte giovanili, voglio recuperarle perché sono forze sane. Contemporaneamente, i 5 Stelle esprimono componenti di estrema destra… a Roma la città è nella mani dell’estrema destra”. 

IL PD, “PAROLE INACCETTABILI”
Immediate le reazioni del Pd, che parla di frasi “inaccettabili” e dà “piena solidarietà” a Rosy Bindi. Da Lorenzo Guerini, vicesegretario del Partito democratico (“Nessuna polemica politica, per quanto aspra, o nessuna decisione, per quanto controversa, giustificano espressioni come quelle di De Luca”) al presidente Matteo Orfini (“De Luca farebbe bene a darsi una calmata e a chiedere scusa a Rosy Bindi”) passando per Debora Serracchiani (“si scusi al più presto”). 

De Luca farebbe bene a darsi una calmata e a chiedere scusa a Rosy Bindi

— orfini (@orfini) 17 novembre 2016

Sono inaccettabili certi toni, spero che De Luca si scusi al più presto con Rosy Bindi per le sue parole.

— Debora Serracchiani (@serracchiani) 17 novembre 2016

E il deputato Dario Ginefra lancia l’hashtag #iostoconRosyBindi”.

Non condivisi l’uscita di @RosyBindi, ma quando De Luca le dà dell”infame” e dice “da ucciderla” #iostoconRosyBindi @pdnetwork @Deputatipd

— Dario Ginefra (@DarioGinefra) 17 novembre 2016

 

 

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