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Def: Brunetta, governo in stato confusionale

(AGI) – Roma, 18 set. – “Nel momento in cui tutte le borse occidentali lasciano sul terreno un valore pari in media al 2,5 per cento, a seguito delle incertezze della politica monetaria americana, Matteo Renzi traccia per il prossimo anno un sentiero luminoso per l’economia italiana. Non e’ la sola contraddizione di queste nuovo Def. Che nega in radice le previsioni dell’Ocse che, a differenza del premier, prevedono, per il prossimo anno, una contrazione delle precedenti previsioni. Sono i numeri di base che non tornano, rispetto alle sue precedenti dichiarazioni”. Lo afferma il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, che aggiunge: “Nei giorni scorsi aveva parlato di un bonus flessibilita’, da parte dell’Europa, di 17 miliardi. In poche ore le speranze – perche’ di questo si tratta – sono state ridimensionate a 13 miliardi. Il deficit per il 2016 non sara’ infatti portato al 2,6, ma solo al 2,2 per cento. Segno evidente che Piercarlo Padoan, di solito cosi’ acquiescente alle direttive di Palazzo Chigi non se l’e’ sentita, specie dopo il colloquio con Moscovici, di spingersi fino a quel punto, nonostante avesse confermato, solo due giorni fa in un question time alla Camera, il 2,6 di Renzi”, spiega Brunetta. “La manovra resta comunque fissata a 27 miliardi. Dove saranno reperite le relative risorse resta comunque un mistero – aggiunge ancora il capogruppo azzurro – Questa seconda cifra appare scarsamente coerente con il ridimensionamento del deficit e le altre regole europee. Tanto piu’ che proprio oggi l’Fmi, dopo l’analogo invito della Bce, ha chiesto al Governo italiano di non spendere gli eventuali ed ipotetici risparmi delle spese per interessi, per dar luogo ad ulteriori aumenti di spesa. Ma l’impossibile quadratura del cerchio e’ soprattutto sul fronte del debito pubblico. Aumentare ulteriormente il deficit – dall’1,8 previsto al 2,2 per cento del Pil – significa far aumentare il rapporto debito-Pil anche nell’improbabile ipotesi che quest’ultimo cresca dell’1,6 in termini reali. Gioca contro questa ipotesi la logica della deflazione. I prezzi rimangono stabili e questa e’ una buona notizia per i consumatori. Ma l’effetto collaterale e’ dato da una conseguente compressione del Pil nominale: il denominatore su cui si calcola quel rapporto che, secondo gli impegni assunti, sarebbe dovuto diminuire ed invece, come gia’ avvenuto in corso d’anno, continuera’ a crescere. Insomma l’immagine di questo Def mostra un Governo in stato confusionale che non dovra’ vedersela solo con l’Europa, ma con i mercati. Una missione difficile attende quindi il Ministro dell’economia preso in una tenaglia: il ridimensionamento delle ambizioni, come avvenuto lo scorso anno, o il rischio di tornare ad essere sorvegliato speciale. Ad un soffio dalla possibile procedura d’infrazione”, conclude Brunetta. (AGI)
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