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Di Caprio collaborerà a inchiesta su 'Wolf of Wall Street'

Roma – Leonardo Di Caprio è pronto a collaborare con il dipartimento Usa alla Giustizia per fornire qualsiasi informazione utile a far luce sui finanziamenti del film del 2013 ‘The Wolf of Wall Street’ di Martin Scorsese, coinvolto in una brutta storia di soldi sporchi, collegati alla Malesia. Il film, in cui Di Caprio interpreta il ruolo del protagonista, il broker Jordan Belfort, sarebbe stato finanziato con attività illegali del fondo pubblico di investimento malese 1Malaysia development bank (1Mdb).

La vicenda va collegata alle vicissitudini attraversate dal film di Scorsese, che ci mise oltre sei anni per essere realizzato perché gli studios non erano disposti a investire in un progetto considerato troppo rischioso. A sbloccare la situazione ci pensò nel 2013 una società di produzione praticamente sconosciuta, la Red Granite Picture. Al suo attivo un solo film. Red Granite mise sul piatto oltre 100 milioni di dollari per raccontare le avventure finanziare del broker interpretato da Di Caprio e tale finanziamento sbloccò le riprese.

Sulla faccenda però si è aperta un’indagine e gli investigatori ritengono che il finanziamento di Red Granite sia da ricollegare a un fondo statale malese, l’1Mdb, istituito 7 anni fa dal primo ministro malese Najib Razak, il cui figliastro, Riza Aziz, è il presidente di Red Granite Pictures. Il fondo 1Mdb ha accumulato debiti per 11 miliardi di dollari ed è accusato di essersi appropriato illegalmente del denaro di diverse aziende pubbliche malesi e di averlo smistato, prima delle elezioni del 2013, anche sui conti del premier Razak. Su queste operazioni di riciclaggio nel settembre scorso l’Fbi ha aperto un’inchiesta e altre indagini sono in corso in Svizzera, a Singapore, a Hong Kong, negli Emirati Arabi Uniti e in Lussemburgo. Una parte di questi soldi, secondo il dipartimento Usa alla Giustizia, sarebbe confluita in Red Granite attraverso un percorso tortuoso che ha coinvolto società di comodo offshore, contribuendo all’acquisto di beni immobili e opere d’arte negli Usa e al finanziamento del film di Di Caprio e Scorsese.

L’Fbi ha emesso mandati di comparizione nei confronti di diversi dipendenti ed ex dipendenti di Red Granite, a una banca e a una società contabile collegata alla casa di produzione. L’inchiesta è ancora in corso e l’attore premio Oscar e la Leonardo Di Caprio Foundation, in un comunicato, fanno sapere di “continuare ad essere pienamente collaborative con tutti gli sforzi che la giustizia ha fatto in questa materia”. (AGI) 

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