TwitterFacebookGoogle+

De Masi: lavorare gratis ci salverà. Alla Casaleggio piaceva l’idea

Intervista di Jacopo Iacoponi al sociologo Domenico De Masi (Sampa 22.3.17)t

“”«Io, sulle orme di Touraine, o di Daniel Bell, teorizzo che tra dieci anni i partiti somiglieranno molto più al Movimento Cinque Stelle che non alla Dc».
Professor De Masi, non la preoccupano lievemente le epurazioni, o il populismo?
«Beh ma oggi chi non è populista? Anche Renzi lo è».
La conversazione con Domenico De Masi, sociologo, autore di slogan come «lavorare gratis, lavorare tutti», o «la disoccupazione ci salverà», è divertente, sebbene talora lunare. Oggi De Masi è uno dei consulenti interpellati da duo Grillo-Casaleggio jr.
Com’è nato questo suo rapporto con Grillo?
«Vennero da me due parlamentari M5S, Cominardi e Ciprini, e mi chiesero se esistevano metodi sociologici per capire come evolverà il mercato dal lavoro tra dieci anni. Ne è venuta fuori una ricerca, che ora Chiarelettere pubblicherà».
E Grillo quando arriva? Cosa gli interessa, dei suoi lavori, il «lavorare gratis lavorare tutti»? O «il futuro è dei disoccupati»? La sua tesi è nota, e fa assai discutere: lavorando gratis si avrebbe comunque una soddisfazione e un reinserimento, lei ritiene.
«Grillo legge il rapporto e mi telefona. Chiedeva di passare un’oretta con me. Sono andato a Milano. C’erano lui e Casaleggio, il giovane. Avevano la ricerca con tutte sottolineature. Avevano un’ora di tempo, siamo stati tre ore. Ho spiegato che il lavoro diminuirà ancora. Spero che tutto questo si traduca poi in proposte di legge».
Tipo?
«La prima potrebbe essere la riduzione dell’orario di lavoro a 36 ore».
Ma non è un po’ l’apologia della decrescita quando la gente invece vorrebbe lavorare?
«Ma no, è il sogno di Aristotele, la jobless growth! È il progresso, per fortuna».
E Grillo e Casaleggio?
«Casaleggio è stato zitto tutto il tempo, Grillo faceva tante domande. Ma erano profondamente incuriositi. Li ho trovati molto più interessati dei soliti manager miei committenti. Bisognerebbe dargli un poco più di credito».
Le epurazioni non aiutano, in tal senso.
«Però se io avessi intuito prima com’era la Raggi, forse l’avrei mandata via. Secondo me è anche una garanzia, di non ricadere in errori fatti».
Ah. Capisco. Lunedì era a cena al Forum.
«Sì ma con Colomban, non Grillo; domani devo fare una conferenza con lui. Un assessore atipico».
Con simpatie quasi leghiste, dicono. Che ci fa lei, un molisano?
«Ah, davvero? Non lo sapevo. Di questo Colomban so pochissimo. So che ha venduto l’azienda e ha comprato un castello, e ora deve fare l’assessore a Roma. L’abbiamo chiamato, con Luigi Abete, imprenditori e professori, a raccontarci la sua idea. È già venuto Visco, poi Padoan. Volevamo capire che sta succedendo a Roma».
Il M5S va aiutato, lei crede.
«Io ho sempre votato Pd, ma a me questi m’intrigano. Parliamoci chiaro: Craxi, che ha ereditato un partito di 150 anni, non ha mai superato il 16%, questi stanno al 33%».
Ma non la spaventano il populismo, l’autoritarismo, le loro pratiche sul web?
«Ma diciamoci la verità, chi è che non è stato un po’ populista in questi anni? Ormai ogni partito è un uomo che decide tutto. Potremmo avere un parlamento di sette otto persone».
A bruciapelo: farebbe il ministro del lavoro M5S?
«Io? Mai. Mi chiamo De Masi e sono molto demasiano; sono inaffidabile, dal punto di vista di un partito».””

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.