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Di chi è la responsabilità se in Italia non abbiamo alcuna prevenzione contro il dissesto? 

A due giorni dal nubifragio che ha colpito Livorno, uccidendo otto persone (oggi è stato recuperato il cadavere dell’ultimo disperso, un uomo di 67 anni), monta la polemica sulle misure di prevenzione che non ci sono. A Livorno, come in altre parti d’Italia dove il maltempo ha avuto conseguenze meno tragiche (vedi Roma, allagata e messa in ginocchio dal primo acquazzone dopo due mesi).  I sindaci e gli amministratori fanno a gara a puntare l’indice contro il Governo che in questi anni non avrebbe fatto abbastanza per la prevenzione.

I conti non tornano

I fondi c’erano, il Governo anche

Sono le amministrazioni locali stavolta, secondo quanto ricostruito da Repubblica, a non aver risposto all’appello. 7,7 miliardi di euro: a tanto ammonta lo stanziamento previsto dal Piano ‘ItaliaSicura’, approvato nel 2014 dal governo Renzi. Lo scopo è intervenire su edilizia scolastica, infrastrutture e dissesto idrogeologico. Ma dei fondi stanziati ne sono stati usati solamente 114,5 milioni. Meno dell’1,5 %.

Erasmo De Angelis, responsabile della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, spiega “Abbiamo potuto autorizzare solo le opere di cui avevamo il progetto esecutivo, fornitoci dagli enti locali”. Ma dei progetti per i quali si è chiesto il finanziamento, quelli corredati di progetto esecutivo sono stati solo il 6%. Su 8926 interventi “necessari e prioritari” segnalati dalle Regioni, quasi 8400 erano progetti preliminari, studi di fattibilità o studi definitivi.   

I progetti ‘ItaliaSicura’ a Livorno sono due

A Livorno i progetti che rientrano nel piano ‘ItaliaSicura’ sono due, ma non riguardano il Rio Maggiore e il Rio D’Ardenza, che hanno causato la morte di otto persone. L’ultimo intervento sul Rio Maggiore risale al 2015, quando sono state completate le quattro casse di espansione che avrebbero dovuto prevenire l’esondare del fiume. Insufficienti, secondo il Corriere della Sera, nel caso di piogge tropicali che si stanno verificando sempre più spesso in Italia.

Tre milioni dal Governo alla Regione Toscana

Intanto la Regione Toscana ha chiesto lo stato di emergenza e il governo ha stanziato tre milioni di euro per i primi soccorsi. Ma il tragico bilancio dell’alluvione, scrive Avvenire, è di otto morti. In un appartamento tra lo stadio Armando Picchi e l’Accademia navale, sono morti un bambino di quattro anni, i genitori e il nonno. Unica sopravvissuta è la bambina di due anni, portata in salvo dal padre e dal nonno, che sono poi tornati in casa per provare a salvare l’altro figlio e la moglie. Raimondo Frattali, 70 anni, è morto anche lui in casa, dopo che la moglie e la figlia hanno trovato la salvezza salendo sul tetto dell’abitazione. Roberto Vetusti, 74 anni, è stato sopraffatto dall’acqua nel mezzo della strada, in una zona dove la forza della piena è stata tale da divellere i binari della funicolare. Martina Bechini, 34 anni, è stata sottratta alle braccia del neomarito dalla furia dell’acqua, che l’ha trascinata per tre chilometri, dove è stata trovata coperta dal fango. Il corpo di Gianfranco Tampucci, 67 anni, è l’ultimo a essere ritrovato, a due giorni dall’alluvione.

Genova in ritardo negli interventi sul Bisagno

Ma se Livorno piange, Genova non ride. Due alluvioni hanno colpito il Capoluogo ligure nel 2011 e nel 2014, causando nel primo caso l’esondazione del Bisagno, e nel secondo quella  del Polcevera. È servito tanto a dare l’impulso a intervenire, ma ancora non abbastanza per portare a termine i lavori. La società Itinera, che si è aggiudicata un lotto da 58 milioni di euro per l’adeguamento del tratto tombato del Bisagno, ha completato lavori per soli 300mila euro. La causa? Per Repubblica un ribasso audace che, a quanto pare, è insufficiente a completare i lavori.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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