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De Masi ci svela la mappa del mondo

Articolo di Furio Colombo (Fatto Quotidiano 10.3.14)

“”Un grande lavoratore” si diceva una volta, nel mondo borghese, per descrivere qualcuno degno di stima e di fiducia. Mappa Mundi, di Domenico De Masi ( Rizzoli ) non userebbe questa definizione come elogio ma come allusione al passato e illusione del presente. Mappa Mundi è una vasta guida ragionata al mondo contemporaneo e alle sue radici, classificate a volte attraverso i luoghi (modello cinese, modello indiano, modello giapponese) a volte secondo la storia (modello classico, modello ebraico, modello illuminista), a volte secondo la religione (il modello cattolico, il modello musulmano, il modello protestante), a volte lungo linee economiche (il modello liberale, il modello capitalista), a volte fondandosi sulla dottrina politica (socialisti, comunisti) a volte temporali (società postindustriale, modello brasiliano). Seguite il vasto e ricco percorso di De Masi e vi rendete conto che la frase (“un grande lavoratore”) non sarà mai più ripetuta, certo non come lettera di referenza e di raccomandazione. Perchè, qualunque sia il modello, esplorato per orientare meglio il lettore, il lavoro finisce qui. Ho usato di proposito la parola “orientare” perchè nel libro è una parola chiave. Questo, dice De Masi con una intuizione felice, è un mondo disorientato. Per ritrovare, insieme ai lettori, l’orientamento, l’autore fa un giro del tempo e del mondo, in 870 pagine. Non aspettatevi, però, nonostante l’accurata e a momenti minuziosa rappresentazione dei “modelli” un testo scientifico. Lo è, ma senza mai perdere di vista la necessità di una vasta discussione in pubblico, e non solo fra tecnici, di questo punto cruciale: chi siamo, dove siamo, dove andiamo. Accade, però, che, una volta orientati dal Mappa Mundi, noi lettori (e noi cittadini e noi docenti e noi politici) restiamo sulla sponda del non ancora avvenuto. Ovvero sappiamo tutto dello stato delle cose (e non è un contributo da poco, in una situazione in cui la negazione o la non conoscenza della realtà sono il primo problema ). E cioè sappiamo molto (molto di più) del dove siamo e da dove veniamo. Ma restiamo disorientati sul dove andare.
Finisce il lavoro, ma io nel tempo libero che cosa faccio? Ho capito che non c’è (non c’è più) il lavoro. Non ne farò un funerale. Posso anche far festa alla novità. Ma vivo come? A carico di chi ? Qui il lettore scopre che il Mappa Mundi è una guida intelligente, ricca, vivace, in un viaggio molto più promettente di quanto mi insegnavano e mi promettevano in passato (un passato nel quale dovevo prima conquistarmi la libertà, poi la cultura, poi la carriera e solo dopo andare al concerto). Adesso vado direttamente al concerto, ma senza casa, senza soldi e senza una qualche forma di attività che, al minimo , dà da vivere e al massimo mi definisce come persona che incontra e cambia, almeno in un piccolo punto, la realtà. So benissimo che sto toccando gli argomenti chiave di un bel libro. Però, a differenza di Fantozzi, vorrei poter dire, subito dopo: segue dibattito.””

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