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Delitto in seminario: il testimone-chiave ha lasciato la Diocesi

CatturaDon Paolo Piccoli si è trasferito in Friuli vicino alla famiglia L’Arma aveva passato al setaccio i suoi paramenti antichidi Gianpaolo Sarti.

 Don Paolo Piccoli, uno dei testimoni-chiave del presunto omicidio di don Giuseppe Rocco, il sacerdote di 92 anni trovato morto nella propria camera della Casa del clero di via Besenghi la mattina del 25 aprile, si è allontanato da Trieste. Il prete, come confermano fonti della Curia, è ritornato dalla famiglia di origine in Friuli. Don Paolo alloggiava nella stessa struttura in cui è stata rinvenuta la salma di don Rocco ed era presente nelle ore in cui si sarebbe consumato il fatto.

Sul caso, che ha destato molto clamore e sconcerto in città e negli ambienti della diocesi, si attendono gli esiti dell’inchiesta. Il agosto sono stati coinvolti nell’indagine anche i Ris di Parma. Piccoli, veronese di 49 anni, era stato accolto qui in seguito al terremoto dell’Aquila, città in cui era in servizio. La decisione di spostarsi a Trieste era stata motivata dal desiderio di avvicinarsi di più ai genitori e per dedicarsi alle cure di cui aveva bisogno.

Il sacerdote, che porta il titolo personale di monsignore e che in passato è stato cappellano militare e della Costa Crociere, non aveva particolari incarichi, ma era noto soprattutto per l’interesse che nutriva per la liturgia in stile preconciliare, di cui era molto esperto, oltre che per il suo amore per i paramenti sacri antichi. Molti oggetti di sua proprietà erano conservati nell’ex seminario di via Besenghi.

Il materiale era stato interamente passato al setaccio e fotografato dai Carabinieri nel corso dell’indagine. Pochi giorni prima della morte dell’anziano sacerdote, come emerso nelle scorse settimane, all’interno della Casa del clero si sarebbero verificati alcuni furti. Uno, in particolare, proprio qualche giorno prima della misteriosa scomparsa. Dalla stanza di don Rocco sarebbe stata sottratta una statuetta, poi restituita. Elementi mai confermati ufficialmente dalla curia. Sono ancora molti, troppi, gli angoli bui del giallo. A cominciare da chi era effettivamente presente nella Casa del clero nelle ore in cui è stata scoperta la salma, oltre a don Paolo Piccoli e a Eleonora Dibitonto, l’assistente personale di don Rocco che per prima aveva scoperto il corpo a terra dando l’allarme.

«Quella notte e quella mattina non c’ero soltanto io qua, ne sono certo – diceva proprio don Paolo Piccoli – però non so chi. Da queste parti c’è un centro di volontariato, la sede di Vita Nuova, Telequattro e poi qualche professore», ricordava il sacerdote riferendosi al via vai abituale all’interno e all’esterno dell’ex seminario. «Qui è continuo è un continuo viavai…”. Sul posto, in agosto, la squadra dei carabinieri dei Ris di Parma per cercare tracce e fare luce sulla vicenda.

Secondo l’autopsia, la morte di don Giuseppe è stata causata da un’azione meccanica, strangolamento o soffocamento. In un primo momento si era pensato a una morte naturale, anche in considerazione dell’età del sacerdote.

http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2014/10/09/news/delitto-in-seminario-il-testimone-chiave-ha-lasciato-la-diocesi-1.10083771

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