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Di cosa era accusato l'ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni

I giudici della quarta sezione penale di Milano hanno condannato l’ex Governatore lombardo Roberto Maroni a un anno di carcere. È stato riconosciuto colpevole solo di uno dei due reati che gli venivano contestati, la turbata libertà del contraente per l’affidamento di un incarico in Expo alla ex collaboratrice Mara Carluccio. Assolto invece dal reato di induzione indebita per avere esercitato pressioni illecite finalizzate a far partecipare a una missione a Tokyo un’altra sua ex collaboratrice, Mariagrazia Paturzo, a cui sarebbe stata legata da una “relazione affettiva”. Il tribunale ha respinto questa accusa.

Secondo la procura, ricorda Repubblica, la presenza della donna “nella delegazione del viaggio a Tokyo era dettata esclusivamente dalla relazione affettiva” con Maroni ed è “in questo contesto che si inseriva la condotta di Maroni affinché la società Expo si accollasse le spese”. Quella di Maroni, secondo l’accusa, fu “una pressione” e non una “sollecitazione” perché sarebbe stato lui a chiedere a Ciriello, capo della sua segreteria politica, “di insistere” per ottenere da Christian Malangone, ex dg di Expo e “braccio destro” dell’allora commissario Beppe Sala, “la promessa” affinché venissero autorizzate le spese del viaggio a Tokyo per Paturzo con la quale era “legato da una relazione affettiva”. 

Scrive Repubblica: “Fusco era convinto di questo punto e ha cercato di smontare la sentenza della corte d’appello con cui Malangone, coimputato nella vicenda ma giudicato in abbreviato, è stato assolto. Per il pm, sulla base degli sms e WhatsApp scambiati tra i protagonisti della vicenda tra il 27 e il 29 maggio 2014, ricorrevano i requisiti fissati dalle Sezioni Unite della Cassazione per dire che ci troviamo di fronte a una induzione indebita”.

Leggi anche sul Corriere della Sera: Milano, favorì Mara Carluccio: Maroni condannato a un anno. Assolto per il viaggio a Tokyo con Maria Grazia Paturzo

“Maroni è sollevato da questa sentenza perché tutti noi ci tenevamo particolarmente alla dichiarazione di innocenza relativa al viaggio a Tokyo”. Lo afferma l’avvocato Domenico Aiello, dopo aver parlato brevemente al telefono con l’ex presidente della Regione Lombardia, a cui ha riferito della condanna per un capo di imputazione, quello relativo alla procedura di affidamento di un incarico a Expo a una sua ex collaboratrice. Maroni è stato invece assolto ‘perché il fatto non sussiste’ dall’accusa di avere effettuato pressioni illecite su Expo perché la società spesasse un viaggio a Tokyo a un’altra sua collaboratrice, Mariagrazia Paturzo.

Per questa vicenda (che in linea teorica, in caso di condanna in primo grado, in forza della legge Severino avrebbe fatto decadere Maroni da presidente della Regione se fosse stato ancora in carica. Lo ricorda il Corriere della Sera.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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