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Delrio, con il Sì migliorerà sistema trasporti

di Lorenzo d’Avanzo

Roma – La riforma della Costituzione, sottoposta a referendum il prossimo 4 dicembre, darà un rilevante contributo al risanamento ambientale, al miglioramento del sistema trasporti come anche dell’assistenza sanitaria. E’ quanto spiega all’AGI il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio. “Si potrà passare da un federalismo competitivo a un federalismo cooperativo che possa garantire gli stessi diritti a tutti i cittadini italiani. Credo profondamente nell’autonomia, ma questo – osserva Delrio – non può voler dire che sui trasporti, sulla sanità, sull’innovazione si possano parlare tanti linguaggi diversi, quante sono le Regioni”.

DISFUNZIONI DA CORREGGERE

“Quando ero ministro degli Affari Regionali – ricorda Delrio – erano 1.500 i contenziosi tra Stato e Regioni. Con i Comuni e con le Regioni abbiamo già iniziato a ragionare su pianificazioni nazionali in temi di competenza regionale e concorrente, ma attraverso percorsi molto complessi. Ci sono disfunzioni da correggere, generate da un federalismo non riuscito che ha generato diritti diversi, secondo i territori. Ad esempio, per quanto riguarda i trasporti e le infrastrutture, è singolare che la stessa strada, in una regione sia statale, nell’altra regionale, nell’altra provinciale. Oppure che ci sia una rete ferroviaria regionale che ha un sistema che si ferma al confine con la regione adiacente perché hanno due sistemi diversi. Questa situazione inevitabilmente genera disparità nei servizi ai cittadini”.

COSA PREVEDE LA RIFORMA

“La riforma prevede che Infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza, Porti e aeroporti civili di interesse nazionale e internazionale siano di esclusiva competenza dello Stato, così come le reti strategiche. Quindi – spiega il ministro – le Regioni mantengono competenze per i servizi sui territori, ma il Senato delle autonomie, in cui siedono sindaci e consiglieri regionali eletti dai cittadini sui territori, sarà il luogo in cui dare voce a una uniformità nazionale della qualità dei servizi, insieme agli indirizzi strategici dello Stato. Il Senato, inoltre, si occuperà delle direttive europee e potrà promuovere leggi bicamerali in favore di politiche nazionali ragionando di bisogni di tutti e non di singoli territori. In questo modo – conclude – si potrà passare da un federalismo competitivo a un federalismo cooperativo che possa garantire gli stessi diritti a tutti i cittadini italiani”.

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