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Di cosa discuteranno Trump e Putin al vertice di Helsinki 

Donald Trump e Vladimir Putin si incontreranno nella capitale finlandese, Helsinki, per la prima volta in un vero bilaterale lunedì. L’approccio irruento del presidente Usa ai negoziati e l’imperscrutabile stile del leader del Cremlino – che ha trattato con capi di Stato americani per gli ultimi 18 anni – rendono difficile fare previsioni di qualsiasi tipo sui risultati dell’atteso summit. Ci sono, però, tre grandi temi in agenda, che sono stati anticipati sia dalle rispettive Cancellerie, che da molti osservatori: sicurezza, relazioni bilaterali e conflitti regionali.

Sicurezza

Sia gli Usa sia la Russia hanno bisogno di stabilire con chiarezza il destino dei due ultimi trattati sul controllo degli armamenti rimasti: l’Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty (Inf), che vieta i missili a raggio intermedio e il Nuovo Start, del 2010, che riduce i sistemi russi e americani di più lungo raggio. Entrambi gli accordi versano in cattive acque. Sull’Inf, i due Paesi si accusano di violazioni a vicenda, mentre lo Start scade nel 2021, se le parti non si accordano per un prolungamento.

In questo ambito, anche il tema della non proliferazione è di importanza cruciale e lo ha detto lo stesso Trump, parlando da Londra questa settimana. Il risultato migliore sarebbe accordarsi per consultazioni sul rinnovo di accordi, che permettano di evitare una corsa agli armamenti e creare un clima per discutere di stabilità strategica non secondo parametri da Guerra Fredda, ma in un’ottica piu’ attuale, che tenga presente anche il progresso delle armi convenzionali e la cyber sicurezza.

Sicurezza informatica e Russiagate

La cyber warfare sarà sicuramente un dossier sul tavolo, con Trump che dovrà sollevare il tema delle interferenze russe nelle elezioni americane, dato il clima dell’opinione pubblica negli Usa e l’inchiesta sul Russiagate. Complica ulteriormente il clima l’incriminazione da parte del procuratore speciale che indaga sul Russiagate, Robert Mueller, di dodici funzionari del Gru, l’intelligence federale russa, accusati di aver hackerato i computer del Comitato nazionale dei Democratici. Il Cremlino ha sempre negato ogni responsabilità e appare quindi impossibile che Putin faccia promesse in questo senso, anche in vista delle elezioni di novembre. Il leader russo sa che si tratta di una questione che si può solo aggirare e non rimuovere e un’opzione sarebbe andare avanti con l’idea di creare una commissione congiunta o multilaterale sulla sicurezza cibernetica.

Sanzioni

Sul fronte delle relazioni bilaterali, l’alleggerimento delle sanzioni Usa, imposte per la Crimea e la guerra in Ucraina, sono un tema che i russi non pongono mai nei colloqui, ma su cui sperano. Una legge del 2017 impedisce a Trump di revocare le misure punitive senza l’approvazione del Congresso, ma il presidente può offrire un quale alleggerimento o quanto meno dare l’idea che Washington non ha intenzione di ampliare la lista di persone e società colpite.

Siria, Iran, Corea del Nord e Ucraina

In tema di crisi regionali, la Siria è quella con maggiore peso e qui la questione gira intorno alle zone di de-escalation e soprattutto su possibili taciti accordi sui parametri della presenza dell’Iran in Siria, osteggiata con forza da Israele, alleato degli Usa. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ne ha parlato di recente con Putin, nella sua visita a Mosca pochi giorni fa. 
L’Iran e il futuro del Piano d’azione congiunto globale sul nucleare, da cui gli Usa si sono ritirati unilateralmente, sarà un altro punto di discussione. Per Putin sarà molto importate capire a che gioco gioca Trump su questo, come anche sulla Corea del Nord.

L’Ucraina è un tema piu’ caro forse al Cremlino, che non alla Casa Bianca di Trump, che comunque sta continuando a fornire aiuti militari a Kiev. Al centro dei colloqui potrebbe esserci un possibile accordo per permettere il dispiegamento di una forza di peacekeeping internazionale in Ucraina dell’est, dove continua il conflitto tra separatisti filo-russi e truppe governative. Nessuna concessione, invece, verrà fatta sulla Crimea. Sembra così ancora lontano il sogno, soprattutto russo, di una Yalta 2.0, con grandi accordi tra le due potenze sulle aree di influenza e d’azione in campo internazionale.

Trump: “Poche aspettative”. Salvini: “Summit ottima notizia”

Intanto il presidente Usa Donald Trump, in un’intervista a Jeff Glor, anchorman di “CBS Evening News”, raffredda le aspettative in anticipo rispetto al suo incontro con il presidente russo Vladimir Putin. “Vado con aspettative basse”, ha detto Trump. “Non vado con grandi aspettative”. Mentre l’entusiasmo è di Salvini che registra l’incontro tra i due leader come “un’ottima notizia”. Il vicepremier ha inoltre detto che “I carri armati al confine con la Russia non so che senso possano avere”, riferendosi ai piani Nato di rafforzare il fianco est dell’Alleanza per contrastare Mosca.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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