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Di cosa hanno parlato Conte e Mattarella in un'ora di colloquio senza lista dei ministri

Di cosa hanno parlato Giuseppe Conte e Sergio Mattarella nel colloqui infornale di oltre un’ora che hanno avuto al Quirinale?

Il presidente del Consiglio incarico è salito al Colle senza una lista dei ministri, riportano un po’ tutti i giornali, ma con un nodo piuttosto intricato da sciogliere: quello del nome di Paolo Savona come ministro dell’Economia. 

Dopo il faccia a faccia col governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e il vertice a Montecitorio con i segretari di M5s e Lega, Di Maio e Salvini, è possibile che il giuramento avvenga sabato o domenica. Una scelta, scrive il Corriere, quella di aspettare il weekend, forse motivata dal tentativo di perfezionare i passaggi istituzionali a mercati chiusi, dopo che anche oggi si sono registrati segnali negativi sul fronte finanziario con lo spread che ha superato i 215 punti base.

La rabbia di Salvini e il ‘like’ di Di Maio

Il nome dell’82enne economista Savona, voluto fortemente dalla Lega e sostenuto anche dai 5Stelle, scrive Repubblica, non convince del tutto Mattarella, soprattutto per le sue posizioni critiche sull’euro. Lo scambio tra il capo dello Stato e il presidente incaricato è evidentemente chiuso da una fumata nera, come dimostrano le parole di Matteo Salvini su Facebook: “Sono davvero arrabbiato”, probabilissimo riferimento a Savona, nome a cui la Lega non vuole rinunciare. E il leader del M5s Luigi Di Maio clicca il suo significativo “like” sotto il post del segretario della Lega. 

L’economista, intercettato intorno all’ora di pranzo, ha detto si sapere che c’è un veto del Quirinale sul suo nome, scrive il Fatto Quotidiano, e nelle scorse ore ha anche scritto una lettera al direttore del Sole 24 ore, in merito alle sue dimissioni dal fondo Euklid: “La polemica scomposta che si è svolta intorno alla mia candidatura mi ha convinto che, venissi o meno nominato ministro dell’Economia e della finanza, sarebbe stato meglio che mi ritirassi dalla presidenza di Euklid, potendo rappresentare un ostacolo al decollo dell’iniziativa”. E ha anche aggiunto: “Forse sono troppo coscienzioso per i tempi che corrono. Spero e penso che il presidente Mattarella sia all’oscuro di quanto affermato da ambienti a lui vicini. Non ho affermato che le dimissioni fossero dovute a impegni di governo, ma a impegni pubblici; se esiste un altro modo per definire il mio coinvolgimento nelle vicende politiche in corso, ho avuto torto e me ne scuso pubblicamente”.

I timori dell’Europa

Da parte loro, rileva La Stampa, le istituzioni europee celano a stento la tensione. A partire dalla Bce, reduce dall’esperienza del governo di Tsipras e del braccio di ferro con la Grecia che vide momenti drammatici. Il vicepresidente uscente, Vitor Constancio, avverte che i rischi di contagio dall’Italia “non sono completamente eliminati” e che la fiammata dello spread a 206 punti “non è cosa enorme, ma certamente uno sviluppo significativo e un potenziale motivo di preoccupazione”.

Parole che celano le pressioni cui la Bce è sottoposta da parte della componente tedesca ora che si appresta a uscire gradualmente dal quantitative easing ma continua ad acquistare debito, anche italiano, probabilmente fino a dicembre. Proprio il contagio, a un settore bancario italiano che ancora investe il 10% degli attivi in debito nazionale, viene evocato in un report di Morgan Stanley se il Btp a 10 anni dovesse restare a lungo sopra il 2,4%. Una prospettiva che spaventa la Vigilanza bancaria di Francoforte e si riflette sulla Borsa. dove affondano i titoli bancari.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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