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Delrio, è l'anno della rivoluzione nel trasporto pubblico locale

Roma – (di Lorenzo d’Avanzo ) Il 2016 sarà l’anno di una vera e propria ‘rivoluzione‘ per il trasporto pubblico locale: arriveranno nuove norme, sarà rinnovato il parco rotabile e realizzate nuove tratte ferroviarie . E’ quanto promette il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, che in un’intervista all’AGI annuncia una rivoluzione anche culturale che vedrà al centro del rinnovamento i cittadini-utenti più che le aziende come è avvenuto fino ad ora in un settore che, comunque, è stato trascurato anche in termini di risorse economiche. La ‘rivoluzione’ targata Delrio vedrà il coinvolgimento delle Regioni (titolari del servizio), delle aziende – ‘in primis’ delle Ferrovie dello Stato Italiane – ma anche della Cassa Depositi e Prestiti (Cdp).

Verrà creata, infatti, una nuova società con la Cdp che acquisterà i nuovi mezzi di trasporto che poi saranno dati in affitto. “Il trasporto pubblico locale è un tema importantissimo che, nonostante coinvolga milioni di cittadini ogni giorno – sottolinea il ministro – è stato trascurato per troppo tempo. “Quotidianamente milioni di cittadini prendono l’autobus nelle città oltre a milioni di pendolari ma, nonostante la rilevanza del tema, l’attenzione è stata rivolta più alle aziende e alla loro ristrutturazione che ai cittadini-utenti, non si sono fatte le gare di appalto e non si è creata una competizione sufficiente rispetto al ‘core business’ del settore che è il cittadino utente del servizio. Ora è il momento di cambiare, bisogna avere un’attenzione molto più elevata e fare una riforma che metta al centro il cittadino che ha diritto a un sevizio efficiente, puntuale, frequente e di qualità”.

E se in passato c’è stata una carenza di risorse, chiarisce Delrio, “è vero anche come quelle disponibili non siano state utilizzate al meglio, non ci sono stati investimenti in materiale rotabile o in linee metropolitane e regionali. Questa patologia va sanata, bisogna rinnovare il parco rotabile sia su ferro, sia su gomma, comprare nuovi autobus, comprare nuovi treni e, a tal fine, abbiamo pensato a un meccanismo innovativo con una nuova società che possa comprare i mezzi e darli in affitto alle imprese che gestiscono il servizio in maniera che non ci sia necessità di grandi investimenti da parte degli enti pubblici locali che debbano, così, pagare solo delle rate”.

Un progetto, aggiunge, “sul quale stiamo lavorando con la Cdp già da alcuni mesi e speriamo di poterlo concretizzare presto perchè certamente cambierebbe la storia del trasporto pubblico italiano”. Per questo motivo, ricorda il ministro, “la Finanziaria ha messo in campo più di un miliardo per i prossimi quattro anni e quindi andiamo avanti in maniera molto determinata”. C’è poi l’aspetto della necessità di investimenti strutturali: “le linee metropolitane non sono sufficienti, le linee regionali poche e alcune non utilizzate. Per questo c’è bisogno di un grande investimento infrastrutturale non solo per i mezzi, ma anche per le linee vere e proprie. Basti pensare alla ‘tragedia’ della Roma-Ostia dovuta al fatto che mancano i mezzi adeguati e la manutenzione della struttura tale da renderla compatibile con frequenze elevate, con adeguati livello di sicurezza e confort, insomma: una linea metropolitana efficiente”.

In questo quadro Delrio, anche in un’ottica di razionalizzazione della rete integrata “ferro-gomma”, si mostra assolutamente favorevole all’espansione delle Ferrovie dello Stato Italiane nel trasporto pubblico locale anche su gomma. “Noi – afferma – abbiamo le Ferrovie dello Stato come protagonista del tpl su ferro e su gomma. E la quota su gomma è aumentata molto ed è stato positivo grazie all’impegno di Busitalia (società del gruppo Fs già guidata da Renato Mazzoncini attuate a.d. delle Ferrovie dello Stato, ndr). Questa è una garanzia di solidità, di potenziale miglioramento in misura rilevante. Quindi, non solo sono favorevole all’impegno di Ferrovie nel trasporto su gomma, ma – sono parole di Delrio – aggiungo che questo è l’indirizzo che gli abbiano dato come ministero vigilante chiedendogli di investire di più nel trasporto pubblico locale quindi in quello regionale come anche nel trasporto merci”.

 Sul fronte della riforma normativa, “alcuni principi, una parte consistente – chiarisce Delrio – sono contenuti nel decreto Madia di riorganizzazione dei servizi pubblici proprio per facilitare le gare, rimettere al centro l’utente e dare un senso ai bacini ottimali di servizio (evitando le duplicazioni tra collegamenti ferroviari e su strada), favorire l’intermodalità come chiave di soluzione di molti problemi”. “I provvedimenti diventeranno operativi entro due mesi e, poi, si valuterà se sono necessarie altre misure e se avranno bisogno di nuove leggi o possano essere inserite in altri strumenti di indirizzo o in accordi con le Regioni”. E nel nuovo quadro normativo dovrebbero cambiare anche i parametri dei contratti con le Regioni: le risorse, come richiesto dalle Ferrovie dello Stato Italiane, non dovrebbero essere più commisurate alla lunghezza della tratta ma al traffico in termini di passeggeri/chilometro.

La “cura Delrio” è già iniziata. “Questa è una rivoluzione che dobbiamo fare sapendo che qualche passo avanti è stato fatto: stiamo invertendo la tendenza degli ultimi anni a disinvestire pero’ deve essere chiaro i soldi a disposizione devono essere utilizzati nella maniera migliore”. Sui tempi di questa ‘rivoluzionè del Tpl Delrio non si sbilancia. “Noi abbiamo iniziato, diverse Regioni hanno chiuso i contratti di programma per il trasporto regionale ferroviario, il Lazio sta facendo grandi passi avanti. Lombardia, Emilia Romagna e Toscana hanno in cantiere grandi investimenti per i prossimi anni, i treni abbiamo già cominciato a cambiarli e il percorso di rinnovamento del parco rotabile è partito. Abbiamo messo poi molti investimenti nel contratto di programma con Rfi, oltre 9 miliardi, di cui una parte consistente sulle linee storiche ma certamente è un percorso che richiede del tempo. L’Italia è una penisola lunga e ci sono situazioni molto diversificate ma quello che stiamo facendo dovrebbe consentire, nel giro di qualche anno, un miglioramento notevole della qualità del servizio. Ci sono segnali di cambiamento, elementi di speranza, ma un cambiamento strutturale uniforme è difficile prevederlo vista le differenze tra regione e regione”. (AGI) 

 

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